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Attualità | 30 aprile 2026 | 13:00

Imbrattano con le bombolette una parete di roccia frequentata da climbers, ma un gruppo di volontari ha prontamente deciso di "rimettere tutto a posto"

"Se vuoi lasciare il segno, scala. Qui restano solo le linee di arrampicata, non i graffiti". Rincuora assistere a iniziative spontanee, pensate per prendersi cura di un bene di natura collettiva

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Rincuora assistere a iniziative spontanee, pensate per prendersi cura di un bene di natura collettiva.

 

Può essere inteso come un modo per ribellarsi a una società spesso caratterizzata da un profondo individualismo, oppure come uno slancio emotivo nei confronti di uno spazio capace di farsi prolungamento della nostra identità.

 

In ogni caso è rasserenante che, nel 2026, vi siano ancora persone motivate dal rispetto per elementi di respiro comunitario: centri storici, boschi, pascoli o – come in questo caso – pareti di roccia.

 

Recentemente, si legge sulla pagina roncai.climbing, qualcuno ha pensato di imbrattare con la bomboletta una parete, frequentata da scalatori: la falesia di Cava Vecchia.

 

In tutta risposta, come si evince dalla stessa pagina, un gruppo di volontari si è attivato per restituire alla parete, attraverso l’eliminazione dei graffiti, "la bellezza che ci regala ogni volta che ci arrampichiamo".

 

 

La riflessione contenuta nel post

 

Questa non è una tela. È roccia.
E la roccia va rispettata.

Qualcuno ha pensato di lasciare il proprio segno con una bomboletta.
Noi siamo tornati e abbiamo rimesso a posto. Tutto.

Se vuoi lasciare il segno, scala.
Qui restano solo le linee di arrampicata, non i graffiti.

Cava Vecchia, come deve essere.

 

 

 

 

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