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| 09 feb 2021 | 17:26

Banconote false e una giovane complice, così la banda truffava i malcapitati prospettando facili guadagni

Nel corso delle operazioni, sono state condotte numerose perquisizioni, che hanno permesso di sequestrare circa 130mila euro contraffatti, utilizzati per le truffe. Il denaro “pulito” sottratto con l’inganno alle vittime invece, veniva riciclato in un casinò sloveno o utilizzato per acquistare orologi di pregio

Banconote false e una giovane complice, così la banda truffava i malcapitati prospettando facili guadagni
di T.G.

TRENTO. La banda si era specializzata nella truffa del cambio valuta, nota anche come rip-deal: in sostanza, prospettando facili guadagni, inducevano le vittime a consegnare ingenti somme di denaro contante per poi sparire. In questo modo nella rete dell’organizzazione, composta da 5 soggetti di origine sinti, sono finiti diversi cittadini, residenti fra Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, a cui sono state sottratte decine di migliaia di euro.

 

Le potenziali vittime venivano selezionate tra coloro che pubblicavano inserzioni online come transazioni immobiliari, vendite di veicoli, cavalli, orologi, gioielli, oggetti d’arte oppure acquisizioni di società. L’ingegnoso meccanismo architettato prevedeva una prima fase, di trattativa apparentemente rivolta al bene posto in vendita, per poi passare all’operazione di cambio di denaro e aggirare la normativa antiriciclaggio.

 

Durante il primo incontro, il truffatore, si presentava ostentando maniere cordiali, vestito elegantemente e a bordo di un’automobile nuova e di grossa cilindrata; dopo alcuni convenevoli, nel corso dei quali si mostrava tiepidamente interessato all’acquisto del bene dell’inserzione, il discorso veniva indirizzato su un’operazione di cambio o su una transazione in contanti. Per convincere le vittime venivano mostrate mazzette di banconote di grosso taglio, dove però solo alcune erano vere.

 

Una volta conquistata la fiducia il malcapitato veniva invitato in un appartamento, nella disponibilità dei malviventi, il truffatore, dopo aver ricevuto il denaro pattuito, con la scusa di andare a prendere la somma oggetto della transazione, si dileguava. Agli incontri, era quasi sempre presente, anche, una giovane donna, per distrarre la vittima e nel caso bloccarla, qualora avesse tentato di seguire il truffatore o cercare di recuperare il proprio denaro.

 

Il denaro rubato, nella maggior parte dei casi, veniva subito “ripulito” in un casinò della vicina Slovenia, o utilizzato per acquistare orologi di pregio. L’indagine condotta dalla guardia di finanza ha consentito di individuare i 5 membri dell’associazione per delinquere, prevalentemente legati da vincoli di parentela, finalizzata alla truffa ed al riciclaggio, che sono risultati appartenere a due famiglie radicate nel Friulano, con interessi criminali anche in Trentino. Nel corso delle operazioni, sono state condotte numerose perquisizioni, che hanno permesso di sequestrare circa 130mila euro contraffatti, utilizzati per le truffe.

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