Contenuto sponsorizzato

Dipendenti pubblici, Spinelli: ''Noi la corda la tiriamo ancora'', Diaspro: ''Aperte le ostilità. Scadente campagna di propaganda''

A margine del presidio, Fp Cgil e Cisl Fp, Uil Fpl e Fenalt hanno incontrato gli assessori Spinelli e Zanotelli. E' stata firmata una delibera. Il provvedimento parte da lunedì 29 giugno e si protrae fino al 30 settembre. Fugatti: "Non ci sono abbastanza spazi. Prevediamo due turni per svolgere 25 ore in sede. Alcune categorie in ufficio anche il venerdì pomeriggio e il sabato mattina"

Di Luca Andreazza - 20 giugno 2020 - 06:01

TRENTO. "Noi la corda la tiriamo ancora", questa la risposta che l'assessore Achille Spinelli avrebbe dato ai sindacati che si sono radunati in piazza Dante davanti al palazzo della Provincia di venerdì 19 giugno.

 

A margine del presidio, Fp Cgil e Cisl Fp, Uil Fpl e Fenalt hanno incontrato per una quarantina di minuti gli assessori Spinelli e Zanotelli (Qui articolo). "Abbiamo ribadito tutte le nostre ragioni e Spinelli ha commentato testualmente che 'Noi la corda la tiriamo ancora'. L’assessore - spiega Luigi Diaspro, segretario della Fp Cgil - ha così chiarito l’intento punitivo, denigratorio e vessatorio verso i propri dipendenti, che compongono l’amministrazione pubblica più efficiente d’Italia. Le uscite di questa Giunta manifestano un pregiudizio ideologico, che sfocia in provvedimenti inutili, sempre e comunque unilaterali, adottati senza confronto coi sindacati e che rendendo complessa se non impossibile la conciliazione dei tempi casa-lavoro considerando che molti servizi per l’infanzia non sono ancora operativi. I toni sono spesso irrisori e aggressivi come oggi, dichiariamo aperte le ostilità".

 

La richiesta delle parti sociali è quella di sospendere iniziative unilaterali e avviare un confronto con le rappresentanze dei lavoratori, valorizzare il lavoro pubblicorinnovare finanziare i contratti collettivi provinciali e sviluppare nuove modalità di servizi per implementare gli strumenti telematici la conciliazione familiare. E ancora la possibilità di sviluppare lo smart working quale modalità ordinaria di lavoro tra obiettiviefficienza qualità.

 

"C'è un approccio assolutamente ideologico e, con tutta evidenza, chiuso a qualunque ragionamento - aggiunge il segretario della Fp Cgil - si basa unicamente sul pregiudizio e sulla volontà di creare divisioni tra lavoratori pubblici e privati, alimentando un conflitto buono solo per la più scadente delle campagne di propaganda. Abbiamo infine ascoltato dalla viva voce di Spinelli, che il rientro è anche dovuto ad esigenze di consumo che i dipendenti pubblici devono riprendere per i settori economici (ristorazione evidentemente), cosa per noi già evidente. Ma nemmeno la disponibilità a trattare questo tema insieme a tutti gli altri, ha consentito un'apertura per un dialogo. Respingiamo dunque al mittente qualsiasi ulteriore prossima iniziativa unilaterale e preannunciamo la più ferma opposizione unitaria con le lavoratrici e i lavoratori".

 

Altri punti sono quelli di applicare le linee guida per la sicurezza e riconoscere il rischio di tutte le persone che hanno operato nell'emergenza attraverso un accordo sindacale e non una delibera di Giunta. "C'è la ferma contrarietà ai provvedimenti - prosegue Diaspro - ma soprattutto ai metodi e ai toni della Giunta, che promuove manifestazioni muscolari del potere. Riempiono gli uffici senza un reale piano di sviluppo".

 

In materia riorganizzazione degli uffici pubblici è intervenuto anche il presidente della Provincia. "Ovviamente in piena emergenza c'è stato un utilizzo dello smart working esclusivo per fronteggiare la fase più acuta dell'emeregenza - commenta Maurizio Fugatti - sicuramente si sono state alcune positività di questo metodo di lavoro. Vogliamo studiare la possibilità di ricorrere a questo strumento, ma crediamo che sia giusto che la gente ritorni a lavorare in ufficio".

 

E' stata firmata una delibera e il Dipartimento prepara una circolare. Il provvedimento parte da lunedì 29 giugno e si protrae fino al 30 settembre. "Tra distanziamento e regole sanitarie - dice Fugatti - non ci sono abbastanza spazi. Prevediamo due turni per svolgere 25 ore in ufficio. Per raggiungere poi il monte-ore alcune categorie sono impegnate anche il venerdì pomeriggio e il sabato mattina. Una parte dell'orario è in smart working a parità di retribuzione. Le istanze dei sindacati sono legittime e torneremo a sederci al tavolo. Si vive comunque con forte attenzione l'evoluzione del contagio, ora la curva si è appiattita ma se dovesse peggiorare si ritorna a distanza".

 

Il piano della Provincia è quello di garantire la presenza del personale nelle sedi di servizio, indicativamente, per non più del 50%, con conseguente adeguamento dell’orario generale di servizio. L'articolazione dell'orario è di 5 ore giornaliere. Per mantenere l'orario settimanale di 36 ore viene attuato un mix tra prestazioni da effettuare in ufficio e in smart working

 

"Il contributo del pubblico impiego in questa fase - conclude Fugatti - è stato importante e verrà considerato il recupero delle risorse per l’indennità di vacanza contrattuale fin dalla legge di assestamento 2020 e la Provincia si impegna ad attivare un tavolo di confronto per il rinnovo di quello relativo alle annate 2019/2021. Per quanto riguarda i protocolli di sicurezza si fa presente che i dipendenti che sono ad oggi rientrati seguono, in accordo con quanto determinato da Azienda sanitaria, medici competenti e Rspp, specifici protocolli per salvaguardare la loro incolumità".

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 28 settembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

29 settembre - 10:06

Stop anche all'entrata delle stelle alpine in giunta a Laives, il sindaco Christian Bianchi: "Ci saremmo aspettati più prudenza dal direttivo della Svp con il mantenimento della neutralità lasciando alla gente la possibilità di scegliere. Il centrodestra ha deciso di mettere in stand by la formazione di nuove giunte con la Svp"

29 settembre - 10:57

Nelle ultime 24 ore sono stati analizzati 984 tamponi, 8 i test risultati positivi. Sono 28 i pazienti ricoverati nei normali reparti ospedalieri e nessuno deve ricorrere alle cure della terapia intensiva, mentre sono 44 le persone presenti nella struttura di Colle Isarco

29 settembre - 05:01

Una famiglia si trova da martedì scorso tutta a casa in attesa dell'esito del tampone della figlia che da scuola, lunedì, era tornata con il raffreddore. E se ancora non è arrivata l'influenza e i primi raffreddori e mal di gola stanno arrivando proprio in questi giorni cosa succederà con il peggiorare della situazione? Sono sufficienti i tamponi a tenere sotto controllo la situazione?

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato