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Coronavirus, in Alto Adige ''test antigenici subito verificati con tampone molecolare'' mentre in Trentino restano fuori dal conteggio

Se i test rapidi fossero subito verificati (come era da previsione iniziale e come si fa in provincia di Bolzano) con il tampone i positivi anche in provincia di Trento raddoppierebbero ma vengono esclusi dal paniere visto che dalla scorsa settimana è stato deciso non necessitino nemmeno più del tampone di controllo. Se si pensa che nella sola Trento i positivi da tampone molecolare sono 700 e quelli da antigenico 1.000 si capisce che il non comunicare nemmeno alla cittadinanza questo dato mostra solo una parte della realtà dei fatti

Di Luca Andreazza - 10 novembre 2020 - 04:01

TRENTO. "I test antigenici vengono gestiti a livello ministeriale, si fanno solo sui sintomatici e l’attendibilità è buona. La scelta di comunicare i dati solo dei molecolari è del ministero". Così il presidente Maurizio Fugatti nel corso del Consiglio provinciale nell'aggiornamento richiesto dalle minoranze sulla situazione epidemiologica del Trentino. "Anche se - aggiunge il governatore - la Pat non avrebbe problemi a comunicarli, ma lo devono fare tutti i territori, altrimenti si creerebbero discriminazioni. Comunque il numero dei tamponi in Trentino è il più alto d’Italia, 2.500 al giorno".

 

Un discorso che lascia perplessi e che appare superficiale: compito della Pat è quello di gestire i rapporti con il ministero ma soprattutto di informare la comunità di quanto avviene sul territorio: per trasparenza, per chiarezza e per ragioni di sanità pubblica e eventualmente spiegare determinate decisioni (o rispondere di quelle non prese). E come nel caso delle ''letture nelle pieghe del Dpcm'' (frase ripetuta più volte dal presidente Fugatti nelle sue conferenze stampa per spiegare i suoi tentativi di derogare alle norme) il tentativo della Provincia sembra più quello di ''leggere nelle pieghe'' della gestione della pandemia, piuttosto che perseguire azioni di trasparenza nei confronti della comunità.

 

E' anche un discorso di serietà: l'Alto Adige è stato inserito in zona gialla dal governo, ma la curva epidemica è altissima e il governatore Arno Kompatscher si è assunto le responsabilità, la Provincia di Bolzano si è autoproclamata zona rossa. Avrebbe potuto tranquillamente voltarsi dall'altra parte, affidarsi alle indicazioni governative e spiegare che "Tutto va bene", come avviene in piazza Dante. E invece scopriamo che in quei dati di Bolzano sono ricompresi proprio anche i test antigenici? A spiegarcelo l'ufficio comunicazione dell'Azienda sanitaria altoatesina: in Alto Adige, infatti, il positivo da antigenico è tra i primi che viene controllato con tampone molecolare ''massimo due/tre giorni abbiamo la conferma''.

 

E' come se in Trentino si facesse subito il tampone molecolare alla persona positiva da test antigenico (che sui sintomatici ha un'affidabilità praticamente al 100%) e in poco tempo vedremmo il curva del contagio in Trentino passare dai 200/250 che comunichiamo in questi giorni ai 450/500 che si hanno aggiungendo i positivi da antigenico (che fanno raddoppiare, se non di più, il dato reso pubblico). Nel comune di Trento, infatti, a ieri c'erano circa 1.000 positivi in isolamento da antigenico mentre erano 700 quelli da molecolare e il rapporto, più o meno, è questo ovunque. In Trentino, però, dalla scorsa settimana i positivi da antigenico non si controllano più con il molecolare che entra in gioco solo alla fine, per cercare la negatività della persona e liberarla. E si è arrivati a questo da un lato perché l'affidabilità degli antigenici è diventata altissima, dall'altro perché il tampone molecolare di controllo finiva, ormai, per arrivare dopo 7-10 giorni risultando, spesso, comunque ormai negativo.

