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Trento
30 aprile | 06:00

Da Ala ad Avio 354 bovini malati, 9 aziende coinvolte: piano straordinario in 3 anni per evitare il tracollo. Tezzele: "Macellazioni graduali, ma latte e carne si possono usare"

"La situazione epidemiologica del territorio provinciale nei confronti della malattia Ibr/Ipv non consente di ottenere il riconoscimento di territorio indenne" ha spiegato l'assessore Mario Tonina. Il problema è stato trattato anche durante l'assemblea della Federazione provinciale degli Allevatori. I tre anni concessi per la macellazione degli animali malati rappresentano un’eccezione per aiutare le aziende agricole poiché di norma il periodo previsto è di un solo anno

TRENTO. Sono in tutto 354 gli animali positivi alla rinotracheite infettiva bovina/vulvovaginite pustolosa nelle stalle di Ala e Avio. Il dato è riferito al 13 marzo ed è stato fornito dall'assessore alla Salute della Provincia di Trento, Mario Tonina in risposta ad una interrogazione presentata dalla consigliera provinciale del Partito Democratico, Francesca Parolari. 

 

Sono nove le aziende agricole coinvolte, tre ad Ala e sei ad Avio. Nella maggior parte di esse la positività degli animali è stata rilevata nei primi mesi di quest'anno.

 

Quello che è successo deriva dal fatto che alcuni animali appartenenti a mandrie provenienti da aziende trentine sono venuti a contatto con altri bovini colpiti dal virus appartenenti ad aziende operanti in Veneto dove invece i controlli sono meno presenti. 

 

I bovini sono stati alpeggiati sulle malghe Lavacchione, Cornafessa e Boldera nel comune di Ala e sulla malga Pealda nel comune di Avio ed è qui che sarebbe avvenuto il contatto e il contagio. 

 

La movimentazione verso l’alpeggio dei bovini provenienti dagli allevamenti veneti su pascoli ricadenti nel territorio della Regione del Veneto, limitrofi a quelli che ricadono nel territorio trentino, non prevede infatti alcuna garanzia sanitaria nei confronti della Ibr/Ipv, pertanto possono essere montati sia animali negativi sia animali positivi.

 

La situazione ad Ala e Avio e finita al centro anche dell'ultima riunione della Federazione Allevatori durante la quale si è parlato della  “brusca flessione del prezzo del latte registrata a inizio 2026, la diffusione dell'Ibr nel basso Trentino e delle crescenti difficoltà nel reperire personale qualificato, in particolare autisti, personale di stalla e pastori in malga”.

 

La presenza di focolai Ibr/Ipv registrati negli allevamenti di Ala e Avio è stata formalmente comunicata al Ministero della salute e al Centro di referenza nazionale per la rinotracheite infettiva bovina. Il contagio e la situazione epidemiologica che si è venuta a creare nel territorio provinciale “non consente di ottenere il riconoscimento di territorio indenne” ha spiegato l'assessore Mario Tonina.

 

“Il problema che ci troviamo ad affrontare in questo momento – ha spiegato l'assessore – è capire quando riusciremo a risolvere il problema del contagio nelle stalle. Per evitare di dover eliminare tutti in un solo momento i capi positivi causando un danno enorme per le aziende, gli abbiamo concesso 3 anni di tempo per vaccinare gli animali e gradualmente macellare quelli malati”.

 

Purtroppo, spiega Tonina, il Trentino stava portando avanti un'importante politica di eradicazione della malattia per avere il riconoscimento di territorio indenne ed ora si dovrà ripartire nuovamente. 

 

I tre anni concessi agli agricoltori per la macellazione degli animali malati rappresentano un’eccezione, poiché di norma il periodo previsto è di un solo anno.

 

“Decideremo assieme all'allevatore il cronoprogramma da seguire” ha spiegato Roberto Tezzele, direttore dell’Unità operativa igiene e sanità pubblica veterinaria dell’Asuit. “Sono stati dati 3 anni di tempo per eliminare questi bovini. Buona parte sono adulti e andranno quindi incontro a morte naturale. Nel frattempo, però, si potrà utilizzare comunque il latte e anche la carne perchè non vi è nessun rischio per l'uomo perchè la Ibr/Ipv non è una zoonosi”. 
Da parte degli allevatori si attendono ora i ristori che arriveranno dalla Provincia.

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