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Ex Artigianelli, la Procura proscioglie la Giunta Rossi: ''Non c'è danno''. La Corte dei conti aveva chiesto 10 milioni

La vicenda riguarda la permuta di immobili tra la Provincia a guida centrosinistra e l'Istituto Pavoniani. Le perizie sono state confermate anche dai tecnici incaricati dalla Procura. Nessuna responsabilità è stata ravvisata nei confronti della Giunta guidata da Ugo Rossi

Di Luca Andreazza - 21 December 2020 - 13:27

TRENTO. La magistratura contabile "proscioglie i convenuti" e "liquida, a carico dell'ente di appartenenza, l'ammontare degli oneri e dei diritti di difesa rispettivamente in 7.201 euro, oltre alle spese generali, in favore di Borgonovo Re e nella misura totale di 9.361 euro, oltre alle spese generali, in favore dei restanti convenuti. Nulla per le spese in giudizio". Nessun danno erariale da circa 10 milioni di euro per la Giunta Rossi.

 

Cade quindi la richiesta avanzata dalla Corte dei conti per la vicenda che riguarda la permuta di immobili tra la Provincia a guida centrosinistra e l'Istituto Pavoniani. A far accendere la miccia era stato il passaggio dell'ex Artigianelli a Susà di Pergine all'amministrazione provinciale (Qui articolo). La giustizia contabile conferma quindi la bontà dell'operazione.

 

"Non abbiamo mai pensato di aver commesso un'azione illecita e nemmeno sbagliata. La sentenza - commenta l'ex governatore Ugo Rossi - conferma che non c'è danno e la perizia di stima è stata poi confermata in fase istruttoria della Procura anche dall'Agenzia delle entrate. Siamo sempre stati tranquilli, questa operazione è stata, infatti, vantaggiosa dal punto di vista patrimoniale per la Provincia.

 

Tirano un sospiro di sollievo i membri della Giunta all'epoca insediata e composta dal presidente Rossi e gli assessori Alessandro Olivi, Donata Borgonovo Re, Carlo Daldoss, Michele Dallapiccola, Sara Ferrari, Mauro Gilmozzi e Tiziano Mellarini.

 

"Abbiamo sempre avuto fiducia nella magistratura e nel corso delle indagini. Dispiace, invece, che qualcuno ogni tanto abbia utilizzato questa vicenda per portare avanti rimostranze politiche. Andiamo avanti - aggiunge Rossi - la coscienza è sempre stata a posto e ora abbiamo anche un ulteriore conforto delle carte".

 

Si parla di un immobile che è stato centrale in diverse interrogazioni in piazza Dante per una decina di anni, tanto che nel 2012 l'ex sindaco e consigliere provinciale Renzo Anderle in quota Upt aveva chiesto un'accelerazione per il risolvere il "caso Artigianelli": i padri pavoniani erano, infatti, intenzionati ad alienare l'immobile in quanto non accoglieva più attività dall'estate 2010, quando già aveva preso corpo l'idea dell'acquisto da parte della Provincia. 

 

Operazione che si è concretizzata il 22 dicembre 2014 (deliberazione n. 2360), quando la Giunta aveva autorizzato la stipula di contratto di permuta tra la Provincia e l'Istituto Pavoniano Artigianelli: piazza Dante acquistava la proprietà dell'immobile a Susà di Pergine con il piazzale a vallequindi contestualmente disponeva il trasferimento ai padri di parte dell'edificio in piazza Fiera a Trento

 

Ci sono ovviamente le perizie per definire la permuta: il Servizio gestioni patrimoniali stimava l'immobile in Valsugana per un valore pari a 5.742.000 euro al netto delle servitù, mentre gli uffici in piazza Fiera, comprensivo della servitù passiva a favore delle restanti realità dell’Istituto Pavoniano Artigianelli vengono valutati a 4.251.000 euro. L'accordo viene dichiarato accettato per il valore della permuta, senza conguaglioper l'importo complessivo a 4.251.000 euro oltre eventuali oneri fiscali. Insomma, la Provincia sembrava aver risparmiato 1 milione e mezzo

 

La denuncia era quella che l'operazione di permuta si sarebbe in realtà rivelata come "svantaggiosa" per la Pat, in particolare per lo stato di abbandono e diffusi vandalismi sull'edificio a Susà di Pergine, atti che avrebbero prodotto una ulteriore perdita di valore dell'immobile.

 

Nelle indagini la Procura aveva delegato l'Ufficio del Territorio di Trento a effettuare gli accertamenti diretti a quantificare il probabile valore di mercato alla data del contratto di permuta, così come di valutare gli eventuali ammaloramenti conseguenti all'abbandono dell'immobile. La perizia nei fatti ha confermato la correttezza della manovra di piazza Dante, anche nella metodologia: 4.260.000 euro il valore dell'immobile della Pat in piazza Fiera e 6.072.953,64 per quello in Valsugana (quindi un valore superiore) che alla luce dei segnalati ammaloramenti è sceso a 5.530.000

 

Conclusa l'operazione di permuta, il personale provinciale è intanto traslocato da piazza Fiera all'ex Inail in piazza Venezia. Lì la Pat è in affitto ma l'immobile è più grande e può prendere corpo una razionalizzazione che porta diversi servizi sparpagliati sul territorio a trovare spazio nella nuova sede. Un'attività che porta a un risparmio stimato sul personale di circa il 20% complessivo per le casse pubbliche, cioè 9.390.000 euro. In questo caso la magistratura contabile aveva ipotizzato un milione di euro per i cinque anni di legislatura della Giunta Rossi a far salire il conto complessivo a 10 milioni.

 

Le indagini hanno chiuso la partita, nessuna responsabilità è stata ravvisata nei confronti della Giunta, che ha agito in totale buona fede sulla base dell’istruttoria degli organi tecnici.

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