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Durante il lockdown boom di acquisti per vino +9,4%, birra +16,2% e farina +59%: per la spesa sborsati 10 miliardi in più rispetto al 2019

Chiusi in casa per il lockdown gli italiani si sono cimentati in cucina spendendo, per fare la spesa, 10 miliardi in più rispetto allo scorso anno. Boom di quasi tutti i generi alimentari: uova (+22%), latte (+7,9%) e farina (+59%). Crescono anche gli alcolici

Di T.G. - 13 settembre 2020 - 12:14

TRENTO. Con il lockdown molti italiani si sono riscoperti, o improvvisati, cuochi “saccheggiando” i supermercati dove, in alcuni casi, lievito e farine erano diventati introvabili. Una situazione emersa durante la pandemia che è stata confermata dai dati raccolti da Coldiretti che ha certificato come lockdown prima e smart working abbiano fatto aumentare di 10 miliardi di euro la spesa alimentare nelle case degli italiani. “Lo smart working – sottolinea Coldiretti – ha spostato fra le mura domestiche tutti gli intervalli del tradizionale orario di lavoro con la necessità di organizzarsi a casa per i pasti e magari anche per gli aperitivi di fine giornata”. Nei primi sei mesi dell’anno si è verificato un aumento del 9,2% del valore dei acquisti alimentari secondo un trend positivo che ha visto un rallentamento nella seconda parte dell’anno, anche legato all’effetto scorte.

 

“Il risultato – precisa la Coldiretti – è stato un +9,4% degli acquisti al dettaglio di vino e del 16,2% per la birra, ma anche dei salumi che crescono del 10,2% e dei formaggi per cui si segnala un incremento del 12,5%. Crescita boom per le uova – afferma Coldiretti – che segnano un +22% mentre gli acquisti di farina sono cresciuti del 59% per effetto della tendenza degli italiani a sbizzarrirsi in cucina preparando pasta, torte, pizze e biscotti. Nel primo semestre volano anche frutta e verdura con aumenti rispettivamente dell’11,1% e 12,2%”. Non sono state da meno anche le carni fresche che hanno fatto registrare un +10,5%, con pollo e maiale tra i più gettonati, rispetto al primo semestre 2019. Bene anche l’olio extravergine d’oliva che fa registrare un aumento del 9,5%, il latte (+7,9%), la pasta (+12,5%) e il riso (+16%).

 

Eppure questi numeri record hanno avuto dei risvolti negativi che si sono abbattuti su bar e ristoranti che lamentano una perdita di valore che si aggira attorno ai 34 miliardi di euro.“A livello generale l’aumento degli acquisti domestici – spiega la Coldiretti – non è bastato a compensare all’interno delle filiere produttive il crollo dei consumi alimentari fuori casa in bar, ristoranti e pizzerie dove la spesa registra nel 2020 un calo drammatico, per effetto delle città svuotate da turisti e lavoratori. Una drastica riduzione dell’attività che – prosegue Coldiretti – pesa sulla vendita complessiva di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco”.

 

Proprio per questo il Governo si è mosso in sostegno delle attività colpite dal lockdown: “In questo contesto per la prima volta si interviene in modo integrato dal campo alla tavola a sostegno della filiera agroalimentare Made in Italy”, dice il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’evidenziare l’importanza del “bonus filiera Italia” per 600 milioni di euro che prevede per gli esercizi di ristorazione danneggiati uno specifico finanziamento a fondo perduto per l’acquisto di prodotti di filiere agricole, alimentari e vitivinicole da materia prima italiana. “In un momento difficile per l’economia ora – conclude Prandini – dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza estendendo anche ai ristoranti l’obbligo di indicare in etichetta nei menù l’origine di tutti gli alimenti serviti a tavola, dal pesce alla carne, per combattere la concorrenza sleale del falso Made in Italy”.

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