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Coronavirus, Roma chiede alle Regioni i risultati dei test rapidi. Zaia: “Risponderemo con assoluta tempestività e precisione”

La comunicazione è arrivata dalla Direzione prevenzione del Veneto, contatta dal ministero della Salute che ha chiesto di quantificare i test rapidi antigenici utilizzati durante questa fase della pandemia. Zaia: “I decisori ad ogni livello avranno così modo di valutare la situazione su dati più attendibili e completi”. Ferro conferma che la richiesta è arrivata anche al Trentino: “Già il 30 settembre ci eravamo spesi affinché questi dati fossero inseriti nel conteggio ufficiale”

Di T.G. - 11 November 2020 - 18:30

VERONA. I tamponi rapidi antigenici saranno inseriti nel conteggio totale di quelli effettuati giornalmente, questo quanto affermato in una nota ufficiale diffusa dalla Regione Veneto. Un’operazione che dovrebbe coinvolgere il resto d’Italia e che in questi giorni ha fatto discutere anche in Trentino (QUI articolo). “Accogliamo con soddisfazione questo invito e risponderemo con assoluta tempestività e precisione – ha commentato il Presidente della Regione Luca Zaia – perché il calcolo dei tamponi rapidi nel computo di quelli effettuati a livello nazionale era una richiesta che proprio il Veneto avanzava da tempo, e con ottime ragioni”.

 

La Direzione Prevenzione del Veneto ha infatti ricevuto dalla Direzione Generale della Prevenzione del Ministero della Salute una comunicazione formale, nella quale si chiede, al fine di quantificare il contributo dei test rapidi antigenici utilizzati durante questa fase della pandemia, di conoscere, a livello regionale, una serie di informazioni.

 

Il ministero della Salute chiede di conoscere, entro le ore 20 di domani (12 novembre), il numero totale di test rapidi antigenici effettuati durante la settimana dal 2 all’8 novembre; il numero totale di test rapidi antigenici risultati positivi durante la settimana dal 2 all’8 novembre; il numero totale di casi covid-19 identificati esclusivamente dal test rapido antigenico positivo che sono stati caricati sulla piattaforma dell’Istituto Superiore di Sanità durante la settimana dal 2 all’8 novembre (specificando, se differenti, il numero totale dei casi covid-19 inseriti nella banca dati dei casi aggregati e nella banca dati dei casi singoli, sempre dal 2 all’8 novembre).

 

I decisori ad ogni livello – prosegue Zaia – avranno così modo di valutare la situazione su dati più attendibili e completi e si eviterà che le Regioni come il Veneto, che fanno tanti tamponi, e di questi tanti rapidi, finiscano per essere penalizzate. Sinora infatti, non si calcolavano i tamponi rapidi nel totale nazionale, che comprendeva solo i molecolari, ma si caricavano comunque le positività riscontrate con i rapidi, raggiungendo così un rapporto scorretto tra tamponi effettuati e positività”.

 

Per quanto riguarda il Trentino Antonio Ferro, del dipartimento prevenzione, conferma che la richiesta è arrivata anche all’azienda sanitaria provinciale: “Già il 30 settembre – precisa – con una nota ufficiale del direttore generale avevamo chiesto a Roma che tali dati fossero inseriti nel conteggio ufficiale dell’Istituto superiore di sanità, come sempre abbiamo chiesto la massima trasparenza”.

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