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Antigenici e molecolari, è caos tra regioni: c'è chi li comunica e chi no e così ''cambia'' la realtà. Venerdì a Piné il 2,2% dei residenti contagiati ma per Apss era l'1,5%

In Trentino i test antigenici stanno pesando sempre di più per trovare i positivi mentre i tamponi ora servono anche a cercare la negatività di quest'ultimi. Il dato che viene comunicato ogni giorno, dunque, è parziale e da Sky Tg 24 si apprende che Lazio e Piemonte già comunicano entrambi i dati, mentre il Veneto lo farà da oggi. Bolzano, invece, starebbe proseguendo con il controllo quasi immediato con tampone molecolare e dunque avrebbe un dato pubblico tra i più corretti. A Trento le cose vanno diversamente

Di Luca Pianesi - 10 novembre 2020 - 13:51

TRENTO. L'Alto Adige sarebbe tra quelli che verifica a strettissimo giro i test antigenici con il tampone molecolare e che quindi ha i dati resi pubblici tra i più coretti di tutti (come spiegato a il Dolomiti dall'Azienda sanitaria). Lazio e Piemonte da una decina di giorni comunicherebbero sia i positivi da tampone molecolare sia da test antigenico nel dato che viene reso pubblico (stando a quanto comunicato ieri da SkyTg24). Trentino, Lombardia, Puglia ed Emilia Romagna, invece, comunicano solo quelli positivi da tampone molecolare mentre il Veneto da ieri comunica anche quelli positivi da test antigenico.

 

Insomma le regioni e province autonome stanno agendo, ancora una volta, in ordine sparso, ognuna seguendo il proprio percorso chi con responsabilità e grande rispetto dei cittadini, sacrificando molto in termini economici ma tutelando la salute della comunità e chi puntando più all'immagine, come se fosse in atto una sorta di gara tra i territori a chi si ''colora'' di meno, che sulla tutela della salute pubblica (che, specie in una pandemia dove si ripete che molto dipende dai comportamenti personali, necessita di trasparenza e informazioni nitide per capire cosa sta realmente succedendo). E in questo quadro c'è un Governo nazionale che pare fermo ai blocchi e fatica a correggere evidenti storture del sistema.   

 

Ieri vi spiegavamo come a Trento i positivi da test antigenico siano circa 1.000 mentre quelli da tampone molecolare circa 700; oggi possiamo comunicarvi anche il dato di Pergine del 7 novembre e di Piné del 6 novembre, due realtà tra le più colpite, oggi, dal Covid in Trentino in quell'Alta Valsugana fortemente attenzionata con tassi di contagio per abitante in quei giorni già superiori all'1% da comunicazioni dell'Apss. Ebbene a Pergine erano 264 i positivi da tampone molecolare mentre erano 121 quelli in isolamento per il test antigenico. A Baselga di Piné erano 57 i positivi da tampone molecolare e 57 quelli da test antigenico il che, per esempio, portava già il 7 novembre al 2,2% (come spiegava il sindaco Santuari su Facebook) il rapporto tra positivi e residenti mentre quel giorno per l'Apss e anche per noi, di conseguenza, il dato era all'1,5% (QUI ARTICOLO).

 

La differenza è evidente e se a questi dati si aggiungono quelli comunicatici da due aziende private che eseguono i test antigenici a Trento (Progetto Salute e Sea Consulenze) che spiegano di avere circa il 20% dei testati positivi è facile capire che il dato è quasi doppio rispetto a quello che quotidianamente viene comunicato dalla Pat e dall'Apss nel suo quotidiano bollettino dei dati. Questo spiegherebbe i dati sui ricoveri, i morti e le terapie intensive che in Trentino sono altissimi se paragonati ai positivi comunicati. Stando ai dati della Protezione civile, infatti, il Trentino rispetto ai positivi trovati ha il 9,26% di persone che finiscono ricoverate contro il 4,98% dell'Alto Adige, il 4,74% dato medio nazionale, il 2,65% del Veneto e il 4,70% della Lombardia. In Trentino finisce in terapia intensiva lo 0,72% delle persone trovate positive, in Alto Adige lo 0,48%, in Veneto lo 0,36%, in Lombardia lo 0,49% che è anche il dato della media nazionale. E quanto ai morti in Trentino, in questa seconda ondata, il Covid ha una mortalità altissima rispetto ai positivi trovati: il 2,17% contro lo 0,6% dell'Alto Adige (zona gialla autoproclamatasi rossa), lo 0,88% del Veneto (ieri in ballo tra zona gialla e arancione), l'1,05% dato medio nazionale e l'1,1% della Lombardia (zona rossa che più rossa non si può).

