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Coronavirus, in Lombardia chiuse fino al 3 maggio anche librerie e cartolerie. Il Trentino secondo territorio (dopo la Valle d'Aosta) con più contagi per residenti

Uno studio nazionale mostra come la Lombardia abbia 56 contagi ogni 10.000 abitanti (con gli estremi di Cremona 127 e di Varese 18) e Trento 52 (ma basandosi sui numeri, sottodimensionati, dati alla protezione civile mentre con quelli reali il livello sale a 65 contagi ogni 10.000 abitanti). L’Emilia-Romagna ne ha 43, il Piemonte 35 e il Veneto 27, l'Umbria 14 e il Sud ha livelli sotto gli 8 e piuttosto omogenei

Pubblicato il - 11 aprile 2020 - 17:39

MILANO. La Lombardia pone regole più rigide di quella imposte ieri dal governo Conte: librerie e cartolerie, infatti, rimarranno chiuse fino al 3 maggio. Meno deroghe e limiti più stringenti per un territorio, quello lombardo, che è il secondo più colpito d'Italia rapportando il numero di contagi con la popolazione: l'Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori ha elaborato una piccola analisi fissando che ad oggi la Lombardia ha 56 contagiati ogni 10mila abitanti mentre davanti a tutti c'è la Valle d'Aosta con 70 contagiati ogni 10mila abitanti. 

 

Per lo studio al terzo posto c'è il Trentino con 52 contagiati ogni 10mila abitanti ma il dato, come al solito quando viene elaborato su scala nazionale o internazionale è sottostimato perché si basa sui contagi certificati dai tamponi (quindi sui numeri comunicati alla protezione civile) mentre, come abbiamo ripetuto più volte, la Provincia di Trento fino a fine marzo si è basata su pochissimi tamponi fatti conteggiando anche le persone sintomatiche entrate in contatto con positivi accertati dai tamponi. A Roma, però, venivano comunicati solo i dati con i tamponi e quindi se lo studio dell'Unsic si basa sui 2.816 positivi comunicati a livello nazionale (che bastano, comunque, a portare il Trentino al terzo posto) in realtà i positivi per la Provincia e l'Azienda sanitaria sono 3524 quindi il tasso di contagiati da coronavirus in base al numero dei residenti supera quello della Lombardia salendo a quota 65 ogni 10mila abitanti.

 

Bolzano, invece, si ferma a 37 contagi ogni 10.000 abitanti pur avendo eseguito molti più tamponi di Trento (a ieri, 10 aprile, il Trentino restava il quinto territorio peggiore d'Italia per numero di tamponi fermandosi a 14.981 mentre, sempre per mantenere il paragone con i vicini di regione, in Alto Adige ne sono stati fatti 20.866). Insomma la situazione in provincia di Trento resta molto complicata solo di poco migliore rispetto alla Valle d'Aosta e ''ciò conferma il peso che ha avuto il turismo montano - scrive l'associazione datoriale -, specie di provenienza lombarda, nella diffusione del virus nelle località sciistiche dei due territori a statuto autonomo''.

 

''A livello di province in Lombardia si va dai 127 contagiati per 10mila residenti di Cremona ai 18 di Varese; in Emilia-Romagna dai 106 di Piacenza ai 16 di Ferrara; in Friuli-Venezia Giulia dai 36 di Trieste ai 9 di Gorizia; nella Marche dai 58 di Pesaro-Urbino agli 11 di Ascoli Piceno. Gli altri territori del Paese - prosegue l'analisi - sono abbastanza omogenei salvo qualche singolarità'' come in Toscana, Massa Carrara  raggiunge quota 41. Per il resto Arezzo, Grosseto, Pisa, Pistoia, Prato e Siena viaggiano tra quota 12 e 15, con Lucca e Firenze un po’ più in alto e Livorno più in basso.

 

Stesso fenomeno in Umbria (Perugia e Terni entrambe intorno a quota 14) e in Calabria, la regione meno contagiata insieme alla Sicilia (con medie sotto ai cinque contagiati ogni 10mila residenti). Un altro elemento che si conferma è la netta frattura tra Nord e Sud. Sappiamo già, analizzando i numeri dei contagiati, che la Lombardia da sola ne conta oltre un terzo del totale nazionale, seguita da Emilia-Romagna e Piemonte, che nei giorni scorsi ha oltrepassato il Veneto in questa triste classifica. Queste quattro regioni registrano oltre due terzi di tutti i contagiati a livello nazionale.

 

La loro distanza dal Mezzogiorno si conferma anche rapportando il dato ai residenti: se la popolosa Lombardia ha 56 contagiati ogni 10mila residenti, l’Emilia-Romagna 43, il Piemonte 35 e il Veneto 27, le regioni meno contagiate presentano numero diametralmente opposti: meno di cinque per Calabria e Sicilia, la Basilicata a quota 5,5, la Campania è intorno ai sei, la Puglia a sette, il Molise a otto.

 

In questo quadro appare evidente che le misure precauzionali volute dal governo Conte servono sopratutto al Nord Italia ancora schiacciato nella morsa del virus. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, oggi 11 aprile ha firmato quindi un'ordinanza che di fatto ''congela'' tutto agli scorsi giorni. "Il commercio al dettaglio - si legge nel testo - di articoli di carta, cartone, articoli di cartoleria e forniture per ufficio, libri, fiori e piante è consentito esclusivamente negli ipermercati e nei supermercati". Per i prodotti in questione, "è consentita la consegna a domicilio da parte degli operatori commerciali al dettaglio'' per il resto non si apre fino al 3 maggio, almeno salvo ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni.

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