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Attualità | 30 aprile 2026 | 19:45

"L'accento sul contesto montano è una caratterizzazione del nostro museo: dalle competenze nella ricerca alla forma stessa dell'edificio". La montagna al centro nel piano strategico del Muse per il prossimo triennio

 "Condividere il perché si fanno certe cose e qual è l’orizzonte pluriennale è un atto doveroso, un imperativo morale in quanto ente pubblico che significa, prima di tutto, essere destinatari di un atto di fiducia da parte di chi ci sostiene e di chi ci visita". La presentazione del Piano Strategico 2026–2028 non è solo un passaggio formale, ma un'occasione per il museo di interrogarsi sul proprio presente e sul proprio futuro, dentro un contesto segnato dall’urgenza delle crisi ecologiche e dalle sfide dell’Antropocene

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Una visione chiara e condivisa per un museo che navighi nelle sfide della contemporaneità". Il Muse - Museo delle Scienze di Trento ha presentato oggi il proprio primo Piano Strategico: un documento programmatico che definisce in modo strutturato e trasparente identità, ruolo, priorità e obiettivi per il prossimo triennio. Il piano si articola in 5 pilastri strategici, 10 direttrici di sviluppo e 35 obiettivi operativi. Un lavoro esito di un processo che ha integrato lettura del contesto, analisi documentale e sul campo, co-costruzione e ascolto esterno.

 

In un contesto segnato da profonde trasformazioni ambientali, sociali e tecnologiche, il Piano Strategico del Muse è pensato come strumento di indirizzo vivo, orientato verso una maggiore riconoscibilità e responsabilità pubblica. Con esso il museo riafferma la propria missione di istituzione pubblica radicata nel territorio montano e proiettata nel dibattito contemporaneo globale, si impegna ad essere agente del cambiamento, riconoscendo nelle persone che a vario titolo frequentano il museo, la leva fondamentale per costruire un Pianeta migliore.

 

Alla prima direttrice di sviluppo prevista dal Piano, si legge: "Posizionamento distintivo post-disciplinare sull'Antropocene Montano". L'obiettivo primario è dunque quello di affermare il Muse come laboratorio locale, nazionale e internazionale di una rilettura del rapporto umanità-natura ai sensi dell'Antropocene con focus particolare sulla montagna, integrando ricerca, divulgazione e produzione culturale in una traiettoria coerente e riconoscibile".

 

"L'accento messo sul contesto montano - commenta infatti il direttore Massimo Bernardi - è una caratterizzazione del nostro museo. Da una parte, le competenze che abbiamo in ambito di ricerca sono focalizzate sull'ambiente montano; dall'altra, il museo stesso ha la forma una montagna. Noi vogliamo mantenere questa caratteristica".

 

"L'elaborazione del primo Piano Strategico del Muse - continua Bernardi - è stato un importante momento di riflessione interna che ora diviene dichiarazione e impegno pubblico. Ci siamo presi il tempo per chiederci chi siamo, ci siamo fatti aiutare ad osservarci dall'esterno e abbiamo definito le principali direttrici di evoluzione del nostro ente per i prossimi anni. Nel bel mezzo delle turbolenze che segnano la contemporaneità questo esercizio si è rivelato particolarmente complesso, ma proprio per questo necessario. Ne emerge una visione d'insieme orientata alla conoscenza, all'impegno istituzionale per la partecipazione e la cura per le persone e gli ecosistemi; leve che orienteranno la nostra azione per i prossimi anni. Considero questa formalizzazione del nostro impegno un atto doveroso, un imperativo morale in quanto ente pubblico che significa, prima di tutto, essere destinatari di un atto di fiducia da parte di chi ci sostiene e di chi ci visita: il nostro Piano Strategico racconta chi siamo e chi vogliamo essere, per tutte e tutti noi, abitanti dell'Antropocene".

 

"Trasparenza e responsabilità sono di importanza fondamentale quando si pensa a come i musei scientifici si presentano e operano. A livello internazionale - sottolinea Maria João Fonseca, presidente di Ecsite, il network europeo dei musei scientifici - ci stiamo muovendo verso un modello di museo in cui ricerca e coinvolgimento sono combinati, come risultato di un impegno esplicito a promuovere trasparenza, cooperazione e salute istituzionale. In questo contesto, è entusiasmante avere accesso a progetti ben fondati e innovativi, come il Piano Strategico del Muse. Rimanendo fedele alla propria natura e valorizzando tutto ciò che lo rende unico, con questo piano Muse pone le basi per una nuova visione del coinvolgimento scientifico, radicata nella ricerca ma che promuove la partecipazione e la responsabilità, significativa sia a livella locale che globale. L'ampia comunità dei musei scientifici europei seguirà sicuramente da vicino Muse nei prossimi anni".

 

Metodologicamente fondato sull'analisi strategica e frutto di un processo durato otto mesi con il coinvolgimento di oltre 150 persone tra staff interno e portatori di interesse esterni, il Piano è pensato come strumento di visione e trasparenza ed è strutturato per evolvere l'istituzione insieme alla società.

 

Il rigoroso percorso di costruzione è stato articolato in due fasi complementari che hanno garantito la coerenza tra visione ideale e fattibilità operativa. A un primo momento di analisi (interna ed esterna) durante la quale il museo ha condotto una rilettura del contesto, integrando l'analisi dei trend tecnologici e museologici con un'attività di benchmarking internazionale, è seguita una fase di co-progettazione nel corso della quale sono state condotte interviste strutturate e tavoli di lavoro che hanno coinvolto circa 30 figure di coordinamento interne e portatrici di interesse esterni, afferenti al mondo della ricerca, industria, istituzioni e società civile. Il coinvolgimento si è poi esteso all'intero staff dipendente del museo.

