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Studenti fuori sede, a Trento è boom degli affitti. Per una singola si superano anche i 400 euro al mese. Sempre meno gli appartamenti a disposizione

Il mercato degli affitti in Trentino non conosce crisi e di anno in anno aumentano i canoni. Sono 10.500 gli studenti universitari fuori sede e per la maggior parte cercano un posto dove dormire in città. L'Opera universitaria mette a disposizione con studentati e appartamenti circa 1.500 posti. Edoardo Meneghini: "L'aumento rispecchia il trend che si sta  registrando anche in altre città. Occorre potenziare le strutture universitarie" 

Di Giuseppe Fin - 12 agosto 2019 - 06:01

TRENTO. Cifre esorbitanti e sempre meno stanze a disposizione. Gli affitti per gli studenti fuori sede non conoscono crisi e questo anche perché i proprietari di case sempre più affittano con Airbnb piuttosto che agli universitari. E dunque, oltre ai costi sempre più alti per un posto letto, gli universitari devono fare i conti anche con la carenza di alloggi.

 

Basta farsi un giro tra le bacheche sparse in città per capire quando costa avere una stanza e quanto bisogna faticare se la si vuole singola e vicino alla propria facoltà.

 

Quello della residenzialità è uno dei temi più importanti nel mondo universitario. A Trento sono circa 16.500 gli iscritti nell'ultimo anno accademico e di questi circa 10.500 sono gli studenti fuori sede che tra l'altro sono in aumento (non tutti ovviamente risiedono a Trento). L'Opera universitaria offre a chi proviene da fuori città più di 1.500 posti alloggio, in residenze collettive o appartamenti. La fetta maggiore, invece, viene assorbita dalla città.

 

Basta fare un po' di conti per capire che stiamo parlando di un mercato che mensilmente va ben oltre i 2 milioni di euro, a dimostrazione dell'importanza di questo settore in termine di ricadute economiche per il territorio.

 

“Trento sta diventando una città sempre più turistica ed è sempre più fatica intercettare degli appartamenti grandi che possono essere adatti agli studenti” ci spiegano i responsabili di 'Stanza Semplice' l'agenzia presente dal 2013 a Trento e che aiuta gli studenti a trovare un posto letto. Una sorta di grande immobiliare presente in molte zone d'Italia che funziona in modo, appunto, semplice: prende in gestione l'appartamento di un privato che magari si trova in stato di abbandono, lo ristruttura e poi lo affitta a studenti garantendo al proprietario un canone per almeno quattro anni. Con una particolarità, ci sono solo stanze singole. “Sono quelle più richieste sul mercato” ci spiegano i responsabili di Stanza Semplice.

Se parliamo di prezzi, ovviamente, variano da zona a zona. Seguono l'andamento rilevato a livello nazionale con aumenti costanti di anno in anno. Per capire la situazione abbiamo controllato alcune bacheche della città. Una stanza singola con spese comprese ha un canone di affitto mensile che non scende al di sotto dei 350 euro spese incluse. In via Rosmini, per esempio, una stanza singola può arrivare anche a 400 euro con spese. In via Verdi si toccano i 420 euro con spese incluse. Più ci si allontana dal centro è più il canone scende ma rimane comunque ben al di sopra dei 300 euro.

 

Per quanto riguarda le stanze doppie, invece, i prezzi vanno dai 210 ai 270 euro con spese comprese. Ovviamente non mancano i casi in cui si scende anche al di sotto dei 200 euro a scapito, però, della qualità dell'abitazione e della vicinanza con il centro storico.

 

“Sono due gli aspetti che gli studenti guardano maggiormente: il primo è avere il proprio appartamento vicino alla facoltà mentre il secondo è quello di avere una stanza singola” ci spiegano invece da Phosphoro la società nata per aiutare gli studenti universitari nella ricerca di soluzioni abitative, attraverso il sito di annunci verificati phosphoro.com. La collaborazione con l'Opera Universitaria di Trento ha permesso a Phospshoro di sviluppare un'ampia conoscenza del mercato immobiliare studentesco, offrendo anche servizi da vera e propria agenzia e allo stesso tempo, attraverso il portale www.phosphoro.com si è affermato come market place dove avviene in modo immediato l'incontro tra domanda e offerta di alloggi.

