Contenuto sponsorizzato

Maxi rissa durante la partita di calcio tra bandierina usata mo' di spada e zigomo fratturato: indagini finite e in quattro rischiano di andare a processo

I quattro sono indagati per rissa e una persona anche per lesioni aggravate. Tutto era nato da un diverbio tra due giocatori terminato a sputi. Da lì è partito in pochi secondi un parapiglia generale, tanto che un tesserato era finito in ospedale con la mandibola fratturata, erano intervenute l'ambulanza e la polizia era arrivata per riportare la calma

Di L.A. - 14 gennaio 2020 - 12:40

ISERA. La partita tra Isera e Baone potrebbe avere strascichi in tribunale, una gara valida per il campionato di Prima categoria, terminata in una maxi-rissa e scene da far west che aveva coinvolto una ventina di tesserati. Ora quattro persone, due dirigenti e due giocatori, sono indagate per la vicenda (Qui articolo).

 

I quattro sono indagati per rissa e una persona anche per lesioni aggravate. Tutto era nato da un diverbio tra due giocatori terminato a sputi. Da lì è partito in pochi secondi un parapiglia generale, tanto che un tesserato era finito in ospedale con la mandibola fratturata, erano intervenute l'ambulanza e la polizia era arrivata per riportare la calma. 

 

Il giudice sportivo aveva comminato pene da 14 mesi a 5 anni di squalifica per circa 10 anni totali ai quattro tesserati individuati dall'arbitro nel referto tra i più attivi nella scazzottata. Isera e Baone erano poi state multate di 250 euro a società per "responsabilità oggettiva". Le squadre avevano fatto ricorso i risultato erano stati scarsi. 

 

Nel frattempo la vicenda si è trasferita anche sul piano penale e dopo circa tre mesi di approfondimento ci sono gli indagati che potrebbero finire a processo. Un quadro comunque da chiarire, c'è il referto dell'arbitro che parla di una ventina di persone e proprio per la complessità della situazione sono stati individuati i quattro più attivi, messi nero su bianco nella relazione post-partita. Un referto, però, contestato dalle società e oggetto di ricorso, poi cassato.

 

Nei guai in particolare l'assistente dell'arbitro, il guardalinee avrebbe dovuto aiutare il direttore di gara a riportare la calma e invece secondo l'accusa avrebbe usato la bandierina per colpire gli altri. "In qualità di assistente arbitrale - si legge nel referto - per tutta la durata della rissa verificatasi al termine della garapicchiava con inaudita violenza tanti giocatori avversarialzandoli di pesobuttandoli a terra e colpendoli con forti pugni e calci alle costole, dando l'impressione di voler massacrare chiunque gli si parasse davantiIn possesso della bandierina, la usava a mo' di bastone per colpire e a mo' di spada per trafiggereQuanto sopra avveniva fino a chealtri dirigenti, lo portavano via di peso".

 

Molto attivo anche il tecnico dell'Isera. "Parte attiva nella rissa verificatasi al termine della gara, durata circa quindici minutiscambiava calcipugnischiaffi e lotta con un giocatore avversarioinserendosi successivamente con violenza in ogni disputa nella quale era presente un avversario", mentre un giocatore della Baone, società che si considera parte lesa e si è rivolta ad un legale, era finito in ospedale con la mandibola fratturata.

 

I due giocatori protagonisti erano però stati individuati tra "colpiva un avversario alla testa con un fortissimo pugno - si legge per il tesserato dell'Isera - facendolo cadere e provocandogli forte dolore con bernoccolo e un piccolo foro sulla tempiapartecipando anche allo scontro con altri avversari" e "veniva alle mani con calci - viene scritto per il giocatore della Baonepugni, spintoni e lotta a terra con l'allenatore avversarioprovocandogli una ferita alla gamba sinistracon perdita di sangue". La procura ha chiuso le indagini preliminari e l'ipotesi è quella di finire in tribunale.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 06 agosto 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

06 agosto - 19:16

Sembravano due ordini del giorno semplici ed efficaci quelli presentati da Degasperi e Ghezzi eppure la maggioranza ha detto ''no'' ad entrambi. Nel primo caso (vista la riforma che prevede che le Apt raggiungano il 51% dei finanziamenti privati) si chiedeva che si assicurasse la massima chiarezza nell'utilizzo delle risorse pubbliche. Nel secondo che si facessero lavorare le maestranze trentine e si privilegiassero i paesaggi locali anziché quelle ''rubate'' all'estero. Purtroppo è andata male

06 agosto - 18:07

La storia raccontata da Alessandro, papà di Vittoria di 3 anni: "Sono rimasto davvero colpito da tutto l'aiuto che ci è arrivato. Ci eravamo già rassegnati e avevamo pensato di dire alla piccola che il coniglietto fosse partito per una vacanza al mare senza avvisarci, e che non sapevamo quando sarebbe tornato"

06 agosto - 17:45

Complessivamente il Trentino sale a  5.610 casi e resta a 470 decessi da inizio epidemia. Attenzione massima in Alto Adige, trovati 12 positivi nelle ultime 24 ore

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato