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| 18 apr 2020 | 11:44

Coronavirus, gli esperti contro le riaperture rapide. Ricciardi: ''Seconda ondata del virus certa'', Galli: ''Serve la massima attenzione''

Ricciardi, rappresentante italiano all’Oms, in una intervista ha spiegato che i rischi da questo virus continueranno fino a quando non avremo un vaccino. Per il professore Galli la riapertura in questa fase "va programmata e non anticipata"

di Redazione

TRENTO. Un seconda ondata in autunno? ''E una certezza”. A dirlo è stato il professor Walter Ricciardi, rappresentante italiano all’Oms e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, nel corso di una intervista rilasciata a ilcaffeonline.it.

 

La soluzione per riuscire a sconfiggere il virus è quella dell'arrivo di un vaccino. Fino a quel momento, però, non si possono escludere nuove ondate di covid-19 e altri focolai che dovranno essere contenuti.

 

Proprio per questo in questi giorni da più parti gli esperti stanno cercando di far sentire la loro voce per richiamare l'attenzione sulla riapertura che le regioni, in ordine sparso, vorrebbero portare avanti. Riapertura che, se fatta in maniera sbagliata, potrebbe portare ad una seconda ondata del virus in tempi brevissimi con conseguenze tragiche senza la possibilità per le strutture sanitarie di riorganizzarsi.

 

Come detto, l'invito a non anticipare il rallentamento delle misure restrittive agendo in maniera frettolosa arriva anche dal professor Massimo Galli, direttore del reparto Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, intervistato ieri sera a Otto e Mezzo.

 

Ora va programmata la riapertura ma non va anticipata” ha spiegato il professore tra i maggiori esperti in Italia. “La riapertura – ha proseguito - si dovrà pensare a scaglioni, per priorità ed eventualmente stratificata per età”.

 

Il rischio che arriva dal virus, ha spiegato il professore, continuerà chissà fino a quando. “L'idea – ha affermato Galli - che tutto possa ripartire anche da un singolo punto è una idea che legittimamente fa paura. E' evidente che si deve riprendere con il massimo di attenzione. Sono necessari interventi a livello territoriale, a livello di prevenzione con la massima attenzione soprattutto sui luoghi di lavoro”. 

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