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Felicetti si rinnova, per la pasta arrivano le nuove confezioni non solo riciclabili ma anche sostenibili

L’etica ambientale e la tutela della natura sono sempre stati per il pastificio trentino degli obiettivi fondamentali. Il nuovo incarto è di per sé uno storytelling, sul quale viene raccontata la sintesi del prodotto: la montagna, il luogo - le Dolomiti patrimonio dell’Unesco - dove si produce la pasta, la sorgente di acqua purissima e la semola di grano duro 100% italiano 

Di Nereo Pederzolli - 22 October 2020 - 12:00

PREDAZZO. Cambia l’aspetto esteriore per ribadire ulteriormente l’identità e i pregi di quanto custodisce l’involucro. Che quando si parla di pasta d’alto valore gastronomico il riferimento è immediato: Felicetti. Un brand stimolante, per appagare il piacere della gola, la sana condivisione alimentare – con un prodotto contemporaneamente ‘top&pop’- e ora pure in piena sintonia con le più rigorose norme ecosostenibili.

Perché il pastificio di Predazzo da qualche giorno ha un marchio rinnovato, espressione di un progetto di marca che è culminato con il restyling dell’immagine e la creazione di nuovi prodotti. Ma non solo: l’etica ambientale e la tutela della natura sono sempre stati per il pastificio trentino degli obiettivi fondamentali. Per questo si è deciso di fare un ulteriore passo avanti optando per confezioni non solo riciclabili, ma anche sostenibili. La pasta Felicetti ha quindi un nuovo packaging, realizzato al 100% con carta, come certifica il marchio stesso sulle confezioni.

Il nuovo incarto è di per sé uno storytelling, sul quale viene raccontata la sintesi del prodotto: la montagna, il luogo - le Dolomiti patrimonio dell’Unesco - dove si produce la pasta, la sorgente di acqua purissima che sgorga in alta quota e la semola di grano duro 100% italiano (ad eccezione del Kamut® khorasan).  "Abbiamo fatto questo percorso di cambiamento – ha spiegato il Ceo Riccardo Felicetti - liberi da sovrastrutture, lontani dal rumore di fondo, con il coraggio e l’orgoglio di essere noi stessi, lasciando che la pasta parli di noi, con il nostro stile. Una scelta fatta con il cuore, per un futuro migliore".

 

Il manager di Predazzo – ai vertici anche degli imprenditori pastai nazionali – coglie l’occasione anche per sottolineare la correttezza di quanti usano le farine del grano varietà Senatore Cappelli, vicenda al centro di una complessa inchiesta appena messa in onda da Report su Rai3.  "Noi abbiamo sempre creduto nella massima ‘libero seme in libera terra’, Garantendo l’altrettanto libero mercato.  La questione del Cappelli – che noi usiamo con orgoglio per alcune nostre produzioni – è una diatriba tra società sementiere, quelle che selezionano il seme, lo puliscono, per garantire semine certificate. Ma è impossibile evitare -nei grandi spazi coltivati a grano- naturali, spontanee e innocue ibridazioni, quelle che variano la composizione varietale del raccolto. Noi abbiamo sempre mirato all’assoluta certezza della provenienza delle nostre farine, controllate in ogni fase di coltura, sempre nei rigidi protocolli di ecosostenibilità ambientale. Impegno che ora applichiamo – e sviluppiamo – anche con queste nuove confezioni" viene spiegato.

La gamma, rivista negli assortimenti e nei formati, si presenta su tre linee principali che si differenziano tra loro (e non solo) anche cromaticamente: Originale, Biologica e Speciale. La linea Originale (marchio rosso) comprende la pasta di semola di grano duro, grano duro all’uovo (marchio giallo) e grano duro integrale come nuova referenza. La linea Biologica (marchio verde) comprende la pasta di semola di grano duro, grano duro integrale, farro (marchio marrone), Kamut® khorasan (marchio arancione) e Kamut® khorasan integrale come nuova referenza. La linea Speciale (marchio grigio) comprende nero di seppia, aglio e peperoncino e tricolore. Le linee nella versione integrale hanno il colore di fondo dell’incarto color avana.

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