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Coronavirus, in tanti non riescono a pagare l'affitto e gli studenti universitari lasciano gli appartamenti. I proprietari: ''Un disastro per Trento''

Il Consiglio degli studenti pronto a chiedere un intervento ai sindaci di Trento, Rovereto e alla Provincia. I proprietari di appartamenti in allarme: ''Così crolla tutto''. Tra le richieste anche un 'Bonus affitto' per gli studenti fuori sede che abbiano avuto una contrazione del bilancio famigliare a causa del coronavirus

Di gf - 28 aprile 2020 - 06:01

TRENTO. “Ma vi rendete conto? Qui crolla tutto, il Comune di Trento è tenuto in piedi dagli studenti universitari, dagli affitti che pagano ed ora che metteranno la didattica online i miei hanno disdetto e in tanti stanno seguendo questa strada”. A parlare è uno dei tanti proprietari di appartamenti a Trento e Rovereto che durante l'anno affittano agli universitari.

 

La chiusura dell'Università, le restrizioni messe per il contenimento del coronavirus e la didattica online hanno fatto rientrare a casa gli studenti che poi, ovviamente, non sono più tornati. In molti, visto anche il costo non proprio basso di una stanza in città e considerata la situazione pesante nei bilanci famigliari in questo periodo, hanno deciso di disdire definitivamente il contratto forti anche del fatto che comunque a settembre le lezioni avverranno perlopiù online fino presumibilmente a gennaio. “I ragazzi a cui affittavo – ci racconta un proprietario di un appartamento – pagheranno fino a giugno e luglio e poi chi vivrà vedrà. E' una situazione davvero grave”.

 

La questione degli affitti non è certo un tema nuovo in questa emergenza coronavirus. Ne hanno parlato le associazioni studentesche, il consiglio degli studenti ma anche i sindacati con il tentativo di mettere in campo degli interventi per riuscire in qualche modo a mitigare il problema. Richieste inviate alla Giunta provinciale che fino ad oggi sembrerebbero ancora in attesa di una risposta. Se da un lato si possono capire i timori di chi affitta appartamenti ed ora si trova con un futuro incerto, dall'altro sono ben comprensibili anche le decisioni degli studenti.

 

Nel nostro Paese quattro studenti fuori sede su cinque dipendono interamente dal reddito del proprio nucleo famigliare. Questo crea un'implicazione diretta tra la grave situazione economica di molte famiglie e le conseguenti difficoltà di sostenere determinate spese legate all'università che vanno dalle tasse ai trasporti. Per i fuori sede il costo dell'alloggio incide per il 38% sul totale delle spese sostenute durante l'anno. Per questo si configura come uno dei principali costi che gravano sulle spalle degli studenti. (QUI L'APPROFONDIMENTO SUGLI AFFITTI PER GLI STUDENTI)

 

Con l'emergenza sanitaria e le misure restrittive si sono trovati centinaia di universitari e le loro famiglie nella condizione di dover sostenere le spese per un alloggio che non hanno la possibilità di usare e allo stesso tempo tanti hanno deciso di recedere il contratto, pagando una penale (o una caparra) uguale a tre ma anche a sei mensilità.

 

La situazione, insomma, non è più sostenibile ed ecco che il Consiglio degli studenti è pronto a mandare una lettera al presidente della Provincia Maurizio Fugatti, all'assessore all'Istruzione Mirko Bisesti, ai sindaci di Trento e Rovereto, Alessandro Andreatta e Francesco Valduga, al rettore Paolo Coloni e alla presidentessa dell'Opera Universitaria Maria Laura Frigotto, per fare alcune proposte.

 

Nel documento che dovrebbe arrivare proprio oggi ci sarebbe la richiesta di un tavolo ma anche altre iniziative che consentano in qualche modo di aiutare tutti gli studenti e  studentesse fuori sede che non si possono permettere per altri 10 mesi un alloggio senza l'effettiva necessità. 

 

“Gli studenti per il territorio trentino – ha spiegato Edoardo Meneghini, presidente del Consiglio degli Studenti - sono una delle risorse che si sono dimostrate essere importanti dal punto di vista commerciale, culturale e sociale”. Oggi, spiega il presidente, “il problema degli affitti è un problema concreto e si sta delineando sempre in maniera più grave, con centinaia di studenti e delle loro famiglie in situazioni di difficoltà, che si trovano a pagare affitti per alloggi che non potranno usare”. Da qui la decisione di rivolgersi alla Provincia e alle Amministrazioni locali affinché conclude Meneghini “ci vengano incontro mettendo in atto misure che diano una mano nel gestire questa crisi per riuscire a conciliare gli interessi di tutti. Abbiamo fatto delle proposte e speriamo vengano ascoltate”.

 

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