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Coronavirus, il report dell’Iss: “Solo in Trentino e in Veneto i contagi sono in aumento, nel resto d’Italia positivi in calo rispetto alle settimane precedenti”

Complessivamente il Trentino è classificato fra le Regioni a rischio moderato ma ad alto rischio di progressione. In Provincia di Trento l’indice Rt è in crescita all’1.05, a Bolzano si ferma a 0.81. L’Iss: “Elemento di grave preoccupazione, la trasmissione dell’infezione sta riprendendo quota”

Di Tiziano Grottolo - 18 dicembre 2020 - 19:45

TRENTO. Rispetto le scorse settimane i contagi sono in calo in quasi tutte le Regioni (tranne Trentino e Veneto) ma l’indice Rt, cioè il tasso di contagiosità del Sars-CoV-2 dopo l’applicazione delle misure anti-Covid, è in crescita. Questa la fotografia sintetica che esce dal report settimanale redatto dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con il Ministero della Salute.

 

L’Rt che torna a crescere è uno degli elementi che preoccupa le autorità sanitarie nazionali, tanto che il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro lo definisce “un elemento di grave preoccupazione, perché vuol dire che la trasmissione dell’infezione sta riprendendo quota. Preoccupa anche laddove ci si trova in uno scenario di rischio moderato ma con probabilità di crescita (è il caso del Trentino ndr). Evidentemente si tratta di un elemento dove porre particolare attenzione e sarà importante essere tempestivi nell’adozione delle misure”.

 

 

Come specificato dal presidente dell’Iss, l’Rt solitamente è il primo indicatore a muoversi, seguito dalla crescita dei casi, poi arrivano in rapida successione i ricoveri in area medica e terapia intensiva che si ripercuotono poi sulla curva dei decessi. Sarebbe interessante capire perché il Trentino mostri questi ultimi tre indicatori già molti alti. Una possibile spiegazione potrebbe risiedere in una sottostima dell’Rt, altrimenti il Trentino dovrà prepararsi a una nuova ondata di contagi con tutte le conseguenze del caso.

 

 

“Il dato che voglio rimarcare – sottolinea Brusaferro – è il grande impegno delle Regioni, anche di quelle che avevano acculato ritardi o delle difficoltà nel raccogliere dati stanno nettamente migliorando”. Ciò dimostra che alcune criticità ci sono state e continuano a esserci, benché “in miglioramento”. Come già anticipato Trentino e Veneto sono gli unici due territori dove i contagi, rispetto alle settimane precedenti, sono in aumento. Nella Provincia di Trento però preoccupano le ospedalizzazioni. Anzi, stando alle proiezioni nell’arco di un mese la situazione trentina non migliorerà e resterà ben al di sopra delle soglie critiche con la possibilità che i posti letto vengano saturati. “In molte Regioni – afferma il presidente dell’Iss – c’è ancora sovraccarico, cioè non si riesce a garantire tutti i servizi richiesti per bisogni di salute legati ad altre patologie”, il Trentino è fra queste.

 

 

Complessivamente il Trentino è classificato fra le Regioni a rischio moderato ma ad alto rischio di progressione. C’è pure un’allerta segnalata all’indicatore 2.2 “Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi” che rientra fra gli indicatori di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti. In altre parole ci sono problemi nel contact tracing. Infine, è stato accertato che l’Rt del Trentino si attesta sopra il valore soglia di 1, più precisamente all’1.05 (con un minimo di 0.97 e un massimo di 1.13), fra i più preoccupanti a livello nazionale e sopra la media italiana allo 0.86.

 

Indice Rt

Molise 1.16

Veneto 1.08

Trento 1.05

Lazio 1.04

Lombardia 1.02

Marche 0.97

Puglia 0.9

Emilia-Romagna 0.84

Sardegna 0.83

Abruzzo 0.82

Bolzano 0.81

Umbria 0.75

Calabria 0.74

Liguria 0.73

Sicilia 0.72

Friuli Venezia Giulia 0.7

Piemonte 0.68

Toscana 0.68

Basilicata 0.61

Campania 0.59

Valle d’Aosta 0.57

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