 

Secondo i rilievi fatti da Phosphoro, i prezzi medi per il 2019 sono di 301 euro spese escluse per una stanza singola con un importo che può arrivare a 420 euro. In questo caso serve aggiungere le spese che vanno dai 50 ai 70 euro. Per quanto riguarda le doppie, invece, si parte da un minimo di 214 euro e si arriva a 290 euro sempre spese escluse.

 

Se confrontiamo i dati con quelli degli anni precedenti è ben visibile l'aumento. Considerando il canone di una stanza singola, spese escluse, nel 2017 era di 292 euro, nel 2018 si è passati a 293 euro per arrivare nel 2019 a 301 euro. “Questo aumento – spiegano sempre da Phosphoro – è dovuto solo in parte dalla minore disponibilità di alloggi. Occorre considerare anche che da qualche anno è aumentata la qualità degli appartamenti e il numero di servizi messi a disposizione”. Il cosiddetto “appartamento della nonna” con mobili rotti e metà delle stoviglie mancanti, oro colato per gli studenti di dieci anni fa, oggi è più difficile da affittare.

 

Come già detto ad influire molto sul prezzo è la zona. Ovviamente quelle più gettonate sono il centro storico ma anche Povo e Mesiano per chi si trova ad avere la propria facoltà in collina. Abbiamo poi Cristo Re e in parte anche Trento Sud. Meno appetibili invece, per questione di distanza, i quartieri più periferici a partire da Vela e Gardolo.

 

A spendersi in favore di una residenzialità giusta ed equa sono le associazioni studentesche che da anni combatto contro il caro prezzi e allo stesso tempo per ampliare gli alloggi messi a disposizione dall'Università.

 

“Gli aumenti degli affitti a cui stiamo assistendo rispecchiano un trend che c'è anche in molte altre città italiane” ci dice Edoardo Meneghini presidente del Consiglio degli Studenti secondo il quale questo problema potrebbe essere affrontato in due modi, “Da una parte – ci spiega - attraverso un potenziamento delle strutture universitarie o gestite dall'Opera Universitaria. Noi abbiamo al momento a Trento circa 1500 posti letto per gli studenti forniti attraverso gli studentati. Una percentuale molto buona rispetto gli studenti presenti ma che si può migliorare”.

 

Dal canto loro, infatti, gli studentati oltre ad aumentare il numero di stanze per gli studenti fanno crescere a loro volta le stanze lasciate libere nel mercato privato. “Se dall'Università aumentasse l'offerta – continua Meneghini – i costi scenderebbero”.

 

Il secondo modo per affrontare in maniera positiva la questione residenzialità è quello di adottare delle adeguate politiche abitative. “E' importante - continua il presidente del Consiglio degli studenti - in un territorio favorire delle politiche abitative che considerano l'esistenza degli studenti universitari e che mettano i proprietari degli appartamenti in una condizione favorevole affinché possano preferire affittare a studenti fuori sede anziché a fini turistici”. Serve poi evitare ovviamente gli affitti in nero di cui gli studenti ne sono spesso vittime.

 

Proprio su questo tema da qualche anno è nata una collaborazione tra l'Università di Trento e la Guardia di Finanza. Attraverso la mail helpaffitti.trento@gdf.it si possono chiarire dubbi, fare domande, segnalazioni o denunce in tema di affitti.

 

Accanto a questo negli scorsi anni è nata per gli studenti una “Guida Affitti” (QUI L'ARTICOLO). Una guida realizzata dall'Unione degli Universitari e che in modo chiaro fornisce informazioni e consigli per tutti gli studenti che si trovano nella necessità di trovare in posto letto a Trento.

 

Qui la guida

 

 

 

 

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