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Momento difficile al Numero unico per le emergenze, lasciano 4 persone e l'organico va ai minimi storici, il 112 chiede aiuto ai vigili del fuoco

Un tassello fondamentale per gestire le emergenze e attivare le varie unità della macchina dei soccorsi sarebbe in sofferenza. Numeri ridotti, carichi di lavoro importanti, ferie e riposi che salterebbero e conseguente stress a causa della pianta organica della Nue che avrebbe toccato un nuovo "minimo storico"

Di Luca Andreazza - 25 agosto 2020 - 19:26

TRENTO. "La Cur Nue 112 attraversa un momento molto difficile in termini di numero operatori presenti e operativi". Così una comunicazione inviata ai vigili del fuoco permanenti di Trento ai quali viene chiesta disponibilità e aiuto per superare questo periodo complicato per il Numero unico delle Emergenze

 

Un tassello fondamentale per gestire le emergenze e attivare le varie unità della macchina dei soccorsi sarebbe in sofferenza. Numeri ridotti, carichi di lavoro importanti, ferie e riposi che salterebbero e conseguente stress a causa della pianta organica della Nue che avrebbe toccato un nuovo "minimo storico".

 

Una situazione definita critica e che sarebbe peggiorata negli ultimi tempi: nei mesi di luglio e agosto altri 4 operatori di centrale avrebbero alzato bandiera bianca per lasciare il servizio. Il 112 si è poi mosso attraverso alcune selezioni di lavoro interinale per fronteggiare questa situazione ma ci vorrebbe tutto settembre per formare e rendere operative queste nuove figure.

 

Da qui la necessità di tamponare l'emergenza e la richiesta di Sos lanciata ai permanenti che sono chiamati a inviare la propria disponibilità entro giovedì 27 agosto. Le ragioni di questa scelta procedurale sono semplici: il periodo di formazione sarebbe più breve e le difficoltà di apprendimento sarebbero minori in quanto figure già a conoscenza della mansione. I pompieri, come sempre in caso di bisogno, sembrano disponibili e disposti a intervenire per risolvere una questione complicata e si confermano tanto affidabili, quanto responsabili nel voler formarsi e mettersi in gioco, anche in ruolo un po' diverso da quello di operatore di centrale dei vigili del fuoco.

 

Un grido d'allarme lanciato dalle Cue che sembra comunque confermare un'estate difficile per quanto riguarda la struttura della macchina dei soccorsi. Ci sono voluti circa 40 giorni e, purtroppo, 4 annegamenti nei laghi trentini prima che il nucleo dei sommozzatori dei vigili del fuoco permanenti venisse dislocato all'eliporto.

 

Una decisione, quella di spostare il nucleo sommozzatori, piuttosto semplice da prendere (non servivano, infatti, risorse aggiuntive da mettere a bilancio e nemmeno chissà che grandi idee da elaborare, ma semplicemente bastava replicare quanto fatto sempre negli anni passati) e scontata nella sua efficacia ma che, invece, è stata ritardata all'inverosimile. Il bilancio è stato estremamente tragico questa estate a livello di annegamenti e tempistiche di intervento che si erano allungate per una decisione che è stata presa in forte ritardo rispetto agli anni precedenti (Qui articolo).

 

Adesso è il turno del Numero unico per le emergenze a finire in difficoltà e probabilmente saranno i vigili del fuoco a "sacrificarsi" per volontà, impegno e flessibilità al fine di permettere a questo servizio così importante e delicato di restare pienamente operativo e mantenere gli standard senza troppi contraccolpi, ma anche senza ripercuotersi eccessivamente sull'organizzazione dei permanenti tra ulteriori esigenze, ore e turni di lavoro.

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