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Coronavirus, il Veneto è ''zona a rischio'' per la Svizzera. Zaia: ''Forse siamo noi a doverli mettere in quarantena''. C'è una fiammata dei contagi nelle ultime 24 ore

Sono 4 le Regioni italiane inserite nell'elenco: dopo la Liguria, anche Veneto, Campania e Sardegna. Aumento importante di infezioni nelle ultime 24 ore, Zaia: "Pronti a far partire i test di autodiagnosi. Il livello di contagio è quello di marzo, ma situazione negli ospedali è sotto controllo. Uso della mascherina determinante e il dibattito sul suo utilizzo è assurdo"

Di Luca Andreazza - 10 ottobre 2020 - 13:50

VENEZIA. Veneto, Campania e Sardegna raggiungono la Liguria. Sono considerate "zone a rischio" dalla Svizzera per il contagio da Covid-19. L'Ufficio federale della sanità pubblica ha aggiornato l'elenco che regola il settore del traffico internazionale dei viaggiatori: le persone che valicano il confine elvetico devono osservare 14 giorni di quarantena.

 

La Liguria è entrata nell'elenco a fine settembre (Qui articolo), mentre ora altre tre Regioni italiane rientrano in questo elenco che viene aggiornato in modo costante e si basa sui dati dell'European centre for disease prevention and control. Le misure scattano da lunedì 12 ottobre e comprende 61 Paesi e 28 Regioni, mentre sono pronte a uscire dalla lista Bolivia, Namibia, Repubblica dominicana, Suriname e Trinidad e Tobago.

 

"Si penalizzano quattro Regioni italiane senza nessun dato epidemiologico in questa direzione - commenta il presidente Luca Zaia - prendiamo atto di questa decisione ma il governo deve intervenire e battere un colpo. L'Italia non l'ha mai fatto nei confronti di altri Paesi. Serve una regia europea dell'Oms, una Onu sanitaria che deve dare indicazioni. La Svizzera è un punto di riferimento, non solo lato economico, ma in generale: abbiamo sempre tenuto un rapporto da cugini e da vicini di casa, c'è una comunità di veneti importanti lì".

 

Il governatore non comprende questa decisione. "Sul fronte del turismo - aggiunge Zaia - gli svizzeri ci hanno sempre scelto come meta privilegiata per le vacanze. Ci dispiace ora venire a conoscenza di questo provvedimento, il coronavirus non conosce confini: un cittadino di Peschiera non può andare in Svizzera e quello di Sirmione invece sì. Allora si cambia residenza in base alla convenienza. Non ha senso, il contorno del Veneto non è sigillato ma abbiamo relazioni con Emilia Romagna, Friuli, Lombardia e Trentino Alto Adige. La Svizzera fa la metà dei tamponi con più positivi, forse siamo noi a doverli mettere in zona a rischio, ma questo non è il sistema d'agire".

 

Il contagio intanto continua a crescere in Veneto: questa notte sono stati registrati 413 nuovi infetti rispetto al bollettino delle 17 di venerdì 9 ottobre, cioè 561 contagi nelle ultime 24 ore (dalle 8 ieri alle 8 di questa mattina). Ci sono purtroppo anche 7 vittime tra ospedali e case di riposo. Nelle ultime 48 ore l'aumento si attesta a 1.200 positivi. Il totale sale quindi a 2.216 decessi 31.065 casi da inizio emergenza, mentre sono 5.832 gli attuali positivi. 

 

"Il livello dei positivi è quello di marzo - prosegue il governatore - ma il numero dei ricoveri non presenta i dati di quel periodo per l'abbassamento dell'età mediana dei casi: dai 60-65 anni della primavera ai 40-45 anni di questo periodo. Non c'è un'emergenza ospedaliera, anche se ci sono persone in terapia intensiva e si presenta un minimo di pressione in alcuni reparti. C'è un timido aumento del contagio nel personale sanitario, però il dato è irrisorio".

E' in corso comunque un'organizzazione del sistema, un aggiornamento del piano di sanità pubblica, per migliorare la prevenzione e prepararsi all'evoluzione della situazione, come l'allestimento degli ospedali di comunità per i pazienti guariti ma ancora positivi. Sono 11.625 le persone in isolamento e nei normali reparti ospedalieri sono ricoverate 325 persone, 29 pazienti in terapia intensiva. La percentuale dei positivi sugli isolati si attesta al 50,17%, mentre il 3,86% presenta un minimo di sintomi. 

 

"C'è comunque un calo di attenzione e abbassamento della guardia, un atteggiamento irresponsabile e si deve fare attenzione. Siamo pronti a far partire anche i test di autodiagnosi. Ripeto che l'uso della mascherina è determinante e il dibattito sul suo utilizzo è assurdo". Capitolo scuole. "Sono 279 le classi con almeno un positivo per un totale di 300 studenti coinvolti e 243 operatori", conclude Zaia. 

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