 

Alla presentazione ha preso parte anche il prof. Ludovico Solima, ordinario di Management presso l'Università della Campania "L.Vanvitelli", dove insegna "Strategie digitali per i musei", è consulente del Muse e responsabile della progettazione e del coordinamento scientifico del Piano Strategico 2026-2028.

"Un Piano Strategico - precisa Solima - è uno strumento concreto per orientare le scelte, fissare priorità e misurare i risultati. Una programmazione solida mette il museo davanti alle decisioni e lo rende responsabile di ciò che realizza. Non è teoria: è metodo, priorità, misurazione. Ed è il risultato di un lavoro di squadra: il futuro non si prevede, si costruisce insieme. Con esso il Muse ha definito una direzione chiara, per rafforzare il proprio ruolo pubblico e l'impatto culturale, sociale ed economico".

 

15 Pilastri e la visione per il futuro

 

L'impalcatura strategica poggia su 5 pilastri fondamentali, integrati dall'impegno trasversale per la sostenibilità e il benessere planetario.

 

1. Ricerca: il cuore pulsante interdisciplinare. La ricerca scientifica rimane il motore identitario, ma evolve: il territorio montano diventa un "laboratorio ecologico unico" dove le scienze naturali si aprono a quelle antropologiche, sociologiche ed economiche. La ricerca-azione permeerà ogni settore, dal settore educativo a quello dell'interpretazione museale, demmiararment al marketing basato sui dati (data-driven), per conoscere meglio i pubblici e monitorare l’impatto reale delle attività museali. 

 

2. Museo esteso: pivot dello sviluppo locale. II Muse supera la logica del "museo diffuso" per diventare un sistema culturale integrato. Si propone come stimolo per lo sviluppo territoriale, il benessere e l'attrattività turistica, lavorando in sinergia con i dipartimenti provinciali, il settore privato, il mondo dell'associazionismo e le comunità locali per contribuire all'innovazione territoriale e al benessere sociale, anche superando la propria presenza fisica sul territorio e facendosi catalizzatori di nuove progettualità.

 

3. Antropocene: cornice interpretativa della contemporaneità. L'Antropocene non è solo un tema e tanto meno un sinonimo di contemporaneità, ma la lente con cui il Muse legge il presente. Superando la separazione tra scienze umane e naturali, il museo diventa uno spazio di discussione inclusivo sulle grandi trasformazioni ecologiche, sociali e tecnologiche in corso. Un impegno per un museo sempre più agorà del dibattito pubblico.

 

4. Internazionalizzazione: ponte tra territorio e mondo. Rafforzare il ruolo del Muse nelle reti globali di conoscenza per portare in Trentino standard museali internazionali e, contemporaneamente, esportare le competenze locali. Questo si traduce anche in un maggiore impegno verso il pubblico straniero attraverso linguaggi e servizi innovativi e accessibili.

 

5. Persone: da "Museo per" a "Museo con". Il pilastro trasversale fondamento dell'intera visione Muse: il museo come servizio pubblico essenziale per il benessere delle persone, dallo staff Muse ai diversi pubblici. Particolare attenzione è rivolta all'inclusione dei pubblici fragili, promuovendo equità e accessibilità universale e al contributo del museo alle politiche sociali in ottica di welfare culturale.

 

Missione, visione e dichiarazione di scopo: conoscenza, partecipazione e azione per il benessere planetario a partire dal contesto montano e dalle persone

 

Il Piano introduce una nuova formulazione della missione e della visione del museo, sintetizzate anche in una dichiarazione di scopo. Il Muse di oggi e di domani sono messi in connessione attraverso 10 direttrici strategiche e 35 obiettivi operativi distribuiti nel triennio. Questa struttura garantisce la massima trasparenza e accountability, permettendo di monitorare costantemente l'impatto delle attività e la coerenza della programmazione culturale del museo rispetto all'intento del museo di essere un soggetto attivo capace di attivare cambiamenti sociali e culturali profondi.

 

Le priorità strategiche del triennio

 

Se nel suo complesso il Piano mira ad affermare il Muse come laboratorio qualificato e riconoscibile impegnato nella rilettura del rapporto tra umanità e natura ai sensi dell'Antropocene, l'articolazione del documento evidenzia alcune priorità strategiche: il rafforzamento della ricerca e della sua capacità di attrarre risorse e relazioni; il rinnovamento di temi, linguaggi e strumenti per accrescere l'impatto culturale e la capacità di attrazione; il consolidamento delle reti regionali, nazionali e internazionali e il rafforzamento dell'autorevolezza; il potenziamento delle sedi territoriali e la tessitura di relazioni con le comunità; il rafforzamento della comunicazione verso pubblici tradizionali e nuovi segmenti; lo sviluppo di un approccio data-driven alla gestione; l'investimento su equità, inclusione, accessibilità, partecipazione interna e qualità del lavoro. 
Il Piano concretizza quindi una visione di museo che tiene insieme autorevolezza scientifica, innovazione culturale, responsabilità civica e benessere organizzativo intesi quali impegno verso un Antropocene migliore.

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