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Coronavirus, spesa solo nei supermercati del proprio comune, ecco le uniche eccezioni per spostarsi senza incorrere in sanzioni

Vietati gli spostamenti fra comuni, Fugatti: “Se c’è un negozio di alimentari non si può andate in un altro comune”. La Pat sceglie l’interpretazione più restrittiva ma ci sono delle eccezioni per i casi di assoluta necessità

Di Tiziano Grottolo - 23 marzo 2020 - 21:13

TRENTO. “Se c’è un negozio di alimentari non si può andate in un altro comune”, così il presidente della Pat, Maurizio Fugatti, prova a dirimere i dubbi sollevati dopo l’approvazione dell’ultimo decreto che vieta a “tutte le persone fisiche” di “trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un Comune diverso da quello in cui si trovano” fatta eccezione per quelle che vengono definite “comprovate esigenze lavorative” o di “assoluta urgenza” come i motivi di salute.

 

Già questa mattina i sindaci sono stati subissati di chiamate da parte di cittadini che chiedevano delucidazioni a proposito dell’ultimo Dpcm, alcuni si sono mossi, usando il buon senso, per cercare di risolvere delle situazioni al limite (QUI articolo).

 

Alcuni nodi peraltro rimangono irrisolti, almeno fino a quando a livello nazionale non verrà data un’interpretazione univoca, a chiederlo anche il consorzio dei comuni trentini per bocca del presidente Paride Gianmoena: “Stiamo raccogliendo le domande che arrivano dai territori, per quanto riguarda l’interpretazione nei prossimi giorni ci aspettiamo delle risposte”. Come ricorda Gianmoena quello degli spostamenti per andare al supermercato è un problema che riguarda tutta Italia, “per uscire da questa impasse interpretativa – continua il presidente del consorzio dei comuni trentini – serve buon senso, alcune questioni vanno approfondite anche per aiutare chi poi deve effettuare i controlli”.

 

Ad ogni modo la Pat ha optato per l’interpretazione più stringente quindi se c’è un negozio di alimentari nel territorio del proprio comune sarà lì che bisognerà andare, con alcune eccezioni però: ad esempio i prodotti particolari come quelli per celiaci. In questo caso sarà possibile spostarsi in un comune limitrofo, usando il buon senso. Attenzione però, come sottolineato da Fugatti: “Non significa che si potrà andare in un altro supermercato di un comune limitrofo per comprare il pane diverso, vale solo per prodotti speciali come quelli per i celiaci”. Nel caso si dovesse incorrere nei controlli si dovrà specificare il motivo per il quale ci si trova al di fuori del territorio del proprio comune. 

 

Per venire incontro ai consumatori la Pat ha avuto un confronto con le Famiglie cooperative per cercare di abbassare i prezzi, d’altra parte alcuni negozi hanno registrato un boom delle vendite, con picchi fino al 40%. “Una proposta che abbiamo presentato come Anci – ricorda Gianmoena – è quella che siano i sindaci a rilasciare una dichiarazione dove si certifica che in un determinato territorio manca un certo tipo di prodotto e che quindi gli abitanti per procurarselo abbiano la necessità d spostarsi”.

 

L’altra eccezione vale per quei comuni dove non esiste nemmeno un negozio di alimentari, solo in Trentino sono oltre 60 le amministrazioni che non raggiungono i 1000 abitanti, in questo caso sarà possibile spostarsi nel comune più vicino. Per ora niente deroghe per il sovraffollamento o la carenza di prodotti, nel caso citato questa mattina di Pomarolo, i residenti del comune potranno andare nei supermercati della vicina Villa Lagarina solo per acquistare prodotti speciali come quelli per celiaci o per i bambini piccoli che non si trovano nel negozio locale.

 

Una particolare deroga è stata momentaneamente introdotta per la Lidl che formalmente (per pochi metri) cade nel territorio amministrativo di Arco ma in pratica ha il suo bacino di utenza nel comune di Nago-Torbole, in questo caso è stato scelto di comune accordo fra sindaci e forze dell’ordine di privilegiare il buon senso anche per evitare di congestionare gli altri punti vendita. “Ciò non significa che non vigileremo o che si tratti di un privilegio – evidenzia il sindaco Gianni Morandi – si tratta di uno sfogo per evitare affollamenti e solo perché di fatto il supermercato si trova molto più vicino alle case del nostro comune rispetto a quelli limitrofi, le forze dell’ordine comunque vigileranno e se ravviseranno degli abusi questa eccezione sarà cancellata”. Questo ragionamento peraltro non si estende automaticamente agli altri comuni, quindi, salvo diverse disposizioni si dovrà fare la spesa solo nei comuni di residenza.

 

Infine il comune di Lavarone ha spiegato su Facebook che gli abitanti della vicina amministrazione di Luserna, potranno recarsi a Lavarone per i servizi che mancano, anche se è consigliato usufruire dei servizi di consegna a domicilio. Le frazioni di Folgaria, Virti, Nosellati, Carbonare, Dazio, invece non potranno muoversi perché, stando a quanto riferiscono le autorità, nel loro comune sono presenti tutti i servizi. Si ricorda che per aiutare le persone anziane o che non possono muoversi, per rispondere ai bisogni di prima necessità a partire dalla spesa ai farmaci, la Pat ha attivato il servizio di consegne a domicilio “resta a casa passo io”, contattabile al numero 0461 495244, tutti i giorni dalle 8 alle 20. 

 

L’invito quindi (escludendo i casi eccezionali) è quello di rimanere nei propri comuni di residenza, per chi dovesse infrangere l’articolo 650 del codice penale, ovvero “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità” che punisce chiunque non si attenga a un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o d’igiene, la pena prevede l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro, salvo che il fatto costituisca più grave reato.

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