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Coronavirus, il falso mito della Svezia dove la pandemia ha colpito (in realtà) più duro che nei Paesi vicini

Per mesi sul web si è sentita nominare la Svezia come una sorta di paradiso sanitario, dove si era capito che il Covid non fosse nulla di più di un'influenza. I dati però raccontano un'altra storia, quella del fallimento dell'immunità di gregge

Di Mattia Sartori - 09 novembre 2020 - 17:13

TRENTO. La Svezia, precedentemente nota per le politiche all’avanguardia e i mobili Ikea, negli ultimi mesi è diventata famosa per altri motivi. Per mesi sul web si è parlato del “miracolo svedese”, di questo magico fenomeno per cui ai nostri cugini del nord non fossero serviti lockdown o restrittive misure di sicurezza per evitare la quarantena. Decine e decine di video e foto delle strade svedesi, dove tutto sembra normale e nessuno deve preoccuparsi di mascherine e disinfettanti. Si è arrivati a vederla citata dai negazionisti come un esempio da seguire, una prova della non gravità del virus che da mesi si combatte nelle piazze europee.

 

Ma cosa ha fatto la Svezia per potersi permettere una situazione normale? Sostanzialmente nulla. Hanno puntato sulla cosiddetta “immunità di gregge”, sperando che l’esposizione della popolazione alla malattia facesse sviluppare alle persone gli anticorpi necessari a non contagiarsi più. Le uniche misure prese dal Governo sono state vietare le riunioni di più di cinquanta persone e invitare la gente a distanziarsi volontariamente. Noi italiani sappiamo bene quanto siano efficaci gli inviti.

 

Ha funzionato? Decisamente no. La Svezia ha infatti da poco superato i 6.000 morti e i 140.000 contagi, con un nuovo record di 4.697 infezioni in 24 ore. Comparando con la situazione dei suoi vicini scandinavi – ovvero Norvegia, Finlandia e Danimarca – si può notare come, nel migliore dei casi abbia il triplo dei contagi e circa dieci volte le morti, sebbene la popolazione sia soltanto il doppio. Da qualche giorno è anche arrivata la dichiarazione del Primo Ministro svedese, Stefan Lofven: “Le cose stanno andando velocemente nella direzione sbagliata. Molti si stanno infettando. Molti muoiono. Questa situazione è seria”.

 

 

 

Per fortuna la situazione nelle terapie intensive non è ancora così critica, ma sta rapidamente peggiorando. Bisogna inoltre ricordare che questa condizione privilegiata molto probabilmente dipende da alcune caratteristiche particolari della Svezia, come un sistema sanitario più efficiente e una minor densità della popolazione. In ogni caso le aspettative sono di vedere una stretta alle misure di sicurezza, che li porti più in linea col trend europeo.

 

Risulta quindi evidente che la Svezia non è il paradiso sanitario che in molti hanno sognato, dove tutto è rimasto normale. Non può nemmeno essere usata come prova dai negazionisti, perché i dati parlano chiaro: gli svedesi si infettano e muoiono come tutti gli altri, anzi di più. L’unica differenza è che il loro Governo, almeno finora, ha deciso di non farci nulla.

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