 

Sky Tg24 nel suo servizio di ieri parla di ''caos''. E anche il sindaco di Pergine Oss Emer su Facebook due giorni fa comunicava che ''non è assolutamente facile aggiornare la situazione in quanto i comunicati giornalieri che arrivano dalla provincia sono spesso da interpretare, a volte contraddittori, a volte in ritardo rispetto alla reale situazione. Non è una critica - aggiungeva - in quanto comprendo le difficoltà di chi è addetto alle comunicazioni che deve a sua volta riferirsi a note che provengono da diversi servizi''. E quindi spiegava cosa accade, dalla scorsa settimana in Trentino, ai tanti che vengono trovati positivi con test antigenico ormai ritenuto pienamente affidabile e non più sottoposto a tampone di controllo ma solo a tampone ''finale'' nel tentativo di certificare la negativizzazione del paziente.

 

CORONAVIRUS AGGIORNAMENTO DI SABATO 7 NOVEMBRE 2020

Non è assolutamente facile aggiornare la situazione in quanto i comunicati giornalieri che arrivano dalla provincia sono spesso da interpretare , a volte contraddittori, a volte in ritardo rispetto alla reale situazione.

Non è una critica in quanto comprendo le difficoltà di chi è addetto alle comunicazioni che deve a sua volta riferirsi a note che provengono da diversi servizi .

Tutto ciò premesso a stamattina la situazione è la seguente :

- 264 persone con tampone positivo per le quali ho emesso o che sto emettendo ordinanza che vieta loro di lasciare la loro abitazione. Per la cronaca oggi 41 in più di ieri.
- 121 persone in isolamento a seguito di tampone antigienico positivo per le quali non è stata emessa ordinanza

È evidente che i familiari ed i conviventi delle persone comprese negli elenchi dovrebbero essere in quarantena.

Comunque il documento personale che riceve la persona tamponata emesso dall’Azienda Sanitaria che certifica la positività è chiaro su cosa si deve fare . Per chiarezza riporto il documento .

Caro Concittadino,
il tampone per la ricerca di SARS-CoV2 (nuovo coronavirus) da lei eseguito è risultato POSITIVO.
Questo significa che lei ha contratto il virus e che è potenzialmente contagioso per le altre persone, per cui deve ora restare in isolamento.
Sarà contattato nei prossimi giorni dalla Centrale COVID del Dipartimento di Prevenzione per gli adempimenti del caso.
Nel frattempo, come previsto dalla normativa vigente, lei deve restare in isolamento domiciliare.
In particolare deve seguire queste indicazioni:
 NON andare al lavoro o a scuola. Non può uscire dal suo domicilio per nessun motivo.
 le persone che convivono con lei NON devono recarsi a scuola o al lavoro e non devono uscire dal loro
domicilio per nessun motivo: anche per loro è infatti prevista la quarantena.
Quando verrà contattato dalla Centrale Covid verrà fornito a lei e ai suoi conviventi un certificato di isolamento che servirà come giustificativo per le assenze dal lavoro o da scuola.
 per ogni domanda riguardante le condizioni cliniche e le eventuali terapie si rivolga al suo medico o al pediatra
 deve utilizzare una stanza e un bagno dedicati se possibile. Se il bagno è comune si raccomanda di sanificare le superfici e arieggiare dopo l’uso
 se deve utilizzare delle zone comuni indossi sempre la mascherina e sanifichi frequentemente le mani e mantenga il distanziamento di almeno 2 metri dalle altre persone
 può consultare le domande più frequenti riguardanti il coronavirus nell’homepage del sito APSS (www.apss.tn.it) dove troverà anche degli opuscoli informativi su come gestire al meglio l’isolamento al domicilio
 per le eventuali necessità non mediche (ad esempio per essere aiutati per la spesa o l’acquisto dei farmaci)
può consultare il sito della Provincia Autonoma di Trento (https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/CORONAVIRUS-Aggio…)
Confidiamo nel suo aiuto per ridurre la diffusione del virus !

Detto questo trovo un lavoro superfluo dover emettere ordinanze sindacali .
Lavoro che impegna ogni sindaco nel tener aggiornati gli elenchi, gli uffici nella predisposizione delle ordinanze e gli agenti della polizia locale o i messi comunali nel recapitare le ordinanze magari dopo una settimana dall’emissione del certificato.
Credo che questa prassi, dovuta per legge, debba essere assolutamente rivista.

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