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Coronavirus, i positivi in Trentino sono circa 700 (non 278 come da comunicazione). In Alto Adige dati trasparenti: 107 antigenici e totale a 424 contagi

Da qualche giorno appare chiaro che sommando i positivi trovati con i molecolari e gli antigenici il Trentino appare in linea (anzi con dati peggiori come per altro sui decessi e le terapie intensive) con l'Alto Adige. Ieri i positivi ''reali'' erano circa 520 (a fronte dei 156 comunicati in conferenza stampa) e sabato erano circa 800 (a fronte dei 219 di Fugatti e Segnana). Da domani anche la Pat dovrebbe fornire i dati completi uniformandosi alla vicina provincia di Bolzano

Di Luca Pianesi - 02 December 2020 - 20:28

TRENTO. Mentre Fugatti allenta le misure restrittive (QUI APPROFONDIMENTO) e in attesa che la Pat cominci a informare per davvero i trentini senza continuare a raccontare che il contagio viaggia tra i 150 e i 280 positivi trovati quotidianamente ormai da giorni (mentre in Alto Adige nei momenti più difficili ne venivano comunicati anche 700 e da qualche tempo ci si sta assetando intorno a un pur alto 400, compresi quelli trovati con gli antigenici) ci proviamo, ancora una volta, noi a dare il quadro della situazione. Sabato, come già scritto, a fronte di 219 positivi comunicati da Fugatti e Segnana c'erano circa 550 positivi trovati con i tamponi antigenici, non comunicati, per un totale che si avvicinava agli 800 positivi.  

 

Ieri il dato comunicato dalla Pat era di 156 positivi ai molecolari mentre quelli agli antigenici, non comunicati, erano circa 370 per un totale superiore ai 520. E oggi? Oggi per Fugatti e Segnana i positivi sono 278 ma a questi se ne dovrebbero aggiungere altri poco più di 400, per un totale che si avvicina ai 700. Insomma la situazione è molto diversa da quella raccontata quotidianamente, in conferenza stampa, alla cittadinanza (seppur probabilmente stabile e speriamo in calo visto che guardando il dato globale su decessi, ricoveri e terapie intensive, il Trentino si è comportato in maniera molto simile all'Alto Adige zona rossa) ed è, a questo punto, quella di una curva del contagio che da giorni parrebbe superiore anche a quello che si ha in Alto Adige

 

Ovviamente, come per i molecolari, oltre al dato dei positivi trovati sarebbe importante sapere quanti sono stati i tamponi eseguiti per poter avere chiara la percentuale sul rapporto contagi/tamponi che è l'unica a fornire un quadro accurato della situazione. La cosa incredibile è che il Trentino, ormai dal primo novembre, si affida sempre di più all'utilizzo dei tamponi antigenici per trovare i positivi poiché si era proposto come territorio pilota in Italia per eseguirli anche nelle farmacie eliminando, di fatto, il tampone molecolare di controllo da subito e affidando a quest'ultimi anche la ricerca della negativizzazione delle persone messe in isolamento con gli antigenici.

 

Ma nonostante fosse il territorio partito prima, in questo senso, la gestione Fugatti è riuscita a rendere il tutto incredibilmente opaco costringendo alcuni sindaci a fare un'operazione di verità e a comunicare i dati reali ai propri concittadini  (alcuni ritrovatisi zona rossa all'improvviso perché con un rapporto contagi/residenti superiore al 3% ma solo sommando i positivi da molecolari agli antigenici). Un'operazione di trasparenza sul reale andamento del contagio che doveva partire (anche se comunque terribilmente in ritardo visto che è da settimane che il meccanismo è stato svelato da il Dolomiti) lunedì, da promessa del presidente Fugatti (fatta pubblicamente in conferenza stampa), ma che è stata posticipata a giovedì 3 dicembre ''perché il ministero ce l'ha detto'', ha spiegato il presidente.

 

Intanto l'Alto Adige non c'ha pensato su troppo e, Roma o non Roma, dopo aver compiuto il più grande screening di massa italiano (350mila tamponi antigenici eseguiti in poco più di tre giorni) e aver comunicato in tempo reale tutti i positivi trovati (3.615) da giorni nei comunicati stampa inserisce sia i positivi da molecolari che quelli da antigenici aggiungendo, ovviamente, anche il dato sui tamponi eseguiti.

 

Tutto molto facile, checché ne dica Fugatti: quattro cifre, chiare e trasparenti che, tra l'altro, dimostrano come la strategia di Trento sia da tempo molto diversa da Bolzano che i positivi maggiori li trova ancora con i molecolari e solo i rimanenti li cerca con gli antigenici. Ecco quindi il quadro che potete confrontare con i dati in alto del Trentino: ieri il totale in Alto Adige era di 283 contagi identificati, con 94 positivi ai 1.185 tamponi molecolari (7,93%) e 189 casi con 2.243 test antigenici (8,43%); oggi sono 424 i nuovi positivi, scorporati tra i 317 contagi trovati con 2.011 tamponi molecolari (per un rapporto al 15,7% tra contagi e test) e i 107 trovati con 1.639 tamponi antigenici (6,52%). Mentre sabato i positivi in Alto Adige erano 603 in totale: 494 con molecolari e 109 con antigenici

 

A livello di contagi, insomma, Trento appare probabilmente addirittura avanti rispetto a Bolzano anche se per la protezione civile i positivi ''attivi'' sul territorio sono 2.459 in Trentino e 11.329 in Alto Adige (anche se ci sono da aggiungere i 3.600 in isolamento dopo lo screening). Peggiore anche la situazione dal punto di vista dei decessi (in Trentino sono 260 i morti dall'inizio della seconda ondata mentre sono 250 quelli in Alto Adige) e delle terapie intensive (sono 47 in Trentino e 33 in Alto Adige). Insomma la speranza è che presto, prestissimo, la Pat riesca a trovare il coraggio di confrontarsi con la realtà e di spiegare ai suoi cittadini quanti contagi ci sono stati davvero dall'inizio di questa seconda ondata per poi aggiornarli quotidianamente sulla reale portata della curva epidemiologica. Cittadini informati possono affrontare con maggior consapevolezza la realtà e capire che, forse, qualche attenzione in più non fa proprio male. 

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