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Maltempo nel Bellunese, evacuate una dozzina di persone a Perarolo. Bottacin: "Caduta più acqua che nell'alluvione del 1966"

La soglia d'attenzione per l'ondata di maltempo che ha colpito il Veneto settentrionale continua a essere alta, nonostante la pioggia abbia dato una tregua nelle ore notturne. A Perarolo di Cadore sono state evacuate una dozzina di persone per il rischio smottamento. L'assessore regionale Bottacin: "Caduta più pioggia in queste ore che nell'alluvione del 1966 o del 2010"

Pubblicato il - 08 dicembre 2020 - 11:04

BELLUNO. Dopo qualche ora di tregua, in cui gli uomini della Protezione civile non sono certo rimasti con le mani in mano, la soglia d'attenzione sull'ondata di maltempo che ha colpito la provincia di Belluno torna a essere alta. Anche per la giornata di martedì 8 dicembre, infatti, il livello d'allerta è massimo. D'altronde, un dato comunicato dall'assessore regionale Gianpaolo Bottacin dà idea di quanto il territorio sia stato messo sotto pressione in queste ore.

 

“Da giorni ci sono persone che lavorano ininterrottamente in condizioni al limite dell'impossibile per cercare di ripristinare le condizioni di normalità – ha scritto in un post apparso sui social – l'evento di questi giorni ha registrato precipitazioni superiori a quelle dell'alluvione del 1966, quando ci furono oltre 100 morti in Veneto, e dell'alluvione del 2010, quando ci fu mezzo Veneto allagato”.

 

Mentre si contano i danni, con interi centri abitati rimasti isolati, frane e smottamenti rilevanti, nella tarda serata e notte di lunedì sono state evacuate diverse famiglie nel Comune di Perarolo di Cadore. La cosiddetta “Busa del Cristo”, ai cui piedi si trova appunto il paese, rischia infatti di franare. Sono una dozzina le persone finora costrette ad abbandonare per precauzione le proprie abitazioni su decisione del sindaco Pier Luigi Svaluto Ferro e della Protezione civile. Non è la prima volta, d'altronde, che la tenuta idrogeologica del costone crea problemi.

 

I tecnici di Veneto strade proseguono intanto nei lavori per liberare le zone più colpite da frane e allagamenti. Tra queste Gosaldo, dove nella frazione di Ren si è verificato il crollo di un ponte, e in Val di Zoldo, dove una valanga di neve, alberi schiantati e detriti aveva bloccato una decina di persone in un ristorante. Grande attenzione raccomandata invece sulla Sp423 del Lago di Santa Croce, a causa di uno smottamento del bordo strada.

 

 

L'attività dei drive-in per i tamponi è intanto ripresa dopo giorni di pausa forzata. Seppur in misura ridotta e con l'ausilio di generatori per l'energia elettrica, le linee per l'effettuazione dei test hanno ricominciato a funzionare. Attivi i punti di Feltre, Auronzo, Agordo e Belluno, dove è stata attivata una linea all'ospedale San Martino vista la chiusura di quella di Sagrogna.

 

 

Nonostante l'appello a stare a casa, nella giornata di lunedì erano state diverse le macchine fermate di turisti o villeggianti che cercavano di raggiungere Cortina. L'invito alla popolazione è sempre lo stesso: evitare spostamenti non necessari, lasciando spazio ai mezzi di soccorso. 

 

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