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Coronavirus, il Tar sospende l'ordinanza (della marcia indietro) su bar e ristoranti della Provincia. Il Pd: ''Ancora una volta propaganda sulla pelle dei trentini''

Il Tar di Trento ha emesso quindi un decreto cautelare fino all'esito dell'udienza camerale nella quale si prevede di esaminare in sede collegiale l'incidente cautelare, la data è quella del 19 novembre. Un'ordinanza di piazza Dante superata dal nuovo provvedimento del presidente Maurizio Fugatti che omologa le decisioni a quanto previsto dal Dpcm nazionale 

Di Luca Andreazza - 02 novembre 2020 - 15:21

TRENTO. Il Tar di Trento ha accolto la sospensiva richiesta dal governo nazionale contro l'ordinanza della Provincia di Trento che avrebbe allungato l'orario di apertura di bar e ristoranti in questa fase dell'emergenza Covid-19.

 

Il Tribunale amministrativo ha emesso quindi un decreto cautelare fino all'esito dell'udienza camerale nella quale si prevede di esaminare in sede collegiale l'incidente cautelare, la data è quella del 19 novembre.

 

Un'ordinanza di piazza Dante superata dal nuovo provvedimento del presidente Maurizio Fugatti che omologa le decisioni a quanto previsto dal Dpcm nazionale (Qui articolo). Un passo indietro dell'esecutivo leghista che riguarda anche la "sospensione delle attività delle palestre all’interno degli istituti scolastici'' (Qui articolo).

 

"Guarda caso - commenta il Partito democratico del Trentino - senza la consueta conferenza stampa, il presidente Fugatti ha emanato una nuova ordinanza con la quale ordina anche in Trentino la chiusura di bar e ristoranti alle 18, come previsto dal Dpcm del 24 ottobre per il resto d’Italia. La 'via trentina', come l'hanno definita in pompa magna consiglieri e assessori leghisti con rinnovato spirito 'celodurista', è durata insomma meno di una settimana".

 

Un periodo molto delicato e i dati epidemiologici sono in peggioramento anche nel nostro territorio. "Una settimana in cui i dati dell’emergenza - aggiungono i dem - si sono molto aggravati; in cui la Giunta ha fatto ancora una volta la propria propaganda sulle spalle degli esercenti trentini, prima sedotti e poi abbandonati; in cui, pur di non ammettere le proprie colpe, ha rischiato di far perdere agli esercenti i contributi del Decreto ristori; in cui si sono invitate contemporaneamente le persone a stare a casa ma anche a frequentare bar e ristoranti; in cui si è ingaggiato, ancora una volta, un’inutile scontro con il governo di cui onestamente nessuno sentiva il bisogno. A quale scopo, ci chiediamo noi? Difficile dirlo".

 

E nonostante i proclami, come quelli per esempio dell'assessore Roberto Failoni: "Avanti fino a sentenza", la marcia indietro è stata inserita un po' prima. L'ordinanza di Trento che poteva essere annullata direttamente dal Tar senza il bisogno di passare dalla Corte costituzionale (Qui articolo). 

 

"Ora però, presidente Fugatti, basta buffonate. Il momento è critico: a chi governa è richiesta, ora più che mai, responsabilità, coscienza, senso delle istituzioni e la capacità di farsi carico anche di scelte impopolari. E' un discorso - aggiunge il Partito democratico - che riguarda l’incolumità dei trentini e noi non siamo più disposti a tollerare comportamenti inopportuni come quelli visti nei mesi passati e di nuovo negli scorsi giorni".

 

Interviene anche il Movimento 5 stelle. "La Provincia - dice il consigliere provinciale Alex Marini - ha imboccato la strada dello scontro in maggioranza. A Trento sapevano che avrebbero perso, ma non gli importava perché speravano di potersi presentare agli elettori come vittime del 'centralismo romano'. E' solo l'ennesima dimostrazione del modo di fare superficiale, dannoso e propagandistico dei partiti che guidano il Trentino, unita alla pura irresponsabilità di cui danno continuamente prova nei confronti della vita dei cittadini pur di raccogliere qualche voto in più.

 

In attesa del nuovo Dpcm in discussione in queste ore, la Provincia ha compiuto un passo indietro per quanto riguarda alcuni punti specifici

 

"Il presidente della Provincia - prosegue il pentastellato - sapeva benissimo che le sue ordinanze non avrebbero retto perché non avevano sostegno legale e neppure logico. Ciò nonostante, obbedendo agli ordini di Salvini, ha scelto di speculare fino all'ultimo sulla pelle dei cittadini aizzando e cercando di cavalcare il comprensibile malcontento di alcune delle categorie più duramente colpite di quei provvedimenti che, numeri alla mano, si rende necessario attuare per rallentare la curva dei contagi.  Ecco, i numeri sono cresciuti proprio a causa dell’irresponsabile propaganda portata avanti anche da buona parte della Lega nazionale, che fino all'altro ieri cercava di far credere che la pandemia fosse finita e minimizzava l’utilità degli strumenti di prevenzione. Sono gli stessi che adesso indosseranno, come nulla fosse, i panni dei severi censori del governo per non essere stato abbastanza deciso a contenere il Covid-19".

 

Il Movimento 5 stelle chiede un cambio di passo all'esecutivo leghista provinciale. "Bisogna mettere un freno alla propaganda. E' necessario che tutti capiscano che il momento che stiamo vivendo è pericoloso e che agire secondo i canoni della pura speculazione politica in un simile frangente non è nemmeno lontanamente accettabile. Chiediamo al governo provinciale che si dimostri finalmente all'altezza del ruolo di cui lo hanno insignito gli elettori e, come già in passato, torniamo a sollecitare la convocazione in via permanente della Quarta commissione in modo da affrontare la diffusione della pandemia nella maniera più efficace, rapida e trasparente possibile e da favorire il confronto collaborativo tra le parti politiche. Questo è il momento della responsabilità, anche dovesse implicare scelte impopolari. E Fugatti deve smetterla di obbedire ciecamente agli ordini di Salvini e inizi a pensare davvero al benessere e alla vita dei trentini", conclude Marini.

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