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Coronavirus, ''La mattina prendevamo i farmaci fuori dalla porta e li portavamo in Tonale per evitare che la gente si spostasse''. Il lockdown dei vigili del fuoco di Vermiglio

I vigili del fuoco nella fase più acuta dell'emergenza dovevano intervenire da soli a causa dell'alto tasso di contagio a Vermiglio, avrebbero dovuto compiere un passo indietro in caso di arrivo di altri colleghi. Il comandante Louis Daldoss: ''Questa situazione non si è mai verificata ma eravamo pronti. Raccordo costante con la sindaca e abbiamo sentito la fiducia di tutti. Regole d'intervento destinate a cambiare per un periodo ancora lungo" 

Di Luca Andreazza - 09 giugno 2020 - 06:05

VERMIGLIO. Un lento ritorno alla normalità. Da un paio di settimane i vigili del fuoco di Vermiglio sono ritornati a poter operare con gli altri corpi limitrofi in caso di necessità. "Abbiamo portato avanti tutta l'interventistica da prassi. Eravamo pronti a cedere il passo come da disposizioni nel caso di arrivo di altri pompieri con mezzi che non sono in dotazione al nostro gruppo, ma non si è verificata questa esigenza". Così il comandante Louis Daldoss.

 

Un'indicazione presa a metà marzo e nella fase più acuta dell'emergenza coronavirus e messa in atto per cercare di fronteggiare la diffusione dell'epidemia (Qui articolo). Il paese in val di Sole è stata fin da subito tra le aree più colpite con un alto tasso di contagio in rapporto alla popolazione. Una disposizione non semplice da prendere perché una delle forze del Trentino sono proprio i corpi dei vigili del fuoco e l'impegno di tanti volontari che sempre si sono messi a disposizione per primi per aiutare il territorio e i cittadini a rialzarsi nei momenti di difficoltà.

"Un momento davvero complicato. E' stata registrata - aggiunge il comandante - un'alta percentuale di casi e diverse attività extra da svolgere. E' stato un periodo particolarmente impegnativo tra le uscite con il megafono per invitare la popolazione a restare a casa e seguire le indicazioni delle autorità, distribuire le mascherine abitazione per abitazione e seguire la gestione dei test sierologici. Ma abbiamo cercato di fare la nostra parte come nel nostro Dna e come richiesto anche dall'amministrazione comunale, un segno di fiducia da parte di tutti".  

 

I pompieri di Vermiglio sono sempre stati pienamente operativi ma fino a pochi giorni fa potevano entrare in azione solo limitatamente per interventi che potevano svolgere in totale autonomia. Una decisione presa in via precauzionale e per scongiurare un eventuale contagio che potrebbe compromettere o mettere in forte difficoltà il sistema di Protezione civile per il ricorso alle quarantene.

 

"A causa del lockdown - evidenzia Daldoss - gli incidenti stradali si sono azzerati e siamo stati allertati per incendi oppure servizi tecnici. Siamo entrati in azione con tutti i Dispositivi di protezione individuale e abbiamo seguito tutte le procedure. Non è mai successo che ci siamo trovati a compiere un passo indietro per far intervenire i colleghi con autoscale o pinze idrauliche ma eravamo ovviamente pronti a questa evenienza".

 

Non sono mancati i "fuori programma", mansioni che solitamente non competono ai vigili del fuoco. "Ci siamo messi totalmente a disposizione della cittadinanza e abbiamo anche consegnato farmaci e medicinali casa per casa. In Tonale non ci sono farmacie e i residenti sarebbero dovuto scendere fino a Vermiglio. Per evitare spostamenti e rischi - dice Daldoss - abbiamo portato direttamente la merce. In linea generale il raccordo con la sindaca è stato quotidiano, un aggiornamento costante per gestire nel migliore dei modi criticità e trovare soluzioni".

Tutto ovviamente in piena sicurezza. "La persona - spiega il comandante - si accordava con la farmacia per il prodotto necessario e per il pagamento tramite bonifico bancario oppure online, quindi l'addetto lasciava fuori dalla porta quanto acquistato. A quel punto passavamo noi e consegnavamo all'interessato, tutto veniva lasciato fuori dall'abitazione per evitare ogni contatto".

 

Adesso la pressione si è allentata, la curva epidemiologica è rassicurante ma gli interventi ai tempi di Covid-19 comportano contromisure con pratiche e procedure rimodulate per fronteggiare questo periodo particolare. "Siamo sempre in strettissimo contatto con la centrale operativa per delineare di volta in volta tutta l'interventistica, non si può scherzare e i Dpi devono essere sempre indossati, altrimenti un pompiere non può intervenire. Innanzitutto dobbiamo dare il buon esempio ma il discorso è più ampio: salvaguardiamo noi stessi, la popolazione e le nostre famiglie. Anche se la situazione contagi ora è bassa, l'attenzione deve essere massima e ancora per diversi mesi la filosofia da seguire è cambiata", conclude Daldoss.

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