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Sondrio
13 novembre | 11:38

Maxi evasione milionaria, ricostruiti i compensi in "nero" di un imprenditore: tra il 2017 e il 2023 ha evaso Ires, Irpef, Iva e Irap

A finire nei guai un imprenditore valtellinese del settore immobiliare, edile e turistico. Attraverso una vera e propria ragnatela societaria è stato possibile per l’imprenditore far sì che la sua liquidità fosse sempre infinita

SONDRIO. Scoperta una maxi evasione milionaria.  I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Sondrio hanno portato a termine una complessa indagine nei confronti di un imprenditore valtellinese del settore immobiliare, edile e turistico.

 

Gli accertamenti fiscali portati avanti dai militari hanno permesso di individuare compensi non dichiarati grazie a un’accurata analisi dei movimenti bancari e al rinvenimento di copiosa documentazione extracontabile.

 

L’imprenditore, a cui fa capo una galassia di società complessa e molto articolata nei rapporti partecipativi reciprocamente incrociati, ha utilizzato i conti di queste nell’ambito di un unicum indistinto e in riferimento al suo conto personale, per  soddisfare le proprie esigenze personali, ossia trascendendo dagli scopi e dalle finalità specifiche delle attività aziendali.

 

LA RAGNATELA SOCIETARIA

Attraverso una vera e propria ragnatela societaria è stato possibile per l’imprenditore far sì che la sua liquidità fosse sempre infinita, convincendo ignari cittadini, che volevano solo acquistare un’abitazione, a versare anche più dell’80 % del totale dovuto per la compravendita. Nonostante la materiale consegna dell’immobile già da alcuni anni, gli acquirenti non riuscivano però a stipulare il rogito con le società venditrici nonostante i ripetuti solleciti. 

 

Un “modus operandi” da parte dell’imprenditore sottoposto a verifica, che ha permesso di realizzare una vera e propria “Pianificazione fiscale”, con il fine di rinviare i ricavi in futuri esercizi, per poi dichiararli nel quantum, nel momento più favorevole e conveniente per le imprese e non al momento dell’effettiva realizzazione, conseguendo un evidente vantaggio fiscale.

 

Successivamente, il denaro proveniente dalle compravendite immobiliari veniva messo in circolazione tra i vari attori fisici e giuridici appartenenti al medesimo ambito societario con lo scopo di rendere difficoltoso seguire i capitali e costatarne l’avvenuta tassazione alla fonte. 

 

All’esito dei difficili accertamenti sono state constatate numerose movimentazioni in accredito sui conti correnti personali dell’imprenditore, considerati in sede di verifica quali compensi dell’amministratore elargiti sotto diversa forma al fine di eluderne la tassazione prevista.

 

I finanzieri hanno così ricostruito la situazione economico-patrimoniale dell’imprenditore e delle sue società, accertando una base imponibile netta evasa ai fini Irpef di 1.746.512,78 euro e constatando elementi positivi di reddito non dichiarati ai fini Ires pari a 4.583.169,98 euro, una base imponibile Irap  sottratta ai fini del tributo di  3.935.972,52 euro e un’evasione Iva pari a 390.356,45 euro oltre a investimenti esteri non dichiarati pari a 67.750,12 euro.

 

A seguito delle indagini è stato possibile assicurare un concreto rientro nelle casse dello Stato delle somme sottratte alla collettività. L’imprenditore, ha definito con l’Ufficio Controlli il pagamento di un importo complessivo di  392.532,03 euro, perfezionando le adesioni con il pagamento delle prime rate e dichiarandosi disponibile a definire con lo stesso istituto deflattivo del contenzioso le annualità successive.

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