Contenuto sponsorizzato

Lavoro pubblico, altra protesta dei sindacati in piazza Dante: ''La Giunta deve comprendere che le scelte non possono essere unilaterali e calate dall'alto''

Nelle scorse settimane è stata firmata una delibera per far rientrare le lavoratrici e i lavoratori in sede. I sindacati sono scesi ancora una volta in piazza Dante per lamentare l'assenza di condivisione e coinvolgimento: "I lavoratori devono essere attivi protagonisti per non avere un peggioramento della situazione e non essere più in grado nel rispondere ai bisogni"

Di L.A. - 01 luglio 2020 - 21:18

TRENTO. Continua la mobilitazione dei sindacati Cgil CislUil e Fenalt per quanto riguarda la ripresa del lavoro in presenza negli uffici provinciali. Nelle scorse settimane è stata firmata una delibera per far rientrare le lavoratrici e i lavoratori in sede. Le parti sociali si sono anche riuniti in assemblea: 3.699 le persone collegate in diretta streaming e 156 le persone in sala (capienza massima), oltre in 400 in piazza Dante. 

 

Il provvedimento è entrato in funzione da lunedì 29 giugno e si protrae fino al 30 settembre con la conferma di entrare in servizio il venerdì pomeriggio e il sabato mattina per quegli uffici aperti al pubblico (Qui articolo). A rendere particolarmente nervose le parti sociali è il modus operandi

 

"La Giunta - dice Luigi Diaspro, segretario della Fp Cgil - deve comprendere che le scelte sul lavoro pubblico non possono essere unilaterali e calate dall'alto. L'intenzione è quella di contrastare queste decisioni con la mobilitazioni, ma anche a livello legale".

 

I sindacati sono scesi ancora una volta in piazza Dante per lamentare l'assenza di condivisione e coinvolgimento (Qui articolo), senza dimenticare poi lo scontro proprio tra Spinelli e Diaspro (Qui articolo) a seguito dell'ultimo confronto tra Provincia e sindacati.

 

"Oggi - spiega il sindacalista - la partecipazione ci dà conforto rispetto a una consapevolezza dei dipendenti rispetto a questa partita, che non è esclusivamente declinata sul tema dell’orario, anche se ha naturalmente delle conseguenze importanti sui tempi di conciliazione".

 

Le parti sociali chiedono di poter dialogare per affrontare quelle scelte ritenute indispensabili per avviare e sostenere i processi di innovazione e mantenere la qualità della pubblica amministrazione trentina ai vertici a livello nazionale.

 

"I lavoratori - commenta Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp devono essere attivi protagonisti per non avere un peggioramento della situazione e non essere più in grado nel rispondere ai bisogni. I servizi possono essere erogati in modo ancora più tempestivo ma si devono semplificare e sburocratizzare le norme. I dipendenti portano sempre a termine i propri doveri, come hanno concretamente dimostrato in questo delicato periodo dettato dall'emergenza Covid-19. La Giunta deve incontrare i sindacati e non può decidere unilateralmente con formule demagogiche".

 

I sindacati intendono portare avanti le manifestazioni per valorizzare l'impegno e la professionalità del comparto pubblico. "La pubblica amministrazione trentina è eccellente e deve essere un volano per la ripartenza - continua Pallanch - invece diventano oggetto di attacchi superficiali, strumentali e offensivi. Basta creare un conflitto e una divisione tra categorie in questa crisi drammatica".

 

Si entra nel merito anche sul senso senso e sul valore della pubblica amministrazione trentina. "Bisogna restituire il ruolo che ha sempre avuto e che ha sempre svolto sul territorio -  evidenzia Diaspro - anche e soprattutto in questa fase per la ripartenza delle attività produttive ed economiche. Svilire il lavoro pubblico, contrapporlo al lavoro privato, è una scelta assolutamente demagogica e sbagliata che contrasteremo in tutti i modi". 

 

Nel corso dell'assemblea, i dipendenti sono intervenuti a raccontare le situazioni paradossali che si stanno creando all’interno degli uffici, che non consentono di lavorare insieme per erogare servizi efficienti alla popolazione trentina; persone che dalle valli del Trentino scendono nelle sedi centrali per 5 ore di servizio e poi rientrare a domicilio per completare l’orario. "Orari che non possono essere rispettati se si vogliono continuare a garantire tali servizi. Genitori che non sanno come gestire i propri figli a casa e figli che non sono in grado di gestire i propri genitori. Lanciata la campagna 'Io non ci sto', frase da inviare alla casella di posta istituzionale del presidente Fugatti", concludono Diaspro, Pallanch, Marcella Tomasi (Uil Fpl) e Maurizio Valentinotti (Fenalt).

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 18 giugno 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
18 June - 19:10
Vertice tra Provincia, Upipa e Spes per l’analisi delle richieste che sono arrivate dal mondo delle case di riposo. L'assessora Stefania [...]
Cronaca
18 June - 18:58
Il sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige incassa una vittoria (''parziale'') sul fronte della condotta antisindacale da parte della [...]
Cronaca
18 June - 16:15
Lo ha annunciato il ministero per la Salute prolungando anche le misure di ingresso da India Bangladesh e Sri Lanka
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato