Morto a 86 anni Siegfried Steger, terrorista sudtirolese l'ultimo dei "bravi ragazzi della Val Pusteria". Gudrun Kofler: ''Mi inchino a te e a quel che hai fatto''
L'86enne era stato condannato all'ergastolo e faceva parte della banda che tra le altre cose assassinò il carabiniere Giuseppe Tiralongo. Il ricordo della nipote di Eva Klotz: ''Il tuo coraggio, il tuo atteggiamento e la tua dedizione non saranno dimenticati. Manterremo sempre un ricordo onorevole per te"

INNSBRUCK. E' scomparso a 86 anni, Siegfried Steger, l'ultimo componente ancora in vita dei cosiddetti "Bravi Ragazzi della Val Pusteria" (quelli, tra le altre cose, delle bombe a Brunico contro il bar del circolo Enal, il bar Stella Alpina, l’albergo Centrale, la sede del Dopolavoro ferroviario e dell’omicidio del carabiniere Giuseppe Tiralongo).
Steger, deceduto nella sua casa di Innnsbruck, dal 1961 viveva in Austria per sfuggire a una condanna all'ergastolo legata agli attentati degli anni Sessanta, e ha rappresentato insieme ai compagni Sepp Forer, Heinrich Oberleiter e Heinrich Oberlechner l'anima più radicale dei "Freiheitskämpfer", "combattenti per la libertà" che segnarono con le loro azioni una stagione di profondo conflitto etnico e politico.
La notizia del decesso è stata diffusa dagli Schützen sudtirolesi, i quali hanno voluto onorare la sua memoria parlando di una vita caratterizzata dalla fermezza e da un legame indissolubile con il Tirolo, descrivendo il suo percorso come un cammino di sacrificio e coerenza ideale.
“Con profondo dolore e grande gratitudine, l'Associazione fucilieri dell'Alto Adige dice addio al combattente per la libertà Siegfried Steger, il "Pushtra Bui". Con lui se ne va l'ultimo dei quattro "Pushtra Buibm" e si chiude un capitolo della storia dell'Alto Adige”, si legge sulla pagina instagram degli Schutzen.
Anche Gudrun Kofler, che fa parte del Landtag tirolese ed è nipote della pasionaria Eva Klotz, affida ai social il suo messaggio di cordoglio, ricordando Steger con una fotografia scattata nella sua casa in Austria.
"Con profonda gratitudine, mi inchino davanti a te e per tutto quello che hai fatto per la nostra patria comune, il Tirolo - scrive Gudrun Kofler - Solo pochi mesi fa mi è stato permesso di ridere e chiacchierare con te nel tuo soggiorno nella tua casa di esilio. Mi tocca soprattutto oggi e sono più che grata che mi sia stato concesso. Il tuo coraggio, il tuo atteggiamento e la tua dedizione non saranno dimenticati. Manterremo sempre un ricordo onorevole per te".
Steger, lontano dall'Italia da decenni, si affidò alla stampa nel 2006, quando dopo oltre quarant'anni di silenzio dichiarò che la responsabilità di quegli anni bui andava condivisa tra italiani e sudtirolesi, parlando di una condizione di difesa necessaria scaturita dalle tensioni create dallo Stato italiano.














