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Coronavirus, ''Non verrete richiamati perché avete fatto il test antigenico: direttiva della Pat di non conteggiarvi'', la testimonianza della presidente del Coordinamento teatrale

Un iter iniziato la scorsa settimana. La sorella di Loreta Failoni, tra le altre cose viene anche da un lutto legato proprio al coronavirus, il Covid le ha strappato il marito a marzo: si è subito attivata per contattare il proprio medico di famiglia e quindi la Centrale Covid, queste sarebbero state le risposte ricevute

Di Luca Andreazza - 11 November 2020 - 04:01

TRENTO. "E' il gioco delle tre carte politiche", "Vengono comunicati i dati solo dei tamponi molecolari, altrimenti la gente si allarma", "In realtà la situazione è come in Alto Adige e si rischierebbe di diventare zona rossa". Queste le risposte che gli operatori Covid avrebbero fornito alla nipote di Loreta Failoni, presidente del Coordinamento teatrale trentino, che denuncia il totale "abbandono" della sorella, risultata positiva a Covid-19, da parte delle autorità.

 

Un iter iniziato la scorsa settimana, la sorella gestisce un negozio di abbigliamento. Martedì 3 novembre arriva nell'esercizio commerciale un rappresentante di Verona, tutto si svolge normalmente: un incontro di mezz'oretta nella massima precauzione tra mascherina, distanziamento e divisore in plexiglas. Sembra una giornata come tante in questo periodo caratterizzato dall'epidemia, ma la situazione precipita il successivo venerdì. 

 

"Il rappresentante - spiega Failoni - ha manifestato sintomi importanti di Covid. L'Azienda sanitaria di Verona gli ha comunicato però che il tracciamento è completamente saltato e che avrebbe dovuto avvisare direttamente i suoi contatti. Il professionista ha così avvisato mia sorella che a sua volta ci ha riferito di questa positività in quanto ci eravamo incontrate nelle giornate precedenti".

 

La donna, di 68 anni, tra le altre cose viene anche da un lutto legato proprio al coronavirus: il Covid, infatti, le ha strappato il marito a marzo, nonostante fosse in buona salute e non avesse patologie pregresse, e così si è subito attivata per contattare il proprio medico di famiglia. "Il dottore - aggiunge la presidente del Coordinamento teatrale trentino - le ha detto di stare a casa e le ha prescritto di eseguire il tampone". Il test antigenico è risultato positivo e quindi "le è stato spiegato che sarebbe dovuta restare in isolamento e che l'Azienda provinciale per i servizi sanitari si sarebbe messa in contatto con lei per tutte le procedure del caso".

 

Preoccupata e per precauzione, poi anche la numero uno del Coordinamento teatrale trentino si è informata per eseguire un tampone. "Mi è stato spiegato - prosegue Failoni - che tutto parte con l'insorgere dei sintomi e che comunque si deve aspettare la chiamata dell'Apss. A forza di insistere sono riuscita a ottenere un appuntamento per effettuare il tampone per lunedì (il 9 novembre) però nessuno mi ha mai contattata in tutto questo tempo. Intanto per accelerare i tempi mi sono rivolta ai laboratori privati: i test antigenici però sono risultati negativi".

 

I test antigenici sono affidabilissimi, praticamente un riscontro del 100%, in caso di sintomi, ma la percentuale si abbassa intorno all'85% se si è asintomatici. "Mia figlia lavora nello staff del sindaco di Padova e conosce bene Crisanti - racconta la presidente - così mi è stato suggerito di mantenere comunque il controllo di lunedì per sicurezza". E qui è emersa un'altra positività, quella del marito di Loreta, mentre alla presidente è stata confermata la negatività.

 

Intanto però è trascorsa una settimana e nessuno dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari si è fatto sentire per la sorella. A questo punto è intervenuta la figlia della 68enne che è riuscita a mettersi in contatto con la Centrale Covid. "'Mi scusi', ha detto mia nipote - prosegue Failoni - 'mia madre si trova a casa con un tampone rapido positivo e sintomi importanti della malattia. Non è stata più richiamata da voi. Cosa dobbiamo fare?'. E l'operatore ha risposto che gli dispiaceva se non era stata richiamata ma che non sarebbe stata richiamata nemmeno prossimamente. Questo, hanno spiegato gli operatori, perché avrebbero ricevuto precise direttive dalla Provincia di non inserire nell’elenco delle persone positive che viene comunicato ogni giorno quelle risultate positive con il test antigenico. 'E' una scelta politica', ha detto la Centrale Covid - prosegue Failoni - aggiungendo che loro non la condividevano ma che probabilmente era dettata dal fatto che non si vuole spaventare la gente con i dati reali".

 

"Ma è scandaloso a mio avviso", "Concordo con lei ma noi non possiamo fare nulla. Provi con il suo medico. Si consideri fortunata che sua madre ha una figlia che la chiama. Sentiamo ogni momento storie di persone sole che non sanno cosa fare. Auguri". Questo il dialogo riportato da Failoni poi anche su Facebook. "L'operatore ha spiegato che i dati sarebbero peggiori rispetto all'Alto Adige se fossero dati in maniera completa e che dopo si diventerebbe zona rossa. Alla fine è un gioco delle tre carte". Una storia che confermerebbe il cambio di strategia con l'antigenico che non viene più ''confermato'' dal tampone molecolare. Quest'ultimo, quindi, serve sempre più anche a trovare le negatività e nei dati resi pubblici sono questi i numeri che finiscono.

 

Il presidente Maurizio Fugatti ha spesso spiegato che non ci sarebbero problemi a diffondere questi dati e quindi è ipotizzabile che quello dell'operatore della centrale Covid fosse soltanto lo sfogo di una persona sotto pressione e certamente molto stanca per l'enorme mole di lavoro cui è sottoposta in queste settimane.

 

Ma è anche vero che ancora, nonostante le richieste quasi quotidiane dei giornalisti, il governatore non ha ancora comunicato quei dati (Qui articolo Qui articolo). Numeri che emergono indirettamente e che vi stiamo comunicando, difficilmente, noi: a lunedì a Trento c'erano 700 contagi con tampone molecolare e 1.000 con test rapido, a Pergine sabato si raggiungevano 264 positivi con tamponi molecolari e 121 con antigenici, mentre a Baselga di Pinè, venerdì, 57 casi con tampone molecolare e altrettanti con test antigenico (Qui articolo). 

 

Questo mentre le autorità ricevono gli esiti di tutti i test antigenici, come confermato anche dai laboratori privati come Progetto Salute (Qui articolo) e Sea Consulenze (Qui articolo), che riportano di un rapporto contagi/tamponi del 20%. I dati peggiorano progressivamente e i valori sembrano fuori scala rispetto alle regioni vicine se si confrontano ricoveri, decessi e terapie intensive occupate rispetto ai positivi trovati, ma il Trentino riesce a tenere la curva del contagio sempre costante.  

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