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Combattere le infezioni della vite ricorrendo a soluzioni naturali. La Fondazione Mach scopre una proteina alternativa ai fitofarmaci

La Fondazione Edmund Mach, in collaborazione con un team dell'Università Statale di Milano, ha scoperto una proteina capace di sostituire i prodotti fitosanitari nella lotta a infezioni della vita come la Plasmopora viticola. Tale scoperta potrebbe introdurre una soluzione naturale e non dannosa per l'uomo

Pubblicato il - 27 ottobre 2020 - 15:52

SAN MICHELE ALL'ADIGE. Una proteina in alternativa ai prodotti fitosanitari. È questa la grande novità presentata in uno studio svolto dalla Fondazione Edmund Mach in collaborazione con l'Università Statale di Milano, che congiuntamente hanno lavorato nei propri laboratori per sviluppare una nuova strategia nel settore agrofarmacologico capace di superare il ricorso ai prodotti fitosanitari in modo naturale e salutare.

 

Sotto la lente, in particolare, è finito un oomicete, organismo simile a un fungo, chiamato Plasmapora viticola, causa principale della peronospora, malattia diffusa nel campo viticolo e per cui risulta necessario l'utilizzo dei prodotti fitosanitari. In assenza di trattamenti e in condizioni ambientali favorevoli, infatti, la peronospora può colpire fino al 75% delle colture in una singola stagione, causando ingenti riduzioni della produzione.

 

La produzione di uva in Italia, nondimeno, rappresenta un settore decisamente essenziale per l'economia del Paese, che con 8 milioni di tonnellate, guida la classifica dei maggiori produttori europei (nel 2018, l'intero continente si è imposto come primo produttore mondiale di uva con oltre 29 milioni di tonnellate).

 

Per questo la Fondazione Mach, con la dottoressa Silvia Vezzulli, assieme al Dipartimento di Bioscienze dell'Università degli studi di Milano, il cui gruppo di ricerca è stato guidato dal professor Paolo Pesaresi, hanno iniziato a studiare una strategia capace di sviluppare alternative a basso impatto ambientale ai fungicidi convenzionali. Il progetto, chiamato “GrAptaResistance”, è stato finanziato dalla Fondazione Cariplo, e ha portato all'isolamento di piccole proteine, costituire da 8 aminoacidi, assolutamente naturali e in grado di inibire enzimi chiave dei patogeni e così di contrastarne le infezioni.

 

Nello studio pubblicato sulla rivista Scietific Reports – spiega il professor Pesaresi – abbiamo individuato la proteina NoPv1 (No Plasmopara viticola 1) capace di bloccare sul nascere l'infezione di foglie di vite da parte del patogeno. NoPv1 inoltre non danneggia in alcun modo la crescita di altri microorganismi presenti nel suolo e benefici per la vite, oltre a non essere nociva nei confronti di cellule umane”.

 

Di fronte ai risultati, anche se preliminari, anche da Fem arriva una nota di grande soddisfazione. “La tecnica potrà essere utilizzata per identificare proteine naturali in grado di contrastare le infezioni causate da diversi patogeni vegetali”, aggiunge Vezzulli.

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