Contenuto sponsorizzato
Ambiente | 01 maggio 2026 | 12:00

L'uccello che riesce a nutrirsi di processionarie eliminando la parte urticante delle larve (VIDEO): quando, a tenere a bada gli insetti infestanti, ci pensano i regolatori biologici

La processionaria del pino è un lepidottero le cui larve causano seri problemi alle popolazioni di pini delle nostre foreste, e possono essere dannose per l'uomo e gli animali domestici. Alcuni uccelli però possono essere dei buoni alleati per regolare l'abbondanza di questo insetto. Tra questi, le cince

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Il corteo avanza, lento eppure costante. Una fila di corpi, stretti l’uno all’altro a formare quasi un unico essere. Si muovono all’unisono, mentre tutto attorno la primavera esplode nei canti di fringuelli, regoli, pettirossi, cince. Si muovono in silenzio, i corpicini, incuranti del concerto di note che va in scena tra i rami che sovrastano la strada.

Non si tratta di un corteo funebre, e neppure di una processione al capitello votivo. Eppure è una processione. Non di persone, però. Sono larve di un insetto, che prende il nome proprio da questo insolito comportamento: si tratta della processionaria del pino. Un lepidottero, quindi una farfalla, quindi un insetto, il cui nome scientifico è Thaumetopoea pityocampa, dove Thaumetopoea significa "che realizza cose bellissime" e pityocampa sta per "bruco dei pini". Le "cose bellissime" che i bruchi fanno sono, ad esempio, i nidi setosi sulle cime dei pini e, appunto, le processioni che le larve stesse intraprendono tra febbraio e maggio, quando abbandonano i nidi e scendono dagli alberi, andando a cercare luoghi adatti nel terreno per la formazione del bozzolo.

 

Un insetto che fa cose bellissime, dunque, la processionaria. Bellissime, eppure potenzialmente dannose. Le larve si nutrono infatti delle foglie delle piante che le ospitano, ovvero tutte le specie dei generi Pinus (soprattutto il pino silvestre e il pino nero) e Cedrus, diventando vere e proprie piaghe per le popolazioni arboree durante i cicli di infestazione a cui l’insetto è soggetto periodicamente. Inoltre le larve sono ricoperte di peli urticanti, i cui effetti indesiderati per l’uomo e gli animali domestici sono vari (ne abbiamo parlato in questo articolo).

 

Come spesso accade negli ecosistemi naturali, a tenere a bada gli insetti infestanti ci pensano i regolatori biologici, tra i quali un ruolo importante è dato dagli uccelli. Nel caso delle processionarie, un gruppo di uccelli in particolare sembra gradire particolarmente le loro larve. Si tratta della famiglia dei Paridi, comunemente conosciuti come cince, la cui capacità di predare le larve di processionaria, eliminandone la parte urticante e nutrendosi dell’interno, è cosa nota da diversi anni e studiata soprattutto sulla cinciallegra, l’esponente più grande del gruppo (che non supera comunque i 14 cm di lunghezza).

Cinciallegra intenta ad estrarre una larva di processionaria dal nido (ph. Alma De Angelis)

Per le cince questa preferenza "culinaria" rappresenta un vantaggio notevole, perché permette loro di sfruttare una risorsa che non è accessibile ad altre specie, proprio quando altre risorse alimentari (soprattutto insetti) sono scarse o non disponibili (in particolare nei mesi invernali). Inoltre la loro azione potrebbe risultare ancora più importante se consideriamo che la processionaria del pino si sta espandendo, sia in senso latitudinale (verso nord) che in senso altitudinale (verso altitudini maggiori), grazie ad inverni sempre più miti.

 

Si conosce tuttavia ancora poco sugli effetti diretti della pressione predatoria delle cince sulle popolazioni di processionaria, e quindi più in generale sul loro ruolo di regolatori biologici di questo insetto forestale. Da anni un gruppo di ricerca del Dipartimento DAFNAE dell'Università di Padova, guidato dal Prof. Andrea Battisti, è impegnato nel monitoraggio e nello studio della processionaria del pino. Nel 2025 è stato avviato un progetto di dottorato, in collaborazione con il MUSE - Museo delle Scienze di Trento, con l'obiettivo proprio di indagare gli effetti della predazione delle larve da parte delle cince sulle popolazioni alpine di processionaria.

 

Video registrato da una delle fototrappole installate per il progetto DAFNAE-MUSE, che mostra una cinciallegra (Parus major) mentre preda una larva di processionaria intenta a tessere il nido.

 

Lo studio si concentrerà in particolare sulla cinciallegra e la cincia mora durante la migrazione post-riproduttiva (quindi in autunno) e nei mesi invernali, lavorando su un’area di studio che comprenderà diversi siti localizzati in Trentino-Alto Adige. 

 

Non resta quindi che attendere i risultati della ricerca. Nel frattempo, fate attenzione alle processioni forestali e… guardate e non toccate!

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Storia
| 01 maggio | 06:00
Quello del 1890 è ricordato ufficialmente come il primo "Primo Maggio", in cui il mondo per la prima volta decise di [...]
Alpinismo
| 30 aprile | 18:00
Che l'alpinista svizzero sarebbe morto proprio in quell'occasione non era prevedibile, non con la sua [...]
Contenuto sponsorizzato