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Morto l'indipendentista che voleva invadere San Marco con il “tanko”. Il suo arresto scatenò le ire della Lega. E Fugatti proclamò lo “Stato libero del Sudtirolo”

Dopo giorni di ricovero a causa di un infarto, si è spento all'età di 81 anni Giancarlo Orini. Militante storico delle frange più estreme del Carroccio, era stato arrestato e poi scagionato per associazione terroristica, facendo infuriare l'allora Lega Nord. Era il 2014 e il neo segretario Matteo Salvini organizzò una manifestazione a Verona, mentre l'allora commissario del partito per l'Alto Adige Maurizio Fugatti proclamò lo "Stato libero del Sudtirolo", lanciando una provocazione alle procure: "Arrestatemi"

Di Davide Leveghi - 21 December 2020 - 13:33

BRESCIA. E' morto all'età di 81 anni Giancarlo Orini, rappresentante delle frange più estreme dell'allora Lega Nord, oggi mutata di nome e di contenuto in Lega Salvini Premier. Noto ai più per essere stato arrestato con l'accusa di terrorismo, il bresciano Orini aveva pianificato assieme a dei compagni secessionisti l'occupazione di Piazza San Marco a Venezia, con la costruzione per l'occasione di un Tanko, una sorta di camion corazzato.

 

L'azione, ideata assieme al gruppo dei cosiddetti “brescianissimi”, avrebbe dovuto dare avvio all'insurrezione per l'indipendenza di Veneto e Lombardia. Almeno questa era la versione dell'accusa, sconfitta in tribunale con l'assoluzione degli imputati per associazione con finalità di terrorismo - Orini passò comunque un periodo agli arresti domiciliari.

 

Siamo quattro pellegrini, altro che terroristi. La nostra è goliardia”, si era giustificato Orini, presentatosi all'udienza al tribunale di Brescia vestito proprio da “carro armato”. Leghista della prima ora, il suo arresto aveva scatenato la protesta dei suoi compagni di partito, con in testa il segretario Matteo Salvini che aveva lanciato una manifestazione a Verona per protestare contro la “follia dello Stato”.

 

Inchiesta a orologeria”, aveva detto il presidente del Veneto Luca Zaia, intervenuto anche in piazza per sostenere la “legittima richiesta d'indipendenza del popolo Veneto”. “I fratelli veneti in carcere hanno risvegliato tutta la Padania, non solo il Veneto – aveva tuonato il Senatür Umberto Bossi – è un monito anche per la Lega. C'è un valore che conta di più dell'amministrazione ed è la libertà. Sono venuto a ringraziare i fratelli veneti. La canaglia romana non riuscirà a tenere schiavi i popoli”.

 

Parole ribadite e rinforzate da Salvini, in un momento particolarmente difficile per il partito, colpito dalle inchieste sul “líder máximo” Bossi e sul famoso “cerchio magico”. “Siamo qua pacificamente ma non siamo fessi – aveva dichiarato in piazza a Verona – o tornano a casa subito e qualcuno chiede scusa o li tiriamo fuori noi. Le galere sono fatte per i delinquenti e i mafiosi, non per i padri e le madri di famiglia. Gli investigatori non hanno trovato nemmeno una fionda e sfido chiunque a chiamare carro armato quella ruspa spara-supposte”.

 

Parole che impressionano ancora più se pensiamo agli sviluppi successivi del partito, convertito in una forza sovranista che ha messo nel cassetto il sogno della secessione e la bandiera padana, per sfoderare il tricolore – e berretti, felpe e magliette delle forze dell'ordine.

 

 

Anche l'allora commissario della Lega Nord Alto Adige Maurizio Fugatti, ora presidente della Provincia di Trento, non si era risparmiato nelle critiche, annunciando provocatoriamente l'accordo elettorale con i Freiheitlichen, partito dell'estrema destra indipendentista sudtirolese. “La Lega Nord firmerà un accordo con gli indipendentisti sudtirolesi dei Freiheitlichen, con cui verrà sancita chiaramente la volontà di creare lo Stato libero del Sudtirolo. Visto che Stato libero significa secessione, ci chiediamo se questo sarà un motivo sufficiente, per qualche zelante procuratore, per procedere anche al nostro arresto. Se la legge in questo Paese è uguale per tutti attendiamo con ansia i carabinieri, manette alla mano”.

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