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Coronavirus, l'Italia come la Cina: cala lo smog e le immagini satellitari lo confermano ma non illudiamoci

Un andamento che viene immortalato dalle immagini del satellite Sentinel 5 del programma europeo Copernicus della Commissione europea e dell'Agenzia spaziale europea. Bene l'abbassamento dei valori e la bassa concentrazione degli inquinanti. Un po' diverso il discorso invece per le ripercussioni sui gas serra

Di Luca Andreazza - 12 marzo 2020 - 15:17

TRENTO. L'Italia come la Cina, l'emergenza dettata dal coronavirus e le restrizioni del governo hanno portato una riduzione dello smog, in particolare nelle zone più inquinate. 

 

Tra zone rosse e chiusura di scuole e università, attività sospese e manifestazioni spostate, aeroporti che hanno cancellato voli hanno comportato un deciso calo dell'inquinamento e dei livelli di biossido di azoto nel Nord del Paese.

Un andamento che viene immortalato dalle immagini, pubblicate da Santiago Gassò (ricercatore dell'Università di Washington e della Nasa) su Twitter, riferite al satellite Sentinel 5 del programma europeo Copernicus della Commissione europea e dell'Agenzia spaziale europea

 

I sensori a bordo del satellite hanno rilevato il progressivo ridursi della nube di biossido di azoto, il gas emesso dai combustibili fossili, quindi soprattutto dai veicoli a motore e dalle strutture industriali.

 

Un effetto simile a quanto avvenuto a inizio marzo in Cina, quando i livelli di biossido di azoto sono calati del 30%, attraverso le immagini raccolte dalla Nasa e dai satelliti di monitoraggio dell'inquinamento dell'Agenzia spaziale europea.

Le restrizioni estese lungo tutta Italia comporterà un ulteriore abbassamento dell'inquinamento. L'aria è più pulita ma non sempre si traduce in una buona notizia

 

Bene l'abbassamento dei valori e la bassa concentrazione degli inquinanti. Un po' diverso il discorso invece per le ripercussioni sui gas serra.

 

L’incremento delle concentrazioni di anidride carbonica nell'atmosfera e l’effetto serra mantengono una memoria di quanto avviene quotidianamente.

E questo fenomeno deve essere valutato nel medio e lungo periodo, per dimenticare questa fase congiunturale dettata dall'emergenza. Un repentino aumento dei gas avrà ripercussioni e presenterà dei contraccolpi e in definitiva sono necessarie politiche di riduzione delle emissioni di tipo strutturale per modificare e innovare i consumi. 

 

Un altro campanello d'allarme riguarda la lotta ai cambiamenti climatici. Le ripercussioni sull'economia potrebbero distrarre quelle risorse destinate a misure efficaci per il clima alla ripartenza dei Paesi raggiunti dall'emergenza coronavirus. 

 

Ma i provvedimenti possono ovviamente intrecciarsi per investire in modo da agevolare il rilancio e puntare sulla green economy. Infine, gli esperti di quattro università e della Società Italiana Medicina Ambientale hanno analizzato le relazioni fra inquinamento e diffusione del virus, avanzando l'ipotesi che l’inquinamento abbia contribuito alla rapida diffusione dell’epidemia (QUI articolo).

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