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| 24 nov 2025 | 17:02

Addio a Gianfranco Leonarduzzi, spirito libero della politica e del giornalismo. Aveva 67 anni: ''Una visione sempre originale e mai accondiscendente al potere''

Figura irriverente e a tratti provocatoria del giornalismo e della comunicazione, un uomo libero tanto come giornalista quanto come politico, noto soprattutto nella sua terra friulana per lo stile energico con cui scendeva nel dibattito, e con cui conduceva le proprie battaglie, in ultima istanza, come direttore del blog “Leopost”

di Marco Calabrese

UDINE. ''Aveva una visione sempre originale e mai di parte, soprattutto non era mai accondiscendente verso il potere, e in questo senso era ammirevole. Un giornalista risoluto che fino all'ultimo e finché la salute glielo ha concesso è rimasto al lavoro''. Con questa dichiarazione rilasciata alla nostra redazione, Furio Honsell di Open Sinistra – Fvg, ha ricordato l'avversario di tante battaglie politiche. Si è spento, infatti, nella notte tra il 23 e il 24 novembre all'Hospice La Quiete di Udine Gianfranco Leonarduzzi. Politico e “giornalista irregolare”, come si definiva, aveva 67 anni.

 

Figura irriverente e a tratti provocatoria del giornalismo e della comunicazione, un uomo libero tanto come giornalista quanto come politico, noto soprattutto nella sua terra friulana per lo stile energico con cui scendeva nel dibattito, e con cui conduceva le proprie battaglie, in ultima istanza, come direttore del blog “Leopost”. Nato a Dignano in provincia di Udine, Leonarduzzi aveva cominciato la propria attività ad inizio anni Ottanta, muovendo i primi passi nelle radio locali come inviato per diverse manifestazioni sportive. La sua carriera radiofonica gli permise di farsi conoscere e di costruire una solida rete di contatti nel mondo dello sport e della comunicazione locale. E' stato anche speaker sia della 12 Ore di Enduro di Lignano, che allo stadio Friuli per l'Udinese Calcio, oltre che volto del telegiornale di Telefriuli. Queste esperienze gli diedero modo di sviluppare uno stile comunicativo diretto e coinvolgente, che lo caratterizzò per tutta la vita professionale.

 

Parallelamente, Leonarduzzi sviluppò una carriera nella carta stampata, dirigendo il periodico Domusspazio, dove portò avanti un giornalismo diretto e anticonformista, ma anche attento alla cultura e ai fenomeni sociali del suo territorio. Le sue creazioni radio, tra cui Radio Badile, e soprattutto il blog “Leopost”, hanno rappresentato fino all'ultimo il terreno ideale per promulgare il suo pensiero pungente, proponendo una vera informazione indipendente e alternativa, capace di stimolare dibattito e riflessione tra lettori di ogni età e orientamento politico.

 

D’altro canto, l’attività giornalistica di Leonarduzzi è sempre stata legata all’impegno politico. Negli anni Novanta si avvicinò al Partito Radicale, con il quale nel ’96 si sarebbe anche candidato alla Camera dei Deputati per la Lista Pannella Sgarbi nel collegio di Udine. Due anni dopo, nel 1998, promosse la lista civica Lista Risorgive alle elezioni comunali di Codroipo. Nel 2001 si candidò al Senato con la Lista Bonino. In un’intervista del 2009 a Radio Radicale affrontò temi etici come l’anagrafe pubblica degli eletti, il testamento biologico e l’eutanasia. Negli anni successivi si candidò alle elezioni comunali di Udine nel 2003 in una lista collegata a Forza Italia.

 

Gianfranco Leonarduzzi lascia così un’eredità complessa, fatta di giornalismo indipendente, battaglie civili e passione per la comunicazione. Attraverso le sue radio, i suoi articoli e il blog Leopost, ha saputo tenere viva la discussione pubblica attraverso il suo stile diretto, pungente e riconoscibile, costruendo un percorso professionale coerente e coerente con le proprie idee. Con la scomparsa di quello che viene considerato “l'ultimo radicale di Udine” si chiude un capitolo importante della vita culturale e politica friulana, in grado di lasciare un segno profondo tra quei lettori in cerca di un'informazione indipendente e sempre attiva sul territorio.

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