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Coronavirus, lo sfogo dei genitori: “Due maestre positive e quattro bambini in isolamento non bastano per chiudere una classe?”

I sindacati e genitori denunciano le difficoltà che si incontrano per far scattare la quarantena nelle classi dove si registrano casi sospetti: “Continuano a ripeterci che i contagi avvengono fuori da scuola ma ormai è chiaro che non è così, le strutture possono intervenire solo dopo una comunicazione ufficiale dell’azienda sanitaria che però arriva in ritardo rispetto all’ansia e alle aspettative delle persone”

Di Tiziano Grottolo - 15 novembre 2020 - 04:01

VOLANO. “Due insegnanti positive, quattro bambini in isolamento perché i genitori si sono contagiati e ancora la classe non viene chiusa?”, è questo lo sfogo che arriva da alcune famiglie della scuola materna di Volano, che non si sento sufficientemente tutelate dal sistema di tracciamento messo in piedi dall’azienda sanitaria. Nel caso in questione, quattro bambini (di tre famiglie diverse) sono stati ritirati dalla classe perché i genitori sono risultati positivi al coronavirus, mentre le insegnanti della stessa sezione hanno contratto il virus a loro volta.

 

Una circostanza confermata anche dal presidente della scuola materna di Volano Daniele Trentini che però precisa: “Come struttura non abbiamo ricevuto segnalazioni sui bambini che, per le informazioni che abbiamo ottenuto dalle stesse famiglie, si trovano in una condizioni di isolamento in via precauzionale perché uno o più genitori sono risultati positivi al tampone”.

 

La classe quindi rimane aperta, anche se c’è la possibilità che parte dei contagi siano avvenuti all’interno della struttura, dove comunque sono sempre state rispettate le precauzioni previste dalla normativa. Da quanto trapela tutto è iniziato circa 10 giorni fa, quando la prima famiglia ha allontanato uno dei bambini, poi altri piccoli sono stati tenuti a casa e nel frattempo si sono ammalate le maestre. Il problema è che le nuove regole introdotte a livello provinciale prevedono che per mettere in isolamento una sezione ci debbano essere almeno due positivi fra gli alunni.

 

“Vista la situazione ho inviato una segnalazione all’Apss – aggiunge Trentini – ci aspettiamo una risposta nei prossimi giorni quando l’Azienda sanitaria avrà valutato il da farsi, d’altra parte non spetta a noi prendere certe decisioni. Capisco le preoccupazioni di alcuni genitori ma da parte nostra abbiamo fatto tutto il possibile”. È lo stesso presidente della scuola materna a rilevare come altre strutture si trovino in una situazione simile.

 

Tutto ciò che concerne la quarantena deve passare attraverso alla task force di Apss – ribadisce la segretaria della Cisl scuola Stefania Galli – più volte abbiamo chiesto maggior flessibilità per venire incontro alle legittime preoccupazioni di genitori e lavoratori”. Molto spesso però, passa troppo tempo fra quando si registrano i primi casi e la messa in quarantena della sezione. “Continuano a ripeterci che i contagi avvengono fuori da scuola ma ormai è chiaro che non è così, le strutture possono intervenire solo dopo una comunicazione ufficiale dell’azienda sanitaria che però arriva in ritardo rispetto all’ansia e alle aspettative delle persone che lavorano sul campo e che hanno veramente il polso della situazione. Sono convita – conclude Galli – che si debba cercare una linea comune, è giusto che le scuole stiano aperte ma bisogna garantire sicurezza e trasparenza, così non ci stanno aiutando”.

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