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Con il monopattino sulla ciclabile, la municipale di Bolzano lo multa per oltre 6.000 euro ma il giudice annulla tutte le sanzioni

I fatti erano successi nel capoluogo altoatesino circa un anno fa. Il monopattino era stato parificato a un ciclomotore e all'uomo avevano fatto verbali per mancanza di patente, casco, assicurazione e carta di circolazione. Nemmeno dopo i fatti di Torino e i chiarimenti della finanziaria 2020 il comune di Bolzano ha deciso di rinunciare e alla fine c'è voluto più di un anno per avere giustizia

Di Luca Pianesi - 19 November 2020 - 19:24

BOLZANO. Sul monopattino in ciclabile? 6.000 euro di multa. A tanto ammontava il totale da pagare per un ragazzo bolzanino dopo che quel 27 settembre 2019 era stato sanzionato dalla polizia municipale del comune di Bolzano all'altezza di via Roma. Gli era stato contestato di tutto parificando, di fatto, il monopattino a un ciclomotore e quindi multe in serie per assenza di casco, di patente di guida, di assicurazione e di certificato di circolazione. Totale: 6.103 euro. Qualcosa di incredibile, un'ingiustizia senza pari per il giovane che immediatamente ha deciso di fare ricorso e impugnare la mega sanzione.

 

E ieri, dopo un lungo e complicato iter giudiziario, con il Comune di Bolzano che ha tentato in tutti i modi di resistere anche dopo che un caso simile avvenuto a Torino (lì il multato aveva dovuto pagare ''solo'' 1.000 euro) aveva addirittura portato alle dimissioni (poi ritirate) del comandante della polizia locale, il ragazzo protagonista della vicenda si è visto accogliere il ricorso dal giudice di pace che ha annullato tutte le sanzioni nei suoi confronti.

 

 

Una sentenza che farà scuola e che, come spiegano l'avvocato Andrea Rigotti del Foro di Bolzano e l’avvocato Danilo Vacca del Foro di Roma, che hanno seguito la causa per il ricorrente, costituisce un importante precedente per tutti coloro che sono stati multati prima del 31 dicembre 2019 e hanno impugnato la “maxi sanzione” ricevuta. Fino a poco più di un anno fa, c'era praticamente il vuoto normativo per quanto riguardava la circolazione di hoverboard, segway, monopattini e monowheel e ancora oggi c'è tanto da fare visto che, anche se la circolazione dei predetti mezzi è stata “liberalizzata”, multe elevatissime per situazioni simili sono all'ordine del giorno in tutta Italia. Si pensi, per esempio, a quanto accaduto poco più di un mese fa a Trento quando un giovane è stato multato per 1.200 euro con 15 punti della patente decurtati perché andava su uno skateboard elettrico che, per la polizia locale, potendo superare i 6 chilometri orari di velocità, andava parificato a un ciclomotore.

 

Ma facciamo un passo indietro e ripartiamo da quel 27 settembre 2019: il giovane stava viaggiando con un amico, con il proprio monopattino, sulla ciclabile e al controllo degli agenti della polizia municipale di Bolzano si era visto sfoderare, uno dietro l'altro, una serie di verbali di contestazione per violazioni del codice della strada: 5.110 euro perché l'uomo era privo di patente di guida, 83 euro perché sprovvisto di casco protettivo, 868 euro perché privo di assicurazione, 42 euro perché circolava sulla ciclabile, disponendo altresì il sequestro del monopattino perché privo di certificato di circolazione. Il ragazzo, tempo un mese, ha depositato il ricorso e proprio in quei giorni una multa per circostanze analoghe veniva fatta a un'altra persona a Torino facendo emergere un ''caso'' divenuto poi di rilevanza nazionale.

 

Gli avvocati hanno poi fatto leva sul decreto Toninelli del luglio 2019 che predisponeva una normativa ad hoc per la micromobilità elettrica (quindi per hoverboard, segway, monopattini e monowheel), sulla risposta data dall'onorevole Traversi, sottosegretario del ministro dei trasporti, a un question time alla Camera nel novembre 2019, dove spiegava che questi mezzi potevano essere oggetto di multa ma non certo essere equiparati a dei ciclomotori e sull’applicazione retroattiva delle norme di maggior favore introdotte in materia di monopattini a fine 2019. Con la legge finanziaria 2020 veniva infatti stabilito che ''i monopattini che rientrano nei limiti di potenza e velocità definiti dal decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti 4 giugno 2019 (...) sono equiparati ai velocipedi di cui al codice della strada'', permettendo quindi il libero utilizzo di tali mezzi. Alla fine, mercoledì 18 novembre 2020 il giovane bolzanino ha avuto ragione dopo un anno di tribolazioni e impegno: il giudice di pace di Bolzano ha infatti accolto il ricorso in opposizione annullando i verbali della municipale del capoluogo altoatesino.

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