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Grecia, il campo migranti è devastato dagli incendi (dolosi) e in migliaia tra donne, uomini e bambini sono in pericolo. Il racconto di due operatori trentini (e i video da Samos)

Massimiliana Odorizzi e Daniele Bisesti, due trentini che lavorano per l'ong Action for education, riportano la situazione drammatica che gli sfollati stanno vivendo a causa dell'emergenza fuoco. La natura degli incendi sarebbe dolosa a causa di liti per l'elettricità

Di Cinzia Patruno - 27 aprile 2020 - 17:34

SAMOS (GRECIA). Peggiora la situazione già drammatica sull'isola greca di Samos a causa di alcuni incendi che stanno devastando il campo di accoglienza Vathy, nel quale dimorano quasi 7.000 richiedenti asilo. Gli incendi, probabilmente di natura dolosa, si inseriscono in un quadro di precarietà già denunciato dalle ong operanti sull'isola a causa dell'emergenza Coronavirus.

 

La autorità greche stanno indagando sulla natura degli incendi che hanno colpito il campo tra il tardo pomeriggio di ieri, domenica 26 aprile, e la mattinata di oggi, lunedì 27 aprile. Dalle prime dichiarazioni degli sfollati che hanno dovuto abbandonare il campo, e che ora si trovano in un terreno di fronte all'entrata in compagnia della organizzazioni che operano sull'isola, sembrerebbero di natura dolosa a causa di liti per l'elettricità.

 

Massimiliana Odorizzi e Daniele Bisesti, due giovani trentini che lavorano a Samos per l'organizzazione Action For Education, hanno offerto il loro supporto agli sfollati, che ammontano a circa 1.500. "C'è stata una grossa lite – ha riportato loro un uomo afgano – e hanno tagliato l'elettricità. La mia tenda è andata a fuoco e ho perso tutto, anche i miei libri a cui tenevo molto. Non abbiamo i soldi per comprare nuova plastica o legno per costruire una nuova tenda".

 

"La gente è al limite", scrive Odorizzi a ildolomiti. I richiedenti asilo ospitati nel campo Vathy di Samos, infatti, superano di molto la sua effettiva capacità. Si tratta di 6.869 rifugiati contro le 648 persone che il campo potrebbe ospitare, secondo i dati ufficiali del governo greco. "C'erano famiglie con bambini piccoli senza vestiti con cui coprirsi, senza acqua e senza tenda a dormire fuori. Questa mattina (lunedì 27 aprile, ndr) hanno ricominciato, non si sa quando finirà e c'è pochissimo che noi possiamo fare".

 

 

 

 

Sono tantissime le madri con bambini che hanno perso tutto a causa del fuoco. "Guardate tutte queste famiglie con bambini, al freddo e indifesi – riportano le testimonianze raccolte da Odorizzi e Bisesti -. Chi ha fatto tutto questo non ha pensato che ci avrebbero rimesso i più vulnerabili?". "Un mio amico ha corso verso di me gridando 'Al fuoco!' - ha dichiarato un uomo del Gambia -. Da quel momento, il buio totale. Sono uscito dalla tenda e ho visto il fuoco venire verso di me. Le sole cose che sono riuscito a recuperare sono quelle che indosso, ho perso tutto".

 

Medici senza frontiere sta offrendo agli sfollati un supporto medico e psicologico, ma il difficile rapporto con le autorità locali non consente alle organizzazioni non governative di prendere iniziative. In un aggiornamento su Twitter nella mattina di lunedì, l'organizzazione dichiara che alcuni dei servizi che stanno fornendo sono dovuti essere sospesi, tra questi la consegna di nuove tende a coloro che l'hanno persa. "Alcune famiglie – si legge sul tweet di Msf – sono state trasferite in una delle nostre strutture, dove hanno ricevuto lenzuola e primo soccorso per l'inalazione del fumo".

 

 

 

 

Una terribile emergenza che va ad alimentare le preoccupazioni delle ong riguardo al Coronavirus, a cui la Grecia non è immune nonostante le misure restrittive prese tempestivamente abbiano permesso di contenere l'epidemia. Il 22 aprile, la stessa Medici senza frontiere denunciava l'alto rischio di contagio sull'isola di Samos attraverso le parole della portavoce inglese Natasha Stoughton in un video postato su Twitter: "Proteggersi in un campo profughi è difficile. Ci dicono di lavarci le mani frequentemente e accuratamente, ma nel campo Moria (un altro campo di accoglienza presente sull'isola, ndr) un lavandino serve circa 1.300 persone. Ci dicono di mantenere le distanze, ma come è possibile assicurare il distanziamento tra persone della stessa famiglia che condividono una tenda?". E ancora, i medici a disposizione dei rifugiati del campo Vathy sono due per quasi 7.000 persone e per prendere la razione giornaliera di cibo è necessario ammassarsi in file interminabili.

 

"Chiediamo che le persone ad alto rischio, come i più anziani o affetti da patologie pregresse – continua la portavoce – siano trasportate immediatamente in luoghi dove le misure preventive possano essere assicurate. Chiediamo al governo greco di agire ora".

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