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Coronavirus, morto il primo medico in Trentino, Paoli: ''Traditi da Apss e Provincia. Tenuta nascosta fino all'ultimo, nessun rispetto. Qualcuno si assuma le responsabilità''

La 57enne, una professionista di S. Teresa di Riva in provincia di Messina, era medico di medicina generale in servizio all’Azienda provinciale per i servizi sanitari e operativa a Pozza di Fassa. Paoli: "Abbiamo risposto presente a questa battaglia, se avesse i Dpi forse non saremmo qui a piangere la morte di una collega. Ora siamo ancor più preoccupati sul quadro generale, se sia veritiero quanto ci viene comunicato"

Di Luca Andreazza - 31 marzo 2020 - 07:42

TRENTO. "Una grandissima professionista. Solare e simpatica, ma soprattutto altruista. Era legatissima tanto alla val di Fassa quanto alla sua Sicilia". Così Nicola Paoli, segretario della Cisl medici, ricorda Gaetana Trimarchi, la prima dottoressa morta in Trentino a causa del coronavirus. "Siamo stati traditi da Apss e Provincia, ora qualcuno deve prendersi la responsabilità per la morte di una collega, così come di quella di tutti gli altri cittadini per le scelte errate e le decisioni assunte sempre troppo tardi".

 

La 57enne, una professionista di S. Teresa di Riva in provincia di Messina, era medico di medicina generale in servizio all’Azienda provinciale per i servizi sanitari e operativa a Pozza di Fassa. Si era trasferita in Trentino una ventina di anni fa e da allora aveva svolto il suo ruolo di continuità assistenziale sul nostro territorio.

 

E' enorme il cordoglio per la scomparsa della dottoressa (Qui articolo). Una notizia arrivata nella serata di lunedì 30 marzo, quando solo poche ore prima l'Azienda provinciale per i servizi sanitari e la Provincia avevano confermato la presenza di 129 operatori positivi a Covid-19 (Qui articolo), sei dei quali ricoverati in ospedale ma che, fortunatamente, non sarebbero stati gravi (Qui articolo).

 

Poi però la conferma, purtroppo, del primo medico morto per la pandemia sul nostro territorio, la vittima numero 64 a livello nazionale. "E' morta per aver creduto in questa Apss e in questa Provincia - commenta Paoli - che fino all’ultimo ha tenuto nascosta l'evidenza della grave situazione e quindi la sua scomparsa. Non è stata rispettata, nonostante la grande professionalità e dedizione. E' morta nel disprezzo di chi non ci ha fatto sapere nemmeno il nome, nemmeno un accenno. Ora siamo ancor più preoccupati sul quadro generale, se sia veritiero quanto ci viene comunicato".

 

La dottoressa Trimarchi è morta anche a causa del coronavirus, una infezione contratta circa un paio di settimane fa dopo aver visitato un paziente di Pozza di Fassa affetto dalla malattia che poi a sua volta era deceduto. Dopo il ricovero all'ospedale di Cavalese, le sue condizioni si erano poi rapidamente aggravate e da lì il trasferimento ad Arco. Negli ultimi giorni era stata portata nel reparto di rianimazione a Trento.

 

Purtroppo, non ce l'ha fatta e il Trentino piange il primo medico caduto per Covid-19. "Forse tra qualche anno o tra un secolo - continua il segretario della Cisl medici - i nostri nomi saranno cancellati e dimenticati, ma abbiamo risposto presente a questa battaglia. Ci spendiamo giorno e notte, questo nonostante l'assenza di Dispositivi di protezione individuale. Siamo i più esposti, nonostante le tante parole di elogi e le tante rassicurazioni, i Dpi sono arrivati tardi e se la nostra collega li avesse ricevuti, forse non saremmo qui a commentare un tragico lutto che ci colpisce ancor più direttamente e violentemente".

 

Una criticità sollevata a più riprese, tanto che si è arrivati allo scontro tra Provincia, sindacati, ordine dei medici e quello delle professioni infermieristiche per l'assenza di Dpi e risposte concrete. "E' settimane che chiediamo risposte e chiarimenti. I nostri professionisti - aggiunge il segretario della Cisl medici - muoiono senza grandi frasi, con semplicità, mentre cercano di rendere onore alle nostre categorie, salvare i nostri ammalati. Operare secondo coscienza come se si trattasse di un semplice impegno quotidiano: Trimarchi, come tutto il personale sanitario, aveva diritto a ogni tutela perché nessuno di noi merita di morire sul lavoro".

 

Ora il Trentino piange un medico portato via dal coronavirus, mentre i numeri in generale sono drammatici (Qui articolo). "Ha lavorato tantissimo e con coraggio. Avrebbe a breve realizzato il sogno di diventare titolare di medicina generale dopo tutta la gavetta e la trafila. E' stata tradita - conclude Paoli - siamo stati traditi. L'Apss e la Provincia devono assumersi la responsabilità di quanto avviene sul territorio giorno dopo giorno".

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