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Villa in fiamme a Levico, all'origine un cortocircuito. Nottata di controlli per i vigili del fuoco

A prendere fuoco una lampada o una presa sul balcone, poi gli scuri e il tetto della mansarda. Il comandante Acler: ''Per spegnere l'incendio al lavoro circa 60 uomini. Alle 23 sopralluogo con la termocamera''

Foto tratta da Twitter
Pubblicato il - 18 gennaio 2019 - 11:07

TRENTO. È stata una lunga giornata, seguita da una nottata di controlli, quella dei vigili del fuoco dei corpi della Valsugana, impegnati per diverse ore nello spegnimento dell'incendio che ha interessato casa Weiss, nella parte alta di Vetriolo.

 

Tutto è iniziato ieri alle 9.30 circa, l'allarme è stato dato dai vicini che hanno visto alzarsi un'alta colonna di fumo. Visibili da lontano anche le fiamme che hanno avvolto il tetto della struttura (qui l'articolo).

 

A originare il rogo, diversamente da quanto si era ipotizzato in un primo momento pensando alla canna fumaria, sarebbe stato un cortocircuito o un filo allentato di una lampada o di una presa esterna, sul balcone. Le fiamme, partite dal terrazzo, si sono estese presto a uno scuro e a dei vasi di fiori, allargandosi poi a tutto il tetto sopra il balcone della mansarda. Sarebbe in ogni caso da escludere il dolo.

 

Lo spegnimento, il raffreddamento e le operazioni di bonifica e smassamento hanno richiesto tutta la giornata di ieri, dalle 9.30 circa alle 21. Sul posto in questo arco temporale hanno lavorato i corpi dei vigili del fuoco volontari di Levico, Pergine, Caldonazzo e Calceranica. A Vetriolo anche i permanenti di Trento, che hanno anche condotto le ispezioni del caso assieme ai carabinieri della stazione di Levico.

"In totale ha lavorato una sessantina di persone - ricorda il comandante dei vigili del fuoco volontari di Levico Ezio Acler - Nel pomeriggio abbiamo chiamato anche i colleghi del corpo di Calceranica per riuscire a dare un cambio agli uomini che lavoravano dalla mattina".

 

Dopo lo spegnimento delle fiamme, i sopralluoghi e il posizionamento del telo in nylon a copertura della mansarda (una metà del tetto è andata persa), ieri sera i vigili del fuoco sono tornati ancora sul luogo dell'incendio alle 21 per controllare che il rogo non riprendesse ad ardere con dei nuovi focolai. "Siamo passati poi anche alle 23 con la termocamera per controllare che tutto fosse a posto" racconta sempre Acler.

 

Un nuovo controllo è stato fatto stamattina: la situazione sarebbe stabile. Davvero ingenti i danni, visto che le fiamme hanno mangiato metà tetto della mansarda e provocato il surriscaldamento delle tegole dell'altra metà. Distrutti anche tutti gli abiti che erano conservati nella mansarda, adibita a soffitta con diversi libri e albi di fumetti che ieri hanno contribuito, purtroppo, ad alimentare le fiamme.

Ora ai vigili del fuoco rimane il lavoro legato alla sistemazione dei mezzi e all'approntamento per futuri interventi (oltre una decina tra autobotti, autoscale e mezzi di servizio impiegati). Le due famiglie, il proprietario della villetta che abita al piano terra e la famiglia della figlia che abita sotto la mansarda, sono state costrette a passare la notte dai parenti. Le fiamme non avrebbero interessato i loro appartamenti, ma l'erogazione dei servizi sarebbe stata sospesa e alcuni danni sarebbero stati provocati dal fumo.

 

Da segnalare, infine, un malore di una vigilessa del fuoco: si sarebbe trattato di un lieve episodio.

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