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| 07 dic 2020 | 15:51

Maltempo nel bellunese, l'appello della Provincia: ''Ci sono 3.500 utenze senza elettricità. Restate a casa: i soccorritori sono già abbastanza sotto pressione''

Sono moltissimi i problemi da risolvere che richiedono un lavoro straordinario della macchina dei soccorsi. Roberto Padrin (presidente della Provincia di Belluno): "In alcune zone peggio di quanto avvenuto durante la tempesta Vaia. Molte aree in difficoltà, operatori in campo senza sosta"

BELLUNO. Sono ancora ore di massima allerta nel bellunese a causa del maltempo, una situazione davvero complessa. Diversi i paesi ancora isolati per la neve, il Nevegal è senza acqua e elettricità, sono state registrate almeno 100 frane e smottamenti. In difficoltà anche la viabilità con strade e arterie interrotte oppure gestite a senso unico alternato per permettere alle auto di defluire. 

 

"Abbiamo 3.500 cittadini senza elettricità e ci sono diverse situazioni critiche da gestire. L'appello alla popolazione è quello di restare a casa: si deve evitare qualsiasi spostamento non necessario". Così Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, un territorio particolarmente colpito nelle ultime ore dall'intensa perturbazione.   

 

Sono moltissimi i problemi da risolvere che richiedono un lavoro straordinario della macchina dei soccorsi. Tra gli eventi principali c'è l'interruzione dell'arteria all'altezza di Chies verso San Martino, mentre a Cibiana una colata di fango e detriti ha raggiunto il paese e la strada di collegamento con Valle. Frana anche sulla strada provinciale 251 della val di Zoldo e val Cellina in località Mezzocanale (Qui articolo).

 

E ancora allagamenti a Dogna e Provagna nell'area di Longarone, quindi Codissago senza corrente. In località Ren di Gosaldo un mezzo dei vigili del fuoco è rimasto coinvolto nel crollo di un ponte, fortunatamente gli operatori sono riusciti a scappare in tempo (Qui articolo), mentre una Rsa è finita allagata e gli anziani sono stati trasferiti d'urgenza (Qui articolo). Ma sono stati molti gli interventi in queste ultime ore. 

 

"In alcuni casi - dice il presidente della Provincia di Belluno - il maltempo è stato più forte di quanto registrato durante la tempesta Vaia, escluso per l'intensità del vento, le raffiche del 2018 sono state incredibili. In questi giorni le aree sono state colpite a macchia di leopardo: gli interventi sono localizzati ma riguardano una porzione molto ampia del territorio. Ringrazio tutti gli operatori, sistema protezione civile, forze dell'ordine e volontari, in azione senza sosta. Sono in campo con dedizione, impegno, anima e cuore per tutti".

 

Un altro problema da gestire è quello dell'afflusso di turisti, molti quelli che incuranti dei divieti e della situazione generale di forte pericolo si sono messi in viaggio per raggiungere Cortina: un atteggiamento sbagliato di numerose persone che ha messo ancora più sotto pressione i soccorritori che si sono trovati a dover gestire anche queste situazioni. In zona Alleghe fermati anche alcuni scialpinisti pronti per un'escursione (Qui articolo). 

 

"Oltre il momento legato a Covid-19 che richiede grande responsabilità - aggiunge Padrin - chiediamo ai turisti di prestare attenzione e di non cercare di raggiungere in questo momento le nostre località: le difficoltà sono enormi e non possiamo permetterci di aggiungere ulteriori pressioni alle unità impegnate ormai da ore". 

 

Il Centro funzionale decentrato della Regione del Veneto ha emesso un bollettino fino alla mezzanotte di martedì 8 dicembre, dichiarato lo stato di allarme (allerta rossa) per criticità idraulica e idrogeologica per i bacini di Piave Pedemontano, Alto Brenta-Bacchiglione; per criticità idraulica per il Basso Brenta - Bacchiglione e per il Livenza - Tagliamento. Inoltre è dichiarato lo stato di preallarme (allerta arancione) per criticità idraulica e idrogeologica per i bacini dell' Alto Piave e Basso Piave - Sile; per criticità idrogeologica per l'Adige-Garda. Allerta gialla (stato di attenzione) per criticità idraulica per il Po.​

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