 

Il Veneto è pronto a comunicarli (Qui articolo), mentre il Trentino precisa sempre che "I dati sui positivi al test antigenico vengono scrupolosamente utilizzati dall'Apss per attuare le attività di igiene pubblica, con gli isolamenti dei casi e le quarantene dei contatti. Nel momento in cui il Ministero della salute, che ha trasmesso una raccomandazione alle Regioni invitandole a fare anche i test antigenici, inizierà a sommare nel computo finale coloro che sono risultati positivi ai test rapidi, anche Trentino si allineerà". Dopo aver frainteso una circolare (quella dei casi ai 5 giorni), adesso si è scrupolosi, soprattutto se magari i dati potrebbero testimoniare un peggioramento epidemiologico (Qui articolo).

 

Insomma la Pat continua a ripetere che non avrebbe problemi a comunicare anche i numeri dei positivi da antigenici, salvo non aver ancora fornito un dato e un quadro preciso relativamente al loro peso (sempre più importante). A specifica domanda non è arrivata alcuna risposta anche nel corso delle conferenze stampa (Qui articolo). Un concetto che viene ribadito spesso, anche se il presidente si era lasciato sfuggire che, se venissero contati, la curva del contagio si alzerebbe tantissimo. Il Trentino ha mostrato un trend piuttosto costante nei dati, ma diversi parametri sembrano fuori scala rispetto al numero di positivi trovati, come ricoveri, decessi e terapie intensive molto più alti rispetto al resto d'Italia se paragonati ai positivi trovati (più dell'Alto Adige, della Lombardia, del Veneto e del dato nazionale Qui articolo).

 

E il rischio è quello di un peggioramento in generale, senza saper spiegare le motivazioni. Questo anche a fronte dell'Ordine dei medici che ha segnalato una diffusione dell'epidemia in forte espansione (Qui articolo), tanti i pazienti che si rivolgono ai medici di base con sintomatologia associabile a Covid-19. E' evidente che a fronte di un numero sempre crescente di test antigenici eseguiti (i cosiddetti test rapidi che danno un esito in 15-20 minuti) infatti, i tamponi molecolari perdono sempre di più il loro scopo iniziale, quello di cercare i positivi.

 

In Alto Adige, la situazione, come sappiamo, è molto complicata: tantissimi i nuovi positivi, quasi 700 ogni giorno, ma la differenza, a quanto spiega la stessa Azienda sanitaria altoatesina, è proprio che lì si effettua subito il tampone molecolare a fronte della positività di un test antigenico: il risultato arriva in 48 ore e questi dati finiscono nei report. Le rassicurazioni in "consiglio provinciale" per quanto riguarda il contact tracing ("Fino a oggi - ha detto ieri in Aula Fugatti - la gestione dei contagi ha retto e siamo una delle poche realtà che fa ancora il contact tracing, è perché è stato fatto un buon lavoro") si scontrano con le tantissime segnalazioni che riguardano lentezze, cittadini che si sentono abbandonati per la carenza di informazioni e le stesse indicazioni delle autorità sanitarie sulla difficoltà di portare avanti i tracciamenti (Qui articolo) oltre alle dichiarazioni dei dirigenti dell'Apss. 

 

"Il Trentino, per quanto tutto sia migliorabile, è zona gialla - conclude Fugatti - ma ciò che accadrà da oggi in poi nessuno lo sa. Ci sono aspetti critici ma la situazione è ancora sotto controllo, anche se sul futuro, anche immediato, non c’è alcuna certezza. Non c’è alcuna volontà di fare classifiche, ma non si può dimenticare le cose che funzionano". Un nuovo lockdown da evitare, ma non attraverso la comunicazione di dati parziali. Preoccupa questo fatalismo, si spera che le previsioni e le analisi in realtà vengano portate avanti.

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