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| 02 nov 2020 | 13:25

Coronavirus, ordinanza della Pat. Non solo bar e ristoranti: ''Sospensione delle attività delle palestre all’interno degli istituti scolastici''

Attesa anche a Trento per martedì 3 novembre la protesta del personale laureato in Scienze motorie, diplomato Isef e professionista. In attesa del prossimo Dpcm, la Provincia tira dritto per quanto riguarda la didattica a distanza alle superiori e sulla chiusura del commercio al dettaglio la domenica

TRENTO. E' arrivato il passo indietro del presidente Maurizio Fugatti sull'apertura più lunga di bar e ristoranti, pasticcerie e gelaterie (Qui articolo e ordinanza). In odore di bocciatura dopo l'impugnazione del governo, la Provincia agisce un po' come per le chiusure di negozi e supermercati attraverso la legge finita subito nel mirino: un provvedimento sospeso dal Tar e la competenza primaria è dello Stato, così in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, anche in quel caso è arrivata la retromarcia di piazza Dante.

 

Stop anche alle attività delle palestre all'interno degli istituti scolastici. "La nuova ordinanza rende coerenti e omogenee con le misure statali le decisioni assunte nei giorni scorsi dalla Giunta". Il nuovo provvedimento modifica alcuni specifici punti, mentre il Trentino continua per la propria strada per quanto riguarda la didattica a distanza negli istituti superiori, si procede con il 100% in presenza. A ieri sono state comunicate 172 classi sottoposte a misure di quarantena.

 

E' attesa anche a Trento per martedì 3 novembre alle 11 la protesta per chiedere "che sia permesso ai centri con personale laureato in Scienze motorie, diplomato Isef e ai professionisti in oggetto di continuare a svolgere intervento di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, attraverso la somministrazione di esercizio fisico, di attività motorie adattate a soggetti in recupero motorio post-riabilitativo, con vizi posturali e con patologie croniche stabilizzate e/o disabilità psico-fisica che beneficiano dell'esercizio fisico come di una vera e propria medicina".

 

Oltre a "un pronto ristoro per i professionisti costretti alla chiusura. Un'occasione per chiedere al governo un riconoscimento professionale dei professionisti laureati in Scienze motorie e diplomati Isef, anche in ambito sanitario, e inserimento del docente di educazione fisica di ruolo alla scuola primaria".

 

Queste le decisioni prese dalla Provincia in attesa del nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri atteso per le prossime ore. In questo momento a restare particolarmente penalizzati, rispetto alle misure statali, ci sono i negozi e i supermercati chiusi la domenica.

 

"Sono sospese le attività di commercio al dettaglio nelle giornate di domenica - si legge nell'ordinanza - al fine di non alimentare occasioni di assembramento; tale disposizione non si applica a farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccherie". E se questo provvedimento ha un senso a livello di prevenzione, lascia perplessi la disinvoltura della Provincia nel passare dai "Comuni turistici" a ragioni sanitarie. Resta così il danno per gli esercizi di molti territori di aver perso il periodo estivo per lavorare con in vista nuove decisioni da Roma (Qui articolo).

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