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Trento
02 dicembre | 10:52

Aziende fantasma e titolari irreperibili, scoperte fatture false per oltre 660 mila euro in Trentino: il blitz della Finanza, diverse persone denunciate

Una società, operante quale emporio e grande magazzino, amministrata da soggetti di origini cinese, ha contabilizzato, dal 2017 al 2021, fatture per l’acquisto di prodotti, in realtà mai esistiti, da ben 10 imprese “cartiere”

Aziende fantasma e titolari irreperibili, scoperte fatture false per oltre 660 mila euro in Trentino

TRENTO. È di oltre 660 mila euro il valore delle fatture false individuate dalle Fiamme Gialle  di Trento, che hanno portato alla luce un collaudato sistema di frode fiscale.

Le indagini, effettuate dai finanzieri di Riva del Garda, hanno consentito di appurare che una società, operante quale emporio e grande magazzino, amministrata da soggetti di origini cinese, ha contabilizzato, dal 2017 al 2021, fatture per l’acquisto di prodotti, in realtà mai esistiti, da ben 10 imprese “cartiere”.

 

Si trattava, per lo più, di aziende “fantasma”, prive di una sede in cui operare, di dipendenti, di mezzi e locali idonei allo svolgimento di una normale attività imprenditoriale ed i cui titolari, tutti di etnia sinica, risultano irreperibili nel territorio dello Stato. 

 

Emblematici, inoltre, i casi di alcune di esse: i titolari delle ditte, che avrebbero dovuto svolgere prevalentemente il commercio di abbigliamento in Lombardia, Toscana o in Veneto, in realtà vivevano in tutt’altra regione e lavoravano come operai o camerieri in attività riconducibili a connazionali.

 

Nel corso delle attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica del  Tribunale di Venezia, competente in ragione del fatto che una delle imprese “cartiere” era già stata oggetto di pregresse indagini, le Fiamme Gialle dell’Alto Garda hanno riscontrato che l’unico scopo di queste aziende aziende era quello di produrre false fatture utili a giustificare operazioni commerciali inesistenti e permettere alla società beneficiaria di evadere le imposte sul reddito (Ires) e l’Iva, quantificate in circa 250 mila euro.

 

L’amministratore dell’azienda in questione ed i titolari delle imprese “cartiere” sono stati così denunciati, rispettivamente, per i reati di utilizzo e di emissione di fatture per operazioni inesistenti.

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