FOTO. Valanga in Valsugana, conclusa la bonifica si esclude il coinvolgimento di persone. Operazione svolta dall'elicottero per evitare altri distacchi
Si sono concluse negativamente le operazioni di bonifica della valanga caduta attorno alle 12.30 sul monte Ciste, in Valsugana. In un primo momento, vista l'assidua frequentazione della zona da parte di ciaspolatori e scialpinisti, si era temuto il coinvolgimento di persone

TELVE DI SOPRA. Si sono concluse, fortunatamente senza il ritrovamento di vittima alcuna, le operazioni di bonifica della valanga caduta attorno alle 12.30 di giovedì 17 dicembre sul versante sud del Monte Ciste. La slavina era caduta a una quota di circa 2000 metri, con uno scorrimento di oltre 300 metri.

La zona era stata immediatamente raggiunta dai soccorsi, vista l'assidua frequentazione di ciaspolatori e scialpinisti. A lanciare l'allarme era stato un testimone che aveva visto “in diretta” la valanga che si staccava, trascinandosi appunto per qualche centinaia di metri.
Secondo le indagini operate dagli uomini del Soccorso alpino, si tratterebbe di una valanga di fondo, cioè di una valanga che scorre a contatto con il terreno. Giunta la segnalazione della sua caduta, il coordinatore dell'area operativa Trentino orientale del Soccorso alpino e speleologico ha chiesto pertanto l'intervento con l'elicottero per effettuare una bonifica della valanga ed escludere la possibilità che qualcuno potesse esserne stato travolto.
Oltre all'elicottero, venivano attivati anche 4 operatori della Stazione Bassa Valsugana, pronti in piazzola per offrire eventuale supporto nelle operazioni di bonifica. Considerato il pericolo di ulteriori distacchi, il tecnico dell'elisoccorso e l'unità cinofila che si trovavano a bordo dell'elicottero non sono stati calati sul posto con il verricello. La bonifica, di contro, è stata effettuata con l'Artva in dotazione dell'elicottero, mediante un sorvolo della zona interessata.
Fortunatamente, come detto, la bonifica ha dato esito negativo: nessuno, quindi, è rimasto coinvolto. Tale versione veniva ribadita anche da 2 scialpinisti che si trovavano nella zona. L'elicottero è potuto così rientrare.

Il pericolo valanghe continua dunque a essere alto, dopo le abbondanti nevicate che hanno interessato il Trentino nel primo fine settimana di dicembre. Pochi giorni fa, una slavina sulla Marmolada aveva danneggiato gravemente il rifugio Pian dei Fiacconi.













