Maxi rissa durante la partita di calcio tra bandierina usata mo' di spada e zigomo fratturato: indagini finite e in quattro rischiano di andare a processo
I quattro sono indagati per rissa e una persona anche per lesioni aggravate. Tutto era nato da un diverbio tra due giocatori terminato a sputi. Da lì è partito in pochi secondi un parapiglia generale, tanto che un tesserato era finito in ospedale con la mandibola fratturata, erano intervenute l'ambulanza e la polizia era arrivata per riportare la calma

ISERA. La partita tra Isera e Baone potrebbe avere strascichi in tribunale, una gara valida per il campionato di Prima categoria, terminata in una maxi-rissa e scene da far west che aveva coinvolto una ventina di tesserati. Ora quattro persone, due dirigenti e due giocatori, sono indagate per la vicenda (Qui articolo).
I quattro sono indagati per rissa e una persona anche per lesioni aggravate. Tutto era nato da un diverbio tra due giocatori terminato a sputi. Da lì è partito in pochi secondi un parapiglia generale, tanto che un tesserato era finito in ospedale con la mandibola fratturata, erano intervenute l'ambulanza e la polizia era arrivata per riportare la calma.
Il giudice sportivo aveva comminato pene da 14 mesi a 5 anni di squalifica per circa 10 anni totali ai quattro tesserati individuati dall'arbitro nel referto tra i più attivi nella scazzottata. Isera e Baone erano poi state multate di 250 euro a società per "responsabilità oggettiva". Le squadre avevano fatto ricorso i risultato erano stati scarsi.
Nel frattempo la vicenda si è trasferita anche sul piano penale e dopo circa tre mesi di approfondimento ci sono gli indagati che potrebbero finire a processo. Un quadro comunque da chiarire, c'è il referto dell'arbitro che parla di una ventina di persone e proprio per la complessità della situazione sono stati individuati i quattro più attivi, messi nero su bianco nella relazione post-partita. Un referto, però, contestato dalle società e oggetto di ricorso, poi cassato.
Nei guai in particolare l'assistente dell'arbitro, il guardalinee avrebbe dovuto aiutare il direttore di gara a riportare la calma e invece secondo l'accusa avrebbe usato la bandierina per colpire gli altri. "In qualità di assistente arbitrale - si legge nel referto - per tutta la durata della rissa verificatasi al termine della gara, picchiava con inaudita violenza tanti giocatori avversari, alzandoli di peso, buttandoli a terra e colpendoli con forti pugni e calci alle costole, dando l'impressione di voler massacrare chiunque gli si parasse davanti. In possesso della bandierina, la usava a mo' di bastone per colpire e a mo' di spada per trafiggere. Quanto sopra avveniva fino a che, altri dirigenti, lo portavano via di peso".
Molto attivo anche il tecnico dell'Isera. "Parte attiva nella rissa verificatasi al termine della gara, durata circa quindici minuti, scambiava calci, pugni, schiaffi e lotta con un giocatore avversario, inserendosi successivamente con violenza in ogni disputa nella quale era presente un avversario", mentre un giocatore della Baone, società che si considera parte lesa e si è rivolta ad un legale, era finito in ospedale con la mandibola fratturata.
I due giocatori protagonisti erano però stati individuati tra "colpiva un avversario alla testa con un fortissimo pugno - si legge per il tesserato dell'Isera - facendolo cadere e provocandogli forte dolore con bernoccolo e un piccolo foro sulla tempia, partecipando anche allo scontro con altri avversari" e "veniva alle mani con calci - viene scritto per il giocatore della Baone - pugni, spintoni e lotta a terra con l'allenatore avversario, provocandogli una ferita alla gamba sinistra, con perdita di sangue". La procura ha chiuso le indagini preliminari e l'ipotesi è quella di finire in tribunale.


















