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| 13 dic 2020 | 18:30

Coronavirus in Trentino, alta la pressione sugli ospedali. Ferro: ''Ci preoccupa la terapia intensiva''

E' sempre significativo il dato dei contagi giornalieri tra gli over 70: oggi sono stati segnalati 90 casi. Preoccupazione per le imminenti festività: "Serve attenzione". Il presidente Fugatti: "Invitiamo quelle famiglie, che possono muoversi in momenti diversi da quelli canonici per lo shopping, di recarsi nei centri in orari diversi dal solito, altrimenti si rischia un forte afflusso nelle strade e nei negozi"

TRENTO. "La terapia intensiva è un punto che ci preoccupa molto". Così Antonio Ferrodirettore sanitario e del Dipartimento prevenzione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, che aggiunge: "Oggi abbiamo 4 pazienti in più per un totale di 48 persone. Ci sono poi 60 posti letto occupati in alta intensità e la situazione clinica di un cittadino assistito da ventilatore o casco può peggiorare improvvisamente e aumentare la pressione sul sistema".

 

Il report riporta di 31 ricoveri in più rispetto a ieri per 461 (+14) persone in ospedale di cui 48 (+4) in terapia intensiva. Sono state registrate 15 dimissioni e 68 guarigioni da Covid (Qui articolo con i dati di domenica 13 dicembre). Il livello delle ospedalizzazioni e delle rianimazioni sono un'allerta segnalata nel report dell'Istituto superiore di sanità per quanto riguarda la situazione epidemiologica in Trentino.

 

Nelle scorse settimane c'è stata una rimodulazione dei servizi per arrivare a circa settanta posti letto totali in terapia intensiva che accolgono pazienti Covid, così come non Covid. "Cerchiamo il più possibile non chiudere i reparti di oncologia e cardiologia. In questo momento - prosegue Ferro - abbiamo anche queste persone ricoverate e comunque pazienti che non sono positive". Eventualmente, come conferma anche il presidente Maurizio Fugatti, si può arrivare a 90 posti letto in rianimazione.  

 

Un altro nodo è quello del dato sempre significativo di contagi giornalieri tra gli over 70: oggi sono stati segnalati 90 casi, un trend piuttosto costante in questa fase dell'emergenza. "Il problema - evidenzia il direttore del Dipartimento prevenzione dell'Apss - è che le positività continuano nei nuclei familiari. E' questo che porta avanti la curva del contagio, si fa fatica a uscire da questo numero di positivi quotidiani. In questi giorni vediamo che gli anziani contagiati non diminuiscono e sono situazioni legate alla famiglia".

 

C'è preoccupazione per le imminenti festività. "E' necessario fare uno sforzo enorme in queste feste per preservare i nostri anziani che sono la fascia più debole in questa emergenza coronavirus", dice Ferro.

 

L'appello è quello di rispettare le regole. "Questo tema di comportarsi in modo attento è centrale e reale. Ci sentiamo di dire di porre la massima attenzione", spiega il presidente della Provincia, che rispetto alle persone in città per gli acquisti natalizi, aggiunge: "Gli acquisti meglio farli nei negozi trentini che online. Invitiamo quelle famiglie, che possono muoversi in momenti diversi da quelli canonici per lo shopping, di recarsi nei centri in orari diversi dal solito, altrimenti si rischia un forte afflusso nelle strade e nei negozi".

 

Molte le sollecitazioni sui centri commerciali. "Ci è stato chiesto di derogare alla chiusura da Dpcm ma ci sono diverse criticità. Il primo è che se dovessimo derogare - conclude Fugatti - la norma verrebbe velocemente impugnata dal governo e la sentenza del Tar bloccherebbe tutto. Dall'altra la situazione sanitaria è difficile, soprattutto per la tenuta dei reparti ospedalieri. Gli sforzi del mondo medico è enorme, anche in questa fase con i cittadini che hanno atteggiamento diverso rispetto alla prima ondata: oggi rispetta meno ma i medici sono sempre in prima linea e i nostri numeri degli ospedali sono pesanti. Anche per questo abbiamo deciso di non chiedere deroghe".

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