Contenuto sponsorizzato

Emergenza migranti Erdogan alla Grecia: ''Liberatevi da questo peso. Fateli entrare in Europa''. L'appello dal Trentino: ''L'Ue intervenga con un piano di ricollocamento''

Mentre sul confine turco e a Lesbo si ammassano migranti e la guerra in Siria sta provocando oltre 900mila profughi Ipsia, Cnca e Centro Astalli fanno un appello all'Europa

Pubblicato il - 08 marzo 2020 - 18:57

TRENTO. ''Aprite le porte ai migranti e siate liberi da questo peso. Fateli andare negli altri Paesi europei''. Questo l'appello del presidente turco Recep Tayyip Erdogan alla Grecia durante un discorso trasmesso in televisione. Un chiaro attacco all'Europa in un momento difficilissimo con attacchi molto violenti ai migranti che si stanno ammassando sul confine turco-greco e palesi violazioni dei diritti umani (QUI il nostro approfondimento). Ankara ha smesso di applicare l’accordo stipulato con Bruxelles nel 2016 per tenere i profughi siriani sul proprio territorio e lunedì 9 marzo è atteso a Bruxelles per discutere la questione (che ruota attorno ai 6 miliardi di euro che l'Ue aveva dato alla Turchia, nuove richieste del governatore turco e le mire espansionistiche in Siria proprio di Erdogan). 

 

Al riguardo pubblichiamo una lettera inviata firmata da Giuliano Rizzi (presidente Ipsia del Trentino), Stefano Graiff (presidente Centro Astalli Trento), Claudio Bassetti (presidente Cnca del Trentino) e Vincenzo Passerini (ex presidente Cnca del Trentino) indirizzata alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von Leyen, al presidente del Parlamento europeo David Maria Sassoli e ai rappresentanti italiani al Parlamento Europeo.

 

In questo tempo nel quale, comprensibilmente, l'attenzione comune è concentrata sull'emergenza sanitaria, sentiamo la responsabilità e l'urgenza di richiamare l'attenzione di tutti su un un’altra gravissima emergenza. Si tratta della peggior catastrofe umanitaria degli ultimi decenni e che fa poca notizia: la guerra in Siria, paese martoriato da anni di una guerra  che genera milioni di  profughi. Il conflitto in atto e in particolare in questi ultime settimane gli attacchi condotti dalle forze governative e dai loro alleati nell'area di Idblib colpiscono soprattutto civili e strutture mediche causando, secondo l'ONU, una crisi umanitaria di enormi dimensioni.

 

Una crisi sulla quale vi è una sorta di assuefazione: “Non c’è nessuno che voglia ascoltare, reagire o semplicemente agire” scrive Pierre Haski. I colpi di artiglieria dell'esercito di Bashar al Assad e dei bombardamenti aerei dell'aviazione russa aggiungono altri  3,5 milioni di profughi (abitanti della zona di Idlib in fuga ) ai milioni già fuggiti. Secondo le Nazioni Unite 900mila persone, tra cui moltissimi bambini, stanno marciando, nel pieno dell'inverno. Ci chiediamo: per andare dove se la  frontiera turca è chiusa?

 

Chiusa in ingresso su quel lato, ed ora aperta verso l'Europa creando in questo modo una situazione drammatica. Sulla frontiera d’Europa  decine di migliaia di profughi siriani (ma anche afghani, somali, sudanesi...) assediano il confine tra Turchia e Grecia, o approdano disperati all’isola di Lesbo. Migliaia di persone, uomini, donne e bambini, migliaia di poveri cristi, congelati, affamati, accalcati su  barconi in ordine sparso provano ad attraversare il Mediterraneo. Qualcuno parla di "invasione", dell'esigenza di difendere la "Fortezza Europa"; in tv e nel web si vedono le immagini dei respingimenti effettuati con lacrimogeni, di militari che sparano in aria e in acqua, di motovedette che provano a sbilanciare le barche stracariche, di soldati greci che picchiano con i bastoni i profughi sui gommoni.

 

Dove è l’Europa? “Dove sono i tanti nobili ideali su cui si fonda l'Europa nata sulle  ceneri della Seconda Guerra Mondiale, se oggi si preferisce respingere una moltitudine di poveri cristi  anziché  soccorrerli, e cercare una soluzione politica a questo drammatico esodo?” come afferma Marina Corradi di “Avvenire”. Dove siamo noi, se ci giriamo dall'altra parte facendo finta di niente? Non vogliamo adeguarci al silenzio e volgere lo sguardo altrove! Per questo riprendiamo l'appello del Tavolo Asilo che recita: “Non si può restare inerti davanti alla cancellazione della civiltà giuridica dell’Europa. Le politiche di esternalizzazione delle frontiere attuate dagli Stati UE finiscono per produrre crimini contro l’umanità: investire sulla militarizzazione delle frontiere, sugli accordi di riammissione, su rimpatri e sui controlli di frontiera nei Paesi d’origine e di transito, rinunciando alla cultura dei diritti, e alimentando il business dell’immigrazione irregolare, ci ha sottomesso alla legge del più forte, quella che il leader turco non ha remore ad imporre”.

 

Facciamo appello affinché l’Unione Europea intervenga subito. Lo prevede il Trattato sul funzionamento dell’Unione (art. 78.3). Si dia attuazione immediata di un piano di ricollocazione straordinario e urgente dei richiedenti asilo che giungono in Grecia e Bulgaria. Chiediamo a voce alta che vengano sottratti alla violenza e all’arbitrio le  migliaia di esseri umani che hanno il diritto ad essere accolti e di chiedere asilo in Europa. Dobbiamo farlo per salvare bambini, donne e uomini che hanno perso tutto, e per salvare noi stessi dalla perdita definitiva di compassione e umanità.

 

Giuliano Rizzi – presidente IPSIA del Trentino

Stefano Graiff – presidente Centro Astalli Trento

Claudio Bassetti – presidente CNCA del Trentino

Vincenzo Passerini –ex presidente CNCA del Trentino

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 22 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

23 ottobre - 05:01

Le incertezze sono enormi e probabilmente tutto resta sul tavolo, un vertice di presidente e assessore per riconoscere l'autonomia decisionale dei territori. L'unico contributo della Provincia è quello di impostare un protocollo sanitario che stabilisca le modalità di organizzazione degli eventi da firmare

23 ottobre - 09:59

Lo sciopero è stato indetto per 24 ore e riguarda anche il Trentino. In particolare i treni regionali potrebbero subire delle modifiche. Nel frattempo Trenitalia ha attivato un numero verde

23 ottobre - 09:27

Il premier Conte si è dato una settimana o dieci giorni di tempo per decidere. Si dovranno valutare gli effetti delle misure che sono state messe in campo nei giorni scorsi. Si stanno già pensando, però, nuove strette anti covid. Intanto le Regioni sulle chiusure vanno in ordine sparso 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato