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E' morto il professore emerito Fulvio Zuelli, figura fondamentale per l'Ateneo: era stato preside di giurisprudenza, rettore dell'Università e presidente dell'Opera

E' stato tra i protagonisti e le anime dell'Ateneo, tanto che nel 2014 la Provincia aveva consegnato al professore l'Aquila di San Venceslao quale riconoscimento della qualità del suo lavoro e per la capacità relazionale. E' riuscito a rendere l'Opera universitaria un ente fondamentale all'interno dell'offerta formativa trentina

La consegna dell'Aquila di San Venceslao a Fulvio Zuelli nel 2014
Pubblicato il - 16 settembre 2020 - 12:05

TRENTO. Si è spento Fulvio Zuelli, professore emerito, ex ordinario di Istituzioni di diritto pubblico e già Rettore dell'Università di Trento e presidente dell'Opera universitaria.

 

E' stato tra i protagonisti e le anime dell'Ateneo, tanto che nel 2014 la Provincia aveva consegnato al professore l'Aquila di San Venceslao quale riconoscimento della qualità del suo lavoro e per la capacità relazionale dimostrata negli anni. E' riuscito a rendere l'Opera universitaria un ente fondamentale all'interno dell'offerta formativa trentina.

 

Arrivato nel capoluogo nel novembre del 1984 quale titolare del corso di Istituzioni di diritto pubblico, nel 1989 Zuelli è stato nominato preside della facoltà di Giurisprudenza. E' stato poi eletto rettore dell'Università di Trento per il triennio 1990/93, quindi il mandato era stato rinnovato per un ulteriore triennio.

 

Nel 1997 è stato nominato presidente del cda dell'Opera universitaria, carica ricoperta fino al 2011, mentre nel 2010 era arrivato il titolo di professore emerito: "Accanto ai meriti scientifici - questa la motivazione - che risultano dal suo curriculum, e ai meriti didattici sempre confermati da più che elogiative valutazioni degli studenti, desideriamo ricordare che Zuelli ha avuto un ruolo importante nella concreta attivazione della nuova Giurisprudenza, e più in generale nella vita del giovane ateneo trentino, sin dal 1984, quando da Bologna è passato a Trento. Ha svolto tutte le sue funzioni, da professore a rettore, in modo efficace ma sobrio e misurato, attento solo al bene dell'istituzione a lui affidata e della comunità che all'istituzione dà vita. I problemi, esterni o interni, che mano a mano sorgessero hanno sempre trovato attraverso di lui, dopo un ascolto attento, le migliori soluzioni possibili. Le stesse caratteristiche di capacità di comprensione, equilibrio e pacatezza hanno sempre fatto di lui un fondamentale punto di riferimento nella vita della nostra facoltà, anche al di fuori dei compiti istituzionali".

 

Una carriera ricca di soddisfazioni, impreziosita da tanti altri riconoscimenti. Nel 1993 ha ricevuto l’onorificenza di Commendatore della Repubblica italiana e nel 1995 è stato insignito dell’onorificenza di Grande Ufficiale al merito della Repubblica italiana. L'Ateneo trentino perde un pezzo di storia.

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