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Mezzi guasti o in manutenzione, i vigili del fuoco permanenti ritornano agli anni '80: un'autobotte di 35 anni e un'autoscala di 38 anni

E' ormai un cliché quello degli interventi vintage e sono tante le segnalazioni che arrivano, anche dai cittadini, che si vedono "sfrecciare" mezzi ormai d'epoca per correre dove serve. L'intenzione è quella di rinnovare il parco macchine dei pompieri, si parla di cambiare almeno due mezzi ma entrano in azione ancora un'autoscala del 1982 e un'autobotte di 35 anni

Di Luca Andreazza - 01 settembre 2020 - 21:23

TRENTO. Interventi un po' vintage per i vigili del fuoco permanenti, costretti a compiere il proprio dovere con un'autoscala del 1982 (e cestello che si monta manualmente sul posto) e un'autobotte di 35 anni per gestire un incendio lungo la strada statale 45bis della Gardesana domenica scorsa. Non è la prima volta che i permanenti si trovano a dover intervenire con mezzi datati, in quanto quelli più un po' più recenti si trovano ai box in riparazione o manutenzione. 

 

E' ormai un cliché quello degli interventi vintage e sono tante le segnalazioni che arrivano, anche dai cittadini, che si vedono "sfrecciare" mezzi ormai d'epoca per correre dove serve. L'intenzione è quella di rinnovare il parco macchine dei pompieri, si parla di cambiare almeno due mezzi e nel bilancio di previsione triennale del 2018 erano stati messi a bilancio 915 mila euro, più 915 mila euro per una nuova autoscala e una nuova autogrù, mentre più recentemente è stato deliberato uno stanziamento di 600 mila euro per due autoscale (Qui articolo). 

Ci sono i tempi tecnici per completare gli iter delle gare, ma intanto si ricorre a quello che sembra un "usato sicuro"(Qui articolo). Nel frattempo la speranza è quella che questa volta vada un po' meglio rispetto alle volte precedenti.

 

L'anno scorso sono stati almeno cinque i bandi andati a vuoto per l'acquisto di nuovi mezzi dei vigili del fuoco permanenti e di alcuni corpi volontari. Tutto in stand by e la frase ''appalto non aggiudicato in quanto non è pervenuta alcuna offerta'' che era diventata fin troppo ricorrente. Diversi i tentativi di acquisto di nuovi mezzi, anche per il corpo permanente, ma che sarebbero andati praticamente deserti e intanto i veicoli dei ruggenti anni '80 sono chiamati a compiere diversi straordinari in attesa della modernità (Qui articolo).

Accorrono sempre per primi ventiquattro ore su ventiquattro per qualunque necessità, recentemente è stata chiesta la disponibilità anche degli operatori di centrale per aiutare il 112 ai "minimi storici" in termini di organico (Qui articolo), ma si trovano ancora a coprire un territorio comunale esteso (senza contare i supporti ai volontari) e servire un capoluogo da 130 mila abitanti con mezzi che appaiono antiquati.

 

E se è vero che altrove le situazioni possono essere ben peggiori, questo non significa che un territorio che fa del volontariato e del sistema di protezione civile un marchio di fabbrica (solo nelle scorse ore nostre unità sono intervenute nel veronese) possa operare con strumentazioni così anacronistiche e che potrebbero mettere a rischio in termini di sicurezza interventi, operatività e soccorritori.

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