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Da Termeno aveva arruolato 650 persone promettendo 5.000 euro di rendita al mese, energia gratis per sempre e altri benefit: sgominata truffa piramidale sull'energia

Si partiva con 600 euro di quota d'ingresso e si promettevano guadagni per 50.000 oltre, una ''rendita'' mensile di 5.000 euro e l'erogazione di energia elettrica gratuita a vita. Risultato? Solo in Italia, grazie al lavoro dell'ad di Termeno, sono stati tirati su 650 aspiranti ''furbi'' e ''ripuliti'' circa 400mila euro 

Pubblicato il - 09 October 2020 - 12:57

BOLZANO. E' partito tutto da Termeno dove risiedeva l'amministratore delegato in Italia di una società tedesca con sede a Londra e operante nel settore energetico che proponeva tariffe a prezzo stracciato ai suoi clienti e in realtà proiettava i potenziali ''furbi'' in un sistema di ''vendite piramidali''. Si partiva con 600 euro di quota d'ingresso e si promettevano guadagni per 50.000 oltre, una ''rendita'' mensile di 5.000 euro e l'erogazione di energia elettrica gratuita a vita. Risultato? Solo in Italia, grazie al lavoro dell'ad di Termeno, sono stati tirati su 650 aspiranti ''furbi'' e ''ripuliti'' circa 400mila euro confluiti su conti all'estero di istituti di credito tedeschi o inglesi riconducibili alla suddetta società.

 

La vicenda è stata portata alla luce dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bolzano che ha scoperto l'ingegnoso sistema truffaldino promosso in Italia da un uomo di 57 anni, residente a Termeno sulla Strada del Vino, come detto, amministratore delegato in Italia di una società tedesca con sede a Londra, operante nel settore energetico. Tale società, gestita all’estero da due soggetti (un inglese e un tedesco), entrambi residenti a Londra, si presentava al pubblico come un’azienda in forte espansione nel campo della green energy con lo scopo di distribuire energia a tariffe estremamente concorrenziali e sensibilmente più basse rispetto ai normali prezzi di mercato.

 

La modalità di promozione dell’attività avveniva tramite sistemi “Multi-level marketing”, cioè le cosiddette “vendite piramidali”. Per diventare partner della società, era necessario versare una quota di partecipazione iniziale pari a circa 600 euro, che serviva per l’acquisto di una sorta di licenza di vendita, attraverso la quale gli acquirenti avrebbero potuto promuovere i servizi energetici che veniva raccontato sarebbero stati erogati dall’impresa. Contestualmente al versamento della quota iniziale, venivano promessi, in favore dei sottoscrittori, alcuni benefit.

 

In particolare, l’arruolamento di ulteriori adepti avrebbe dato diritto alla corresponsione di provvigioni via via crescenti, fino a un massimo di 50.000 euro, a cui si sarebbe aggiunta una “rendita” mensile che avrebbe potuto raggiungere i 5.000 euro. Inoltre, sempre secondo quanto garantito dai promotori, al raggiungimento della quota di trentamila iscritti sul territorio nazionale, i singoli partecipanti avrebbero avuto diritto all’attivazione del servizio di distribuzione di energia a prezzi molto vantaggiosi, fino a ottenere, sulla base del numero di adesioni conseguite nell’ambito della propria “catena”, l’erogazione di energia elettrica gratuita “a vita”.

 

In realtà, come appurato dalla Guardia di Finanza, questa licenza serviva unicamente per assoldare nuovi partecipanti al sistema piramidale e assicurare utili alla stessa società. Si tratta, in sostanza, di una pratica commerciale vietata dall’art. 5 della legge 173/2005, che sancisce il divieto – la cui inosservanza è punita penalmente – di forme di vendita piramidali i cui guadagni siano connessi al puro e semplice reclutamento di altre persone, previo pagamento di un corrispettivo. Le indagini delle Fiamme Gialle hanno consentito altresì di accertare che l’azienda non ha mai posseduto impianti di produzione d’energia né ha mai avviato procedure per costruirne o acquistarne.

 

Il meccanismo prevedeva che ogni promotore reclutasse almeno due ulteriori partner, i quali, a loro volta, avrebbero dovuto acquistare la suddetta licenza e “arruolare” altri nuovi affiliati, ampliando così la catena. La struttura “piramidale” italiana è solo una delle tante promosse dalla società germanica con sede nella capitale inglese, la quale, in tutta Europa, conta migliaia di aderenti. Solo in Italia sono circa 650 gli affiliati che, attraverso l’attività del soggetto termenese, hanno aderito a tale meccanismo illecito. Complessivamente in territorio italiano sono stati rastrellati circa 400.000 euro, confluiti su conti correnti ubicati in istituti di credito tedeschi o inglesi riconducibili alla suddetta società.

 

I nuovi accoliti venivano adescati mediante periodici incontri informativi che si tenevano settimanalmente in un hotel della periferia di Bolzano. Con l’aumentare dei partecipanti al sistema piramidale, gli incontri sono stati estesi a tutto il Triveneto e sono culminati in due grandi eventi internazionali svolti a Bolzano e Verona, ove hanno preso parte anche i fondatori stranieri della società promotrice. Al termine delle investigazioni, la Guardia di Finanza ha denunciato, alla Procura della Repubblica di Bolzano, il cittadino di Termeno e i due responsabili della società germanica con sede a Londra, i quali rischiano ora l'arresto da sei mesi a un anno o l'ammenda da 100.000 a 600.000 euro.

 

Inoltre sono stati sottoposti a sequestro due siti internet con cui la società pubblicizzava il meccanismo multi-level, inibendo l’accesso dal territorio italiano a più di 24 domini, mediante la notifica del provvedimento ai quasi 70 Internet Service Provider (ISP) attivi sul territorio nazionale. La complessa indagine è stata svolta nell’ambito di una delle tante missioni istituzionali della Guardia di Finanza a garanzia dei consumatori, della libera imprenditoria e a tutela delle regole del mercato.

 

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