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Coronavirus, dai gargarismi con candeggina agli extracomunitari che non si ammalano, al collegamento col 5G: il ministero della salute costretto a smentire anche questo

Sembra incredibile ma molti italiani credono anche a queste cose e quindi i tecnici del ministero della salute italiano sono intervenuti per smentire 10 bufale che, evidentemente, hanno convinto troppi nostri concittadini. Ecco domanda e risposta per evitare di abboccare all'incredibile

Di Luca Pianesi - 27 March 2020 - 15:48

ROMA. Ci si può proteggere dal coronavirus facendo i gargarismi con la candeggina? Al rientro a casa devo lavare gli indumenti indossati e i capelli? Tagliarsi la barba evita il contagio? Il coronavirus rende gli uomini sterili ed è collegato al diffondersi del 5G? Sembra incredibile ma il ministero della salute del nostro Paese ha dovuto dare delle risposte apposite a queste domande, vere e proprie fake news alle quali, può sembrare incredibile, ma stanno traendo in inganno tanti italiani. Talmente tanti da rendere necessario un domanda e risposta con tanto di spiegazione. 

 

Per esempio alla bufala ''Ci si può proteggere dal coronavirus facendo gargarismi con la candeggina, assumendo acido acetico o steroidi e utilizzando oli essenziali e acqua salata'' la risposta del ministero della salute è, ovviamente, ''Nessuna di queste pratiche protegge dal nuovo coronavirus e alcune di queste sono pericolose per la salute''. E poi c'è quella un po' razzista che anche negli scorsi giorni stava circolando in molte chat come quelle di WhatsApp: ''Gli extracomunitari sono immuni all’epidemia grazie al vaccino contro la Tubercolosi''. E qui la posizione del ministero della salute è stato ancora più semplice: ''Il vaccino per la Tubercolosi non ha nulla a che vedere con il Coronavirus: la TBC è dovuta ad un batterio e non a un virus. Si ricorda che le malattie possono fare ammalare chiunque indipendentemente dalla loro etnia''.

 

''Disinformazione e fake news sono pericolose sempre, tanto più quando riguardano temi di salute - spiega il ministero della salute -. In un momento di emergenza come quello che stiamo attraversando il flusso di false informazioni, soprattutto in rete e sui social, è particolarmente massiccio e districarsi nel mare magnum di notizie che vengono diffuse non è facile, anche per i più esperti. La raccomandazione che il ministero rivolge a tutti è quindi quella di affidarsi a fonti ufficiali e certificate per non cadere vittime di informazioni scorrette che alimentano ansia e comportamenti inadeguati. Per segnalare le affermazioni false più frequenti il ministero pubblicherà una news settimanale e dedicherà una pagina del sito istituzionale proprio alla raccolta delle principali fake news. A seguire 10 nuove bufale confutate dagli esperti del ministero e dell’Istituto superiore di sanità''.

 

1. Ci si può proteggere dal coronavirus facendo gargarismi con la candeggina, assumendo acido acetico o steroidi e utilizzando oli essenziali e acqua salata.
 

Nessuna di queste pratiche protegge dal nuovo coronavirus e alcune di queste sono pericolose per la salute.

2. I bambini non rischiano di essere contagiati dal nuovo coronavirus
 

I bambini non sono immuni all’infezione da nuovo coronavirus. Anche loro possono essere infettati e sviluppare la malattia Covid-19, anche se ci sono stati relativamente pochi casi segnalati tra i bambini.

3. Al rientro in casa bisogna sempre lavare gli indumenti indossati e anche i capelli
 

Con il rispetto della distanza di almeno un metro dalle altre persone è poco plausibile che i nostri vestiti, o noi stessi, possano essere contaminati da virus in una quantità rilevante. Tuttavia, sempre nel rispetto delle buone norme igieniche, quando si torna a casa è opportuno riporre correttamente la giacca o il soprabito senza, ad esempio, poggiarli sul divano, sul tavolo o sul letto.

4. Tagliarsi la barba evita il contagio
 

La bufala nasce da una sbagliata interpretazione di una infografica del CDC dedicata alla sicurezza sul lavoro per il corretto utilizzo delle mascherine.

Leggi infografica del CDC

5. Il coronavirus rende sterili, soprattutto gli uomini
 
Non ci sono evidenze scientifiche che l’infezione da nuovo coronavirus sia causa di sterilità femminile o maschile.
6. Se vieni contagiato, te ne accorgi sempre
 
La malattia Covid-19 può dare luogo in alcuni casi ad una sintomatologia simile a quella di altre malattie respiratorie come l'influenza e il raffreddore comune, con tosse secca, febbre, stanchezza; in altri casi si manifesta con sintomi diversi, diarrea, iperemia congiuntivale, mal di gola, dolori muscolari, naso che cola, fino ad arrivare a difficoltà respiratorie e polmoniti. Inizialmente e generalmente questi sintomi sono lievi pertanto è possibile non accorgersi subito della loro comparsa.
7. C’è correlazione tra epidemia da nuovo coronavirus e rete 5G
 
Non ci sono evidenze scientifiche che indichino una correlazione tra epidemia da nuovo coronavirus e rete 5G. Ad oggi, e dopo molte ricerche effettuate, nessun effetto negativo sulla salute è stato collegato in modo causale all'esposizione alle tecnologie wireless.
8. Gli animali domestici possono trasmettere il virus
 
Non esiste alcuna evidenza scientifica che gli animali domestici, quali cani e gatti, possano contrarre il nuovo coronavirus e trasmetterlo all'uomo. Come regola generale di igiene si consiglia però di lavarsi bene le mani con il sapone dopo il contatto con gli animali, comune prassi per proteggersi da altri microrganismi che possono invece essere trasmessi dagli animali all'uomo.
9. Il nuovo coronavirus è un ceppo di virus dell'influenza che è mutato
 
I coronavirus sono una famiglia di virus che possono infettare l’uomo e trasmettere diverse malattie. Il virus Sars-CoV-2, che provoca la malattia denominata Covid-19, mostra alcune somiglianze con altri virus, quattro dei quali possono causare normali raffreddori. Osservati al microscopio i cinque virus mostrano una conformazione simile, che sfrutta le proteine (spike) dalla forma appuntita'per infettare le cellule umane.
10. Gli extracomunitari sono immuni all’epidemia grazie al vaccino contro la Tubercolosi
 
Il vaccino per la Tubercolosi non ha nulla a che vedere con il Coronavirus: la TBC è dovuta ad un batterio e non a un virus. Si ricorda che le malattie possono fare ammalare chiunque indipendentemente dalla loro etnia.
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