Focolaio di Rovereto, l’allarme della Uil: “A rischio oltre 200 lavoratori, i tamponi programmati non bastano”
La Uil lancia l’allarme sul focolaio di Rovereto: “La situazione purtroppo non è assolutamente sotto controllo ed un intervento, lento e parziale, come quello programmato potrebbe far sfuggire di mano la situazione, come già accaduto in altri centri logistici d’Italia”

ROVERETO. Dopo la scoperta di un nuovo focolaio a Rovereto in Trentino torna la preoccupazione per il diffondersi del coronavirus: nei giorni scorsi infatti, sono state trovate tre persone positive tutte legate al polo logistico della Bartolini (QUI articolo, QUI invece i dati di ieri). Il settore è particolarmente esposto a questo tipo di contagi come dimostra il caso di Bologna con decine di dipendenti che si erano infettati sul posto di lavoro (QUI articolo).
Nel tentativo di contenere i diffondersi del virus Pat e Apss hanno disposto una campagna di tamponi da effettuare sui lavoratori del polo logistico che saranno esaminati nelle prossime ore. Eppure la Uil ha scelto di lanciare l’allarme perché, stando a quanto riportato dal segretario Walter Alotti i dipendenti sottoposti a tampone sarebbero circa 60, un numero considerato insufficiente.
“L’intervento dovrebbe riguardare tutto il personale che gravita sul Centro Logistico di Rovereto”, sottolinea Alotti. “Oltre ai 60 lavoratori della Bartolini – spiega il segretario della Uil – dovrebbero essere coinvolti anche il centinaio di facchini della Stl, collocata al piano terra dello stesso stabilimento e il centinaio di ‘padroncini’ che si servono degli uffici e dei magazzini di carico scarico dei furgoni e camion dei corrieri”.
Il sindacato chiede di mantenere alta la guardia: “La situazione – osserva Alotti – purtroppo non è assolutamente sotto controllo ed un intervento, lento e parziale, come quello programmato potrebbe far sfuggire di mano la situazione, come già accaduto in altri centri logistici d’Italia